PRIMO PIANO Governo: scontro su Imu. Aut aut del Cav, Merkel a Letta: Italia gia' fatto pezzo strada
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Ogni Paese deve fare i propri compiti" per uscire dalla crisi e "l'Italia ha già compiuto un pezzo di strada". Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel in una conferenza stampa con il premier Enrico letta. "Per noi in Germania la crescita e il consolidamento di bilancio non sono contrapposti, non sono separati, ma viaggiano insieme", ha aggiunto Merkel. "Collaboreremo con gioia con il nuovo governo italiano" anche perché il presidente Napolitano "ci ha detto quanto l'Italia tiene all'Europa", ha spiegato la cancelliera tedesca a Berlino con il premier Enrico Letta. "Pensiamo che con il nuovo Governo avremo una buona collaborazione". Così la cancelliera Angela Merkel dopo l'incontro con il premier Enrico Letta."Mi rallegro moltissimo in questa situazione non semplice le auguro veramente il meglio", ha aggiunto Merkel rivolgendosi a Letta.
"Mi compiaccio di accogliere qui Enrico Letta non solo peché mi dà la possibilità di conoscerci ma anche perché questo dimostra che i rapporti Bilatreali Roma Berlino sono straordinariamente importanti e mi compiaccio di continuare una collaborazione. Ci sono molti compiti da fare ancora per l'Europa", ha spiegato Angela Merkel a Berlino in conferenza stampa con Enrico Letta.
"Nessuno ha intenzione di dire ai cittadini tedeschi cosa devono fare, così come i cittadini tedeschi non hanno alcuna intenzione di dire agli italiani cosa devono fare". Lo ha sottolineato il premier Enrico Letta in una conferenza stampa da Berlino insieme alla cancelliera tedesca Angela Merkel. "Dobbiamo agire insieme", ha aggiunto Letta.
"Il Governo che si forma è politico e vuole usare tutta la forza politica che il Parlamento gli ha dato per lavorare soprattutto in due direzioni: la prima è quella di ristabilire la fiducia nella politica e nelle istituzioni da parte di quegli italiani che l'hanno persa. E poi dare fiducia a quegli italiani che hanno perso il lavoro e visto le difficoltà aumentate". Cosi' Letta. Una premessa che porta il premier italiano a spiegare che se "la crisi che ci ha colpito per 5 anni non ha trovato soluzioni sufficienti è perché non c'é stata abbastanza Europa". Soluzioni che si possono trovare, secondo Letta, solo "con una grande intesa tra Germania e Italia: l'Europa trova sempre grandi risultati - osserva - quando Italia e Germania hanno fatto sì che questi risultati si raggiungessero".
Intanto il ministro per le Pari Opportunità, le Politiche giovanili e lo Sport Josefa Idem ha dichiarato - secondo quanto riportato dal tabloid Bild sul suo sito - che 'Il risentimento degli italiani, colpiti dalla crisi e dalle misure di austerità, nei confronti della cancelliera Angela Merkel è "comprensibile".
Oggi l'esecutivo di Enrico Letta ha ottenuto 453 sì alla Camera, 233 al Senato: fa il peno di voti in Parlamento potendo contare su una maggioranza schiacciante. A Montecitorio, il premier poteva arrivare a 455 voti, ne ha persi due per strada, uno era di Giuseppe Civati, il 'frondista' del Pd. I democratici alla fine hanno retto dando l'ok al nuovo esecutivo insieme a Pdl, Scelta civica e gruppo misto. I 20 leghisti si sono astenuti. E si sommano ai 154 no di M5S, Sel e Fratelli d'Italia.
Al Senato, l'esecutivo dell'ex numero 2 del Pd poteva contare su una 'base' di 239 voti ( 'teoricamente' 242 se si inseriscono i nomi del presidente Pietro Grasso che non ha votato, come da tradizione per i presidenti delle Camere, e i due senatori a vita, Andreotti e Ciampi, che non si presentano a Palazzo Madama da tempo. Il predecessore di Enrico Letta, il professor Mario Monti, ottenne il 17 novembre 2011 il voto favorevole di 281 senatori e il giorno successivo di 556 deputati, ma allora non c'era ancora il Movimento 5 stelle di Grillo, attualmente il secondo partito italiano.
"Mi sono reso conto che c'é un grande problema: c'é un carico d'aspettative francamente eccessivo" su di noi. Lo ha detto il premier Enrico Letta al Senato spiegando che dopo aver letto i giornali ed aver ascoltato i commenti in Parlamento "la giornata si è caricata di molte preoccupazioni".
