NEWS ITALIA E DAL MONDO ROVIGO Marito furibondo caccia la moglie di casa e poi accoltella i carabinieri
INSERITO DA ANGELA CECERE
Tragedia sfiorata a Lendinara: macellaio 61enne aggredisce i militari. Salvi perché indossavano il giubbotto antiproiettile ROVIGO - Si è scagliato contro un carabiniere sferrando almeno un paio di colpi con un coltello da macellaio, colpi che non hanno provocato danni perché il militare indossava il giubbotto antiproiettile. Ora è rinchiuso in caserma in attesa del processo per direttissima che dovrebbe venire celebrato stamane. Ma non per tentato omicidio o le tentate lesioni, ma per resistenza a pubblico ufficiale. Protagonista del drammatico sabato sera avvenuto nella frazione lendinarese di Sabbioni è stato Primo Bonfante, 61 anni, commerciante e macellaio residente in via Argine Sabbioni 68 con la moglie. Proprio la donna, la 59enne casalinga G.G. è stata la prima vittima dell’uomo non nuovo a simili "prodezze" tanto da aver sul proprio capo dei precedenti per vari reati, anche gravi. Intorno alle 20 Bonfante, per una delle sue sfuriate che anche i vicini e i familiari conoscono, magari perchè ha bevuto un bicchiere di troppo o è alterato psichicamente, caccia di casa la povera moglie. La donna - come già accaduto in passato - si rifugia dalla figlia che vive con il marito a nemmeno mezzo chilometro di distanza. G.G. è asmatica e necessita della bombola d’ossigeno portatile che deve utilizzare per molte ore al giorno. Così, madre, figlia e genero tornano in via Argine Sabbioni e cercano invano di farsi aprire. Chiamano pure la guardia medica, ma nemmeno l’intervento del dottore sortisce effetto. Primo Bonfante rimane rinchiuso in casa e non ci sente di aprire la porta. Trascorrono i minuti e verso le 21.40 la figlia telefona al 112 e dalla caserma di Rovigo inviano un pattuglia dei Radiomobile. I due carabinieri arrivano nella frazione poco dopo e capiscono la situazione. Insieme al genero di Bonfante provano anche loro, ripetutamente, a farsi aprire. Niente. Intanto arrivano l’autoambulanza del Suem perchè si teme che il commerciante - colpito recentemente da un ictus - possa aver avuto un malore, e i vigili del fuoco. Dalla casa non provengono rumori e intorno alle 22 scatta l’intervento. I pompieri aprono una porta ed entrano insieme ai carabinieri che indossano il giubbotto antiproiettile. Setacciano l’abitazione accendono le luci nelle varie stanze. Nella penombra del salotto si vede l’uomo seduto su una poltrona, l’appuntato nota il coltello. Bonfante si alza come una furia e si scaglia contro il carabiniere. Uno, due colpi. Ma fortunatamente il giubbotto li attutisce. Restano evidenti i segni all’altezza del petto. Interviene anche l’altro militare, il brigadiere capopattuglia e i due si lanciano contro Bonfante. L’uomo è scatenato e anche con l’aiuto dei vigili del fuoco e del personale del Suem i due carabinieri riescono a immobilizzarlo dopo alcuni interminabili minuti. Recuperato il coltellaccio da macellaio con una lama di almeno 15 centimetri, Bonfante viene caricato in macchina e condotto a sirene spiegate in caserma a Rovigo. Nella vettura finalmente si calma e quando arriva in via Silvestri appare sotto choc, quasi frastornato. Finisce in cella di sicurezza. Arrestato. Ma non per tentato omicidio con le due coltellate sferrate, ma per resistenza a pubblico ufficiale come disposto dal sostituto procuratore Fabrizio Suriano.
IL GAZZETTINO
20.05.2013.
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