PRIMO PIANO ANTEPRIMA BELLUNO L'ultima telefonata di Matteo alla moglie: «Sto scendendo». Poi la caduta e la morte
INSERITO DA ANGELA CECERE
Il 34enne di Cortina ha perso la vita dopo essere salito sulla Croda d'Antruiles BELLUNO - Ha telefonato alla moglie Angela, per rassicurarla, prima di iniziare la discesa, per tornare a casa. È stato il suo ultimo pensiero. Pochi passi ed è caduto, forse scivolato, perso un appiglio, ed è finito in un canale, cento metri sotto. Il giovane ampezzano Matteo Menardi, 34 anni, è morto da solo, sulla Croda d'Antruiles, una cima minore, poco conosciuta, ancor meno frequentata, nel Parco naturale delle Dolomiti d'Ampezzo. Una destinazione per pochi appassionati, per chi ama vivere la montagna silenziosa, solitaria, non quella più celebrata ed affollata. L'incidente deve essere avvenuto dopo le 19 di martedì. La moglie, a sera, non vedendolo rientrare, è andata a cercare l'auto del marito e l'ha trovata dove prevedeva: nel piazzale di Sant'Uberto, dove parte la strada che sale a malga Ra Stua. A quel punto è scattato l'allarme. Malgrado il maltempo, numerosi volontari del soccorso alpino si sono attivati, almeno una ventina: lo hanno cercato per buona parte della notte, con le torce, nel buio, sotto il diluvio, un vero fortunale di pioggia e vento, che ha battuto la zona, nella notte. Ai parenti, il giovane, che era solito percorrere sentieri dei cacciatori, tracce conosciute e frequentate da poche persone, non aveva comunicato la destinazione della sua escursione, quando era partito in mattinata, alle 10. Le squadre hanno iniziato a perlustrare i sentieri della zona, aiutati anche dal fiuto del cane bloodhound di un'unità cinofila, specializzato nella ricerca delle persone scomparse, ma non si è trovato nulla. A notte fonda, i volontari si sono fermati, per fare il punto della situazione, anche per l'imperversare di un forte temporale. Parlando quindi con gli amici di Matteo si è saputo che aveva intenzione di salire sulla Croda d'Antruiles. Dalla verifica dei tabulati si è inoltre verificato che una cella telefonica era stata attivata verso le 19.29 in quell'area dal suo cellulare, che però risultava spento. Ieri mattina, appena la luce lo ha consentito, è decollata l'eliambulanza del Suem 118 di Pieve di Cadore; a bordo anche due soccorritori di Cortina, profondi conoscitori dei luoghi, per sorvolare i versanti della montagna, per setacciare ogni sentiero. Poco dopo il corpo è stato individuato, in un canale, a 2.160 metri di quota. Sono quindi stati barcati in hovering i due soccorritori, il tecnico di elisoccorso di turno con l'equipaggio e il medico, che ha però solamente potuto constatare il decesso del giovane. All'arrivo di un soccorritore del Sagf della Guardia di finanza, si è proceduto ai rilievi e, ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata composta in una barella e recuperata con il verricello dell'elicottero, per essere trasportata a valle e affidata al carro funebre. Il funerale di Matteo Menardi, molto noto a Cortina, sia per le attività lavorative svolte sinora, in parrocchia e nella società comunale Gis, sia per il suo continuo impegno, nel volontariato, è stato celebrati oggi alle 15 nella chiesa parrocchiale dei santi Filippo e Giacomo.di Marco Dibona
IL GAZZETTINO
25.07.2013.
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