"Se non c'é la consapevolezza dell'oggettiva fragilità di quanto fatto e di quanto stiamo facendo e si pensa che tutti i problemi si siano risolti facendo un governo io credo che abbiamo sbagliato. La situazione rimane di grandissima difficoltà".
"La squadra di Governo che lavorerà con il Parlamento cercherà di avere un rapporto corretto" con le Camere perché "negli ultimi 10 anni abbiamo vissuto un rapporto sempre più asimmetrico" perché è chiaro che "le nostre istituzioni non funzionano. Da qui il tema della Convenzione".
"La scelta che tutti insieme qui abbiamo fatto è figlia di una situazione d'emergenza, che noi affrontiamo con determinazione, buona volontà, energia e consapevolezza dei nostri limiti. Ma c'é un'emergenza, che non scompare perché la Camera ha dato la fiducia e oggi mi auguro la dia il Senato".
"Metto la convenzione al centro della riflessione, ribadisco qui che è un tema rispetto al quale proprio al Senato, con il presidente Schifani, si è fatto un lavoro molto forte, marcato e profondo che ha portato a tanti punti di convergenza possibili che spero possano essere utilizzati". Così il premier Enrico Letta al Senato.
"Dobbiamo cambiare su tante cose, sulle regole ma anche su cose minori, come ad esempio la questione degli stadi. Noi dobbiamo lasciare tutto fermo perché fare qualcosa ci spaventa? Dobbiamo renderci conto che bisogna fare dei cambiamenti che servono a tutti nel senso della concretezza".
"Io avrei voluto un diverso esito elettorale ma la realtà è quella che abbiamo di fronte". E "la realtà è il principale tema che un uomo politico deve mettere al centro della sua azione, oppure raccontiamo a noi stessi delle favole per stare tranquilli".
"Ho parlato di 18 mesi per la Convenzione non perché irrispettoso del parlamento che è libero e sovrano ma perché ritengo che la vita del governo debba essere legato a adempimenti certi". Così il premier Enrico Letta torna sulla durata indicata ieri per un bilancio di governo.
BERLUSCONI, SENZA ABOLIZIONE IMU NO SOSTEGNO A LETTA - "CertO che sono fiducioso sia sull'abolizione che sulla restituzione. Non sosterremmo un governo che non attua queste misure né lo sosterremmo dall'esterno. Abbiamo preso un impegno con gli elettori e vogliamo manteneRlo". Lo afferma Silvio Berlusconi arrivando in Senato a proposito dell'Imu.
DELRIO, IMU VIENE SOSPESA CON IMPEGNO DI ALLEGGERIRLA - "L'Imu verrà sospesa per la rata di giugno con l'impegno ad alleggerirla soprattutto per i meno abbienti". Così il ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio. "Il lavoro sarà fatto con il Parlamento, non possiamo sapere il punto di approdo". Rispetto alla rimodulazione dell'Imu, spiega, "c'é un problema di liquidità di Comuni che affronteremo".
"No, credo proprio di no". Delrio risponde così a chi gli domanda se sia ipotizzabile uno sforamento del tetto del 3% nel rapporto tra deficit e Pil nel 2013. "Ora vediamo come va il tour del presidente in Europa ma - sottolinea il ministro - l'importante è riuscire a ottenere una deroga per gli investimenti strategici. E occorre individuare quali".
CAMUSSO, DA SINDACATI NO ABOLIZIONE TOUT COURT DELL'IMU - A Cgil, Cisl e Uil "non va bene l'idea che si abolisca tout court l'Imu sulla prima casa, così vengono sottratte risorse a politiche più necessarie. Bisogna scegliere e dire che si difendono le persone con una sola casa, non chi ha 20 ville e 37 appartamenti, e con valore basso". Così Susanna Camusso sulla posizione unitaria con Cisl e Uil
UE, ABOLIZIONE? RISPETTARE TARGET SENZA NUOVO DEBITO - "Gli obiettivi di bilancio per l'Italia non cambiano e il nuovo governo dovrà dire come intende rispettarli senza nuovo indebitamento": così un portavoce della Commissione Ue a chi gli chiedeva se Bruxelles accetterebbe una abolizione dell'Imu.
