PRIMO PIANO ANTEPRIMA FIGLIA IN COMA DA 12 ANNI, NIENTE PENSIONE PER SILVANA: "LEI HA BISOGNO DI ME"
INSERITO DA ANGELA CECERE
QUINTO DI TREVISO - Sarebbe dovuta andare in pensione nel giro di tre anni. Poi, però, è arrivata la riforma previdenziale. E gli anni mancanti sono balzati a nove. È capitato a molti. Vero. Ma Silvana Righetto, titolare assieme al marito Flavio dell'edicola-ricevitoria di via Ciardi, aveva progettato la propria vita in base al primo conto. Con la speranza di lasciare il lavoro entro breve così da poter accudire al meglio sua figlia Sara, trentenne, da 12 anni in stato vegetativo per colpa delle conseguenze di un tumore al cervello. Adesso, invece, è saltato tutto. L'Usl di Treviso garantisce loro circa otto ore di assistenza a settimana. Un intervento di sollievo. Alcuni amici li aiutano. Ma per Silvana e suo marito, a 60 anni belli che compiuti, tirare avanti in queste condizioni non è facile. «A mia moglie basterebbe poter andare in pensione nel giro di qualche anno, ovviamente con un importo calcolato sui contributi versati - è l'appello lanciato da Flavio - sarà più basso di quello che potrebbe avere dopo, ma l'importante è riuscire a stare con Sara». Niente da fare: non può. Nonostante le condizioni di salute della figlia, andate via via peggiorando da quando la malattia l'ha colpita mentre stava per finire il turistico Mazzotti, siano sempre più precarie. «Non c'è più neanche la speranza di un miracolo - confessa la famiglia Righetto - oggi respira da sola, pur con qualche aiuto. Ma abbiamo già deciso che nel momento in cui potrà farlo esclusivamente attraverso un ventilatore rifiuteremo l'attivazione di qualsiasi macchinario». di Mauro Favaro
LEGGO.IT
29.09.2013.
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