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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA «Mancano 40 portalettere e 30 addetti agli sportelli»

22 Gennaio 2014, 10:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

1375277 1385110908392402 1545291797 nINSERITO DA KATIA ANDREOLETTI PAVIA. Oltre seicento pacchi al giorno, in media due o tre per ogni zona di recapito. E poi le cartelle esattoriali di Equitalia, le raccomandate e le notifiche di pagamento, la posta normale, le bollette. «Il lavoro alle Poste non manca, anzi cresce – affermano i sindacati – ma siamo sempre a corto di personale». «In questi giorni arriveranno cinque nuovi impiegati allo sportello, frutto dell’accordo di novembre – spiega Maurizio Dassù del Slp Cisl –. Arrivano solo ora perché si tratta di ex postini e Poste non poteva togliere risorse al recapito, già sotto organico di almeno 40 uomini in provincia, la stessa Poste ha certificato la mancanza di 25 postini. Nel frattempo sono andati o andranno a breve in pensione circa 20 impiegati allo sportello e secondo un rapporto sulla provincia di Pavia tutte le zone sono in sofferenza per l’organico, eccetto Garlasco che avrebbe due persone in più rispetto al budget richiesto». Pavia, Voghera, Vigevano, Sannazzaro, Siziano, Broni, Casteggio, Mortara invece sono ridotti all’osso. L’anno scorso a causa del calo dei volumi della posta ordinaria erano state riorganizzate e tagliate le zone di recapito e, così, i postini: «Postini e sportelli ora sono pieni di lavoro – spiega Giacomo Delorentis, Slc Cgil – ma manca il personale e così quasi tutti lavorano sei giorni, anche se l’anno scorso il recapito era stato portato a cinque giorni. Abbiamo chiesto alle Poste di allungare i contratti a tempo determinato da tre a sei mesi per garantire un minimo di continuità». La grande novità nel settore recapito, infatti, sono le nuove commesse: Equitalia, che ha portato notevoli volumi di atti da consegnare spesso tutti insieme, e Amazon, il colosso della vendita online. «Amazon ha messo in prova Poste italiane e sta andando bene – spiega Dassù – siamo riusciti a ridurre la percentuale di pacchi inesitati: Amazon chiedeva che non superasse il 15%, in Lombardia è al 2%». Ora, però, i sindacati chiedono di ridiscutere i tagli dell’anno scorso e la riorganizzazione delle zone: «Era stata fatta con i cali di corrispondenza che ora invece sembrano rientrati – spiega Dassù – e forse servirebbe qualche zona dedicata solo ai pacchi, qualche postino dislocato solo sulle notifiche di Equitalia».

I ritardi nella corrispondenza tradizionale infatti iniziano a sentirsi: «A Pavia, Garlasco, Certosa, Siziano e Landriano la posta soprattutto all’inizio del mese veniva consegnata con giorni e giorni di ritardo – afferma Mario Spadini, Federconsumatori di Pavia – A Garlasco abbiamo segnalazioni di 20 giorni di ritardo e oltre: una fattura del 17 dicembre è arrivata il 9 gennaio. Sono 15 giorni a Certosa. E il postino salvo rare eccezioni non suona più se c’è una raccomandata ma mette l’avviso e il ricevente deve andare a ritirare tutto all’ufficio postale, con il fatto che, se si tratta di multe, deve pagare anche un costo aggiuntivo: faremo un esposto all’Autorità per le telecomunicazioni e non escludiamo azioni penali».

di Anna Ghezzi LA PROVINCIA PAVESE

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