NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA PALERMO Spaccio nel quartiere Guadagna, 42 arresti Due clan gestivano market della droga
INSERITO DA ANGELA CECERE
Nessun collegamento con Cosa Nostra. Le dosi, al telefono, diventavano «caffè», «scarpe» o «borse» PALERMO – Due organizzazioni criminali che gestivano una delle principiali piazze di spaccio di droga a Palermo, nel quartiere Guadagna, sono state scoperte e sgominate dai carabinieri, che stamane hanno eseguito 42 arresti nell'operazione chiamata «Araba fenice». I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Il reato contestato è quello di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Nell'attività sono stati impegnati 180 carabinieri con il supporto di due elicotteri. L'ORGANIZZAZIONE - In 15 presidiavano tutto il giorno nel quartiere della Guadagna di Palermo per avvertire le organizzazioni che avevano il monopolio del traffico della droga dell'eventuale presenza delle forze dell'ordine: vere e proprie vedette che scorazzavano tra le vie del quartiere diventato punto di riferimento per tutti quelli che volevano acquistare dalla marijuana, all'hashish o alla cocaina. I due clan, azzerati dai carabinieri di Palermo, erano organizzati di tutto punto con sentinelle e abili pusher che utilizzavano, per prendere gli ordinativi al telefono, cellulari riservati e un linguaggio cifrato con le dosi che diventavano «caffè da prendere al bar», scarpe, borse o appuntamenti con ragazze. Per rendere più difficile il lavoro degli investigatori chi riceveva i soldi dagli acquirenti era diverso da chi consegnava le dosi e nessuno aveva la disponibilità di quantitativi di stupefacenti tali da raggiungere la dose che poteva costargli l'arresto per spaccio. Le due organizzazioni, che non erano legate a Cosa nostra, avevano una struttura gerarchica ed erano sostanzialmente gestite da due famiglie. Mai in lotta tra loro, i clan collaboravano utilizzando le vedette comuni per gestire i traffici. Delle due bande quella più potente era capeggiata da Antonino Lucera, 37 anni, detto Mino. A bordo della sua auto decideva l'acquisto della droga, l'importazione fuori dall'Isola e commentava l'abilità dei suoi pusher lamentandosi anche della presenza di «troppi sbirri». Il padre Luigi e lo zio Santo, nel '90, vennero uccisi in un casolare nel palermitano. Dalle intercettazioni è emerso che, Mino sia convinto che dietro l'omicidio ci sia il tradimento di una parte della sua famiglia. Nel corso dell'indagine i carabinieri hanno sequestrato sei chili di hashish, otto chili e 505 piante di marijuana, cocaina e eroina per migliaia di euro. QUARTIERE GUADAGNA - «È stata sgominata un'organizzazione che aveva il controllo su un intero quartiere. Nessun arrestato è legato alla mafia». Lo ha detto il procuratore Francesco Messineo. «Sono state utilizzate tutte le moderne tecniche», aggiunge, «per riuscire ad arrestate capi e piccoli spacciatori a cui si rivolgevano tantissimi consumatori». Per il procuratore aggiunto Teresa Principato, «la Guadagna è un mercato storico dello spaccio. Nel territorio ci sono numerose vedette che avvertono subito gli spacciatori della presenza di carabinieri e polizia che stanno facendo indagini sullo spaccio. Da qui la complessità delle indagini messe a segno dai carabinieri». «Nel quartiere», ha concluso, «si può acquistare ogni tipo di droga. L'organizzazione ha una struttura familistica che non si è mai fermata neppure davanti alle varie operazioni di polizia giudiziaria che vengono vissute come un momentaneo fastidio».
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
22.10.2013.
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)