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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA PAVIA Perde la mamma e il papà è in coma Adottato in corsia

7 Gennaio 2014, 09:32am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


 

 

 

 

 

 

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI PAVIA. La notte di Santo Stefano il piccolo Blinard, dieci mesi, viaggiava sul sedile posteriore di una vecchia Golf. Accanto a lui la mamma, Edona, 22 anni. Rientravano insieme al papà Agron ed a un amico dal Kosovo dove avevano trascorso le feste in famiglia. Il primo Natale di Blinard, occhioni grandi e capelli biondi come la sua giovanissima mamma. Sulla via del ritorno, verso la Francia, sono inciampati nel destino che ha voluto cambiare per sempre le loro vite. Una Merdeces ha tamponato la Golf bianca in prossimità del casello di Stradella. E in pochi istanti il futuro di Blinard è cambiato. La mamma, sbalzata sull’asfalto, è morta. Il papà è in gravissime condizioni. Il piccolo è rimasto intrappolato in una nicchia formata dalle lamiere deformate, miracolosamente illeso. Il rumore, i lampi azzurri delle ambulanze, il pianto. Forse i suoi occhioni azzurri hanno fermato quelle immagini, la sua mente quei suoni. Ma dal momento esatto in cui il medico del 118 per primo l’ha preso in braccio è iniziata una solidarietà contagiosa attorno al cucciolo di dieci mesi. «Nella notte è arrivato in Pronto soccorso – spiega chi era di turno –. Abbiamo subito capito il dramma. Ma è scattata una naturale empatia con quel bambino così indifeso e così fragile». Piangeva, un lamento sordo e inconsolabile che solo l’abbraccio saldo di un infermiere, da poco papà, riusciva a placare. Poi Blinard è arrivato in Pediatria, al terzo piano. «E’ stato sottoposto ad accertamenti approfonditi, clinici e strumentali – spiega il primario Gianluigi Marseglia – . Controlli disposti in accordo con il tutore, un avvocato donna, nominata dal giudice tutelare». Blinard era inspiegabilmente illeso. Ma il suo lamento era riconducibile «a un traumatismo diffuso, al fastidio provocato da contusioni su tutto il corpo. I bambini molto piccoli comunicano con il linguaggio del corpo». Affaticato, acciaccato ma sano. E bisognoso di cure. Il suo pianto cessava solo quando poteva stringere le sue piccole braccia attorno al collo di qualcuno. In reparto si placava e si addormentava quando Clara Baggi, dell’Agal, saliva a cullarlo. Per alcuni giorni è rimasto ricoverato, in attesa di una decisione del giudice. In quelle ore e in quelle notti un’assistente, messa a disposizione dall’Agal (onlus che si occupa dei bambini oncomatologici all’interno del San Matteo), è rimasta costantemente accanto a lui.

Ma la dolcezza di Blinard, e la sua storia sfortunata, hanno conquistato tutti. Attorno al lui è scattata una commovente gara di solidarietà. Molti medici e infermieri del San Matteo si sono offerti per accoglierlo temporaneamente in famiglia. Ma il giudice ha ritenuto fosse più adeguato, al momento, trasferirlo in un centro per minori. In attesa di conoscere l’evolversi delle condizioni del papà , ricoverato in ospedale ad Alessandria, e di rintracciare altri familiari tramite l’Ambasciata del suo Paese. Ma Blinard non è rimasto solo. E ha riacquistato il sorriso. Coccolato, nella sua nuova casa, e circondato dall’affetto delle tante persone incontrate in ospedale.

di Maria Grazia Piccaluga LA PROVINCIA PAVESE

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