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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Ferito dal petardo, parla la madre «La sua vita deve ricominciare»

13 Gennaio 2014, 11:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


 

 

 

 

 

1375277 1385110908392402 1545291797 nINSERITO DA KATIA ANDREOLETTI  VELLEZZO BELLINI. «La vita ricomincia, anche dopo una disgrazia così». La madre del bambino di dieci anni di Vellezzo Bellini rimasto ferito il giorno di Capodanno da un petardo che gli è esploso in pieno volto, è accanto al figlio, disteso in un letto di ospedale, a Bergamo. «La situazione sta migliorando e forse la prossima settimana potrà tornare a casa – dice la donna –. Sta ricevendo la visita degli amichetti e dei compagni di scuola, ma vorrebbe tanto rivedere l’amico che era con lui il giorno dell’incidente». Alessandro (il nome è di fantasia) ha riportato ferite gravissime al volto e ha perso la vista. «Ma abbiamo un colloquio con i medici nei prossimi giorni – dice sua madre – che ci aggiorneranno sull’andamento delle condizioni e ci diranno cosa si può fare. Dobbiamo solo aspettare, per ora».

Il bambino ha subìto diversi interventi, che sono serviti anche a ridurre le lesioni al volto. Il petardo che lo ha ferito davanti alla casa della nonna a Giovenzano, dove il primo dell’anno la famiglia si era riunita per il pranzo, era stato raccolto per strada, molto probabilmente in piazza dei Caduti, che si trova a pochi passi dall’abitazione dei nonni. Forse il bambino aveva nascosto il botto in casa, per qualche ora. Poi, al pomeriggio, ci aveva giocato, insieme a un amichetto. Aveva chiesto un accendino ai nonni, che si erano rifiutato di darglielo.

In qualche modo Alessandro era riuscito a recuperare del fuoco, ma non è nemmeno da escludere che il petardo fosse esploso mentre i bambini cercavano di mettere insieme polvere da sparo e parti diverse di botti. Di certo l’esplosione era avvenuta mentre Alessandro era vicino al petardo. E questo spiega in parte la gravità delle ferite. Sulla natura del petardo le indagini dei carabinieri non sono riuscite ancora a fornire dettagli precisi. «Al di là di tutto ora bisogna andare avanti e fare in modo che mio figlio riesca a superare il trauma subito – dice ancora sua madre –. Dobbiamo essere forti soprattutto per lui. Il morale comunque è migliorato. In questi giorni è contento perché stanno venendo a trovarlo i suoi amici e i compagni di scuola, anche più grandi. Tante persone che conosciamo da tempo ci stanno stando vicine». Il ragazzino che era insieme a lui il giorno dell’incidente, invece, non se l’è ancora sentita di andare in ospedale. «Anche per lui è stato un trauma, quello che è successo – prova a spiegare la madre di Alessandro –. Comunque mio figlio chiede di lui, vorrebbe tanto vederlo».

Il ragazzino, che abita a Vellezzo, in una villetta poco distante dalla casa di Alessandro, era scappato a casa sotto choc, dopo l’esplosione. Non era rimasto ferito perché al momento dello scoppio si trovava a una certa distanza dal petardo. Ai carabinieri ha spiegato, seppure in condizioni psicologiche per lui molto difficili, che stavano giocando con un botto trovato per strada. Un gioco che si è trasformato