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NEWS ITALIA E DAL MONDO VIGEVANO La uccide a coltellate perché l’aveva lasciato

10 Marzo 2014, 10:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA VIGEVANO. Ammazzata a coltellate dal compagno di una vita, nel bar che gestivano insieme, lo Psyco Café di corso Cavour 38. Assunta “Tina” Sicigniano, 43 anni, è morta ieri mattina, giorno della Festa della donna. Il 71enne Francesco Albano, per tutti Franco, si è costituito dai carabinieri. Un omicidio con movente passionale: da qualche tempo la vittima aveva una nuova relazione con una guardia giurata 38enne. Aveva detto a Franco Albano di volerlo lasciare definitivamente, dopo vent’anni di unione e due figlie, Yuma, 19 anni e Maia, 16 anni.

Ma Albano, pur sapendo del rivale, non voleva accettarlo: liti sempre più frequenti, a quanto pare, tanto che una settimana fa “Tina” si era trasferita con le figlie da un’amica, temendo la gelosia del compagno. Ma ogni giorno dovevano passare molte ore insieme al lavoro: originari di Scafati (Salerno), da anni residenti a Vigevano, da ottobre 2013 gestivano il locale a pochi metri dalla sede della Croce Rossa. Ieri Albano ha aperto alle 6, alle 10 lei lo ha raggiunto. Un’ora e mezza dopo l’ennesimo litigio, mentre non c’erano clienti.

Causa scatenante, pare, l’auto del rivale parcheggiata vicino al locale. “Tina” conferma le sue intenzioni all’uomo che insisteva per sapere dove avesse portato le figlie. Allora, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri coordinati dal capitano Rocco Papaleo e dal tenente Michele Minetti, l’uomo prende un coltello a lama lunga (20 centimetri), molto affilato, del tipo usato per affettare i salumi. Lei tenta di sfuggirgli: la raggiunge una raffica di coltellate, quella mortale al cuore.

Poi il compagno esce per andarsi a costituire, mentre partono diverse telefonate al 112 dei vicini che avevano sentito le urla della donna. I carabinieri intercettano l’omicida in viale dei Mille, in stato confusionale, a pochi metri dalla caserma di via Castellana. La titolare della l’agenzia Mavrefin, vicino al bar, lo aveva visto uscire sporco di sangue e con un gambale dei pantaloni strappato, chiudendo a chiave la porta a vetri. Albano si è allontanato a piedi, mentre il corpo della compagna rimaneva riverso sul pavimento, fra due sedie rovesciate e le tovagliette cadute dai tavolini, cui Assunta Sicigniano si era aggrappata cadendo. Inutili i tentativi di rianimarla degli operatori Cri, la donna è morta circa un quarto d’ora dopo l’aggressione. Informate dell’accaduto dai carabinieri, le figlie si sono sentite male e sono state portate al pronto soccorso sotto choc. Pochi minuti dopo, in corso Cavour sono arrivati i militari del nucleo operativo e radiomobile, la scientifica, il sostituto procuratore Paolo Mazza da Pavia, il medico legale.

Fra la gente assiepata sul marciapiede – molte donne con le mimose in mano – anche il nuovo compagno della barista, in lacrime. Il cadavere di Assunta Sicigniano è stato portato via dai necrofori verso le 15, conclusi i primi accertamenti sulla scena del crimine: l’autopsia verrà eseguita probabilmente domani, all’obitorio dell’ospedale di Vigevano. Ascoltato a lungo in caserma, il reo confesso è stato poi trasferito nel carcere di Torre del Gallo a Pavia.

Resta da capire fra l’altro, con le ulteriori indagini, se all’accusa di omicidio volontario si potrebbe aggiungere l’aggravante della premeditazione: in questo caso, la pena può arrivare anche all’ergastolo. Franco Albano verrà nuovamente sentito in carcere dal magistrato per l’interrogatorio di garanzia.

ANNA MARIA MANGIAROTTI  LA PROVINCIA PAVESE

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