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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA PALERMO Spaccio nel quartiere Guadagna, 42 arresti Due clan gestivano market della droga

22 Ottobre 2013, 12:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Droga, blitz a Guadagna, 42 arresti: in mpegnati 180 carabinieri e due elicotteri

 

1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Nessun collegamento con Cosa Nostra. Le dosi, al telefono, diventavano «caffè», «scarpe» o «borse» PALERMO – Due organizzazioni criminali che gestivano una delle principiali piazze di spaccio di droga a Palermo, nel quartiere Guadagna, sono state scoperte e sgominate dai carabinieri, che stamane hanno eseguito 42 arresti nell'operazione chiamata «Araba fenice». I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Il reato contestato è quello di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Nell'attività sono stati impegnati 180 carabinieri con il supporto di due elicotteri. L'ORGANIZZAZIONE - In 15 presidiavano tutto il giorno nel quartiere della Guadagna di Palermo per avvertire le organizzazioni che avevano il monopolio del traffico della droga dell'eventuale presenza delle forze dell'ordine: vere e proprie vedette che scorazzavano tra le vie del quartiere diventato punto di riferimento per tutti quelli che volevano acquistare dalla marijuana, all'hashish o alla cocaina. I due clan, azzerati dai carabinieri di Palermo, erano organizzati di tutto punto con sentinelle e abili pusher che utilizzavano, per prendere gli ordinativi al telefono, cellulari riservati e un linguaggio cifrato con le dosi che diventavano «caffè da prendere al bar», scarpe, borse o appuntamenti con ragazze. Per rendere più difficile il lavoro degli investigatori chi riceveva i soldi dagli acquirenti era diverso da chi consegnava le dosi e nessuno aveva la disponibilità di quantitativi di stupefacenti tali da raggiungere la dose che poteva costargli l'arresto per spaccio. Le due organizzazioni, che non erano legate a Cosa nostra, avevano una struttura gerarchica ed erano sostanzialmente gestite da due famiglie. Mai in lotta tra loro, i clan collaboravano utilizzando le vedette comuni per gestire i traffici. Delle due bande quella più potente era capeggiata da Antonino Lucera, 37 anni, detto Mino. A bordo della sua auto decideva l'acquisto della droga, l'importazione fuori dall'Isola e commentava l'abilità dei suoi pusher lamentandosi anche della presenza di «troppi sbirri». Il padre Luigi e lo zio Santo, nel '90, vennero uccisi in un casolare nel palermitano. Dalle intercettazioni è emerso che, Mino sia convinto che dietro l'omicidio ci sia il tradimento di una parte della sua famiglia. Nel corso dell'indagine i carabinieri hanno sequestrato sei chili di hashish, otto chili e 505 piante di marijuana, cocaina e eroina per migliaia di euro. QUARTIERE GUADAGNA - «È stata sgominata un'organizzazione che aveva il controllo su un intero quartiere. Nessun arrestato è legato alla mafia». Lo ha detto il procuratore Francesco Messineo. «Sono state utilizzate tutte le moderne tecniche», aggiunge, «per riuscire ad arrestate capi e piccoli spacciatori a cui si rivolgevano tantissimi consumatori». Per il procuratore aggiunto Teresa Principato, «la Guadagna è un mercato storico dello spaccio. Nel territorio ci sono numerose vedette che avvertono subito gli spacciatori della presenza di carabinieri e polizia che stanno facendo indagini sullo spaccio. Da qui la complessità delle indagini messe a segno dai carabinieri». «Nel quartiere», ha concluso, «si può acquistare ogni tipo di droga. L'organizzazione ha una struttura familistica che non si è mai fermata neppure davanti alle varie operazioni di polizia giudiziaria che vengono vissute come un momentaneo fastidio».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

22.10.2013.

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