"Sono sicuro di poter contare sul suo impegno per la continuazione del processo di riforme necessarie affinché, insieme, gli europei possano far fronte alle sfide della crisi, con l'auspicato rilancio della crescita e dell'occupazione": così il presidente della Commissione José Barroso si congratula con il nuovo governo. "L'avvio di questa nuova fase della politica italiana e l'inizio delle attività del Suo governo coincidono con un momento cruciale dell'integrazione europea ed io mi rallegro di poter contare sul Suo contributo per quanto riguarda, in particolare, la continuazione del processo di integrazione economica, monetaria e politica dell'Unione europea", ha detto Barroso in una nota. "A nome della Commissione europea e mio personale, mi congratulo con Lei per la Sua nomina a Presidente del Consiglio e per la formazione del nuovo governo al quale il Parlamento ha dato piena fiducia", ha concluso.
GRILLO, IERI EVENTO STRAORDINARIO, OPPOSIZIONE ALLA CAMERA - "Ieri alla Camera è accaduto un fenomeno unico. Deputati che non devono rendere conto a nessuna lobby o partito"... "Hanno fatto opposizione. Un evento straordinario per il Parlamento italiano". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog, allegando l'intervento di ieri in Aula del vicepresidente dei deputati M5S, Riccardo Nuti, con il quale annunciava il 'no' alla fiducia al governo Letta.
CRIMI, INVITIAMO NOI LETTA A SCONGELARSI, NO FIDUCIA - "L'attendevamo sui fatti e ha mostrato la rigidità di un sistema politico ibernato", "lei ci ha invitato a scongelarci, ma l'invito a scongelarsi lo rivolgiamo noi a lei". Così Vito Crimi (M5S) nelle dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo Letta. Tra i ministri ci sono "tanti nostromi di governi naufragati". Il governo "sarà ostaggio di veti e mercanteggiamenti dei partiti". Il M5S "non darà la fiducia", ma si "confronterà sui contenuti". "Saremo sempre responsabili".
CEI, PRIORITA' SIANO LAVORO E FAMIGLIA - "La mia speranza è che i temi della famiglia e del lavoro, che alla fine sono un problema unico nella contingenza attuale del nostro paese, siano davvero la priorità e siano davvero un punto di incontro di bene comune". Lo ha detto monsignor Arrigo Miglio,arcivescovo di Cagliari e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle settimane sociali dei cattolici italiani, parlando del nuovo governo.
LUPI, ENTRO SETTIMANA FAREMO SOTTOSEGRETARI - "Sì, entro la settimana". Risponde così il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Maurizio Lupi, conversando con i cronisti in Transatlantico al Senato, a chi gli chiede se entro la settimana potrebbero arrivare le nomine dei sottosegretari.
"Si". Risponde così Lupi conversando con i cronisti nel Transatlantico del Senato a chi gli chiede se il primo provvedimento del governo sarà l'approvazione del Def.
MARONI, 18 MESI CI VA BENE MA NON FAREMO SCONTI - "Diciotto mesi per fare le riforme col Senato federale è una prospettiva che a noi interessa". Lo ha detto il segretario della Lega Roberto Maroni sulla Convenzione proposta dal premier Enrico Letta. Maroni ha confermato di voler collaborare, ma ha avvertito: "faremo le nostre battaglie senza sconti".
SCHULZ, BENE DISCORSO LETTA ANTI-AUSTERITA' - "Come ha ribadito il nuovo premier Enrico Letta nel suo discorso, l'austerità a senso unico soffoca non solo l'Italia, ma molti paesi dell'eurozona. Servono misure urgenti per dare ossigeno all'economia e speranza ai giovani": così il presidente del Parlamento Ue Martin Schulz in una nota di congratulazioni al governo. "Spero che questo passaggio rappresenti la fine dello stallo che ha segnato il periodo post-elettorale, e che l'Italia torni a giocare il ruolo che le spetta nel contesto europeo", ha detto Schulz. "Oggi più che mai, l'Europa ha bisogno di un'Italia coraggiosa, nel solco profondo della sua tradizione europeista, per ripensare, rafforzare e ridare legittimità alla nostra Unione", ha concluso.
BAGNASCO, TOUR EUROPEO LETTA MOLTO POSITIVO - Il tour nelle principali capitali europee del presidente del Consiglio, Enrico Letta, secondo il presidente della Cei e vescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, "é un gesto molto positivo che dà spinta e fiducia all'Italia nel contesto europeo". E' quanto Bagnasco ha detto a Genova prima di celebrare una messa in Banca Carige.
ANSA
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