NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA LECCE Rifiuti tossici, scavi nelle ex discariche La Procura ordina ricerche nelle aree di Cutrofiano e Sogliano Cavour
Scavi a Cutrofiano
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA LECCE - Si continua a scavare nelle campagne leccesi alla ricerca di rifiuti tossici interrati dalla mafia locale e campana negli anni Novanta. Ieri, sono state controllate due ex discariche di Cutrofiano e Sogliano Cavour. Si tratta di due aree mai bonificate, di proprietà privata in uso ai due Comuni fino agli ‘90 e poi dismesse. Gli scavi sono stati eseguiti da militari della guardia di finanza su disposizione del sostituto procuratore Paola Guglielmi, titolare di una delle inchieste scaturite dalle dichiarazioni dei pentiti della Scu Silvano Galati e dei casalesi Carmine Schiavone. Era presente anche un consulente nominato dalla procura. I nuovi controlli sono stati disposti dopo che, nei mesi scorsi, in altre zone della provincia, erano stati ritrovati quintali di rifiuti sospetti tra pellami e altri scarti di lavorazione industriale.
Ad aiutare gli investigatori sono stati anche i rilevamenti iperspettrali eseguiti a maggio scorso dai finanzieri con un mezzo aereo. I dati fotografici e termici alla ricerca di rifiuti interrati sono stati analizzati dai tecnici della Seconda Università di Napoli che, in base alle variazioni di temperatura e di colore del terreno e della vegetazione, hanno potuto indicare nuovi punti nei quali scavare. Sempre a maggio, i carabinieri del Noe, al comando del maggiore Nicola Candido, hanno scoperto in località Pozzo Volito, nelle campagne fra Patù e la marina di San Gregorio, a quattro metri di profondità, scarti industriali - pellame e cascami di cuoio, ritagli di tomaie, plastica in sacchi contenenti rifiuti, colle - ed anche tracce ben precise di chi potrebbe aver seppellito quei veleni. Pezzi di adesivo di colore bianco sul quale sono impressi nome e logo dell’azienda che ha utilizzato quel materiale per fabbricare scarpe e altri articoli in pelle e che, senza troppi scrupoli, ha seppellito, o fatto seppellire, gli scarti della lavorazione. E non è quello l’unico terreno salentino che potrebbe nascondere rifiuti tossici e pericolosi interrati da clan criminali senza scrupoli una ventina di anni fa. Le ricerche, dunque, vanno avanti.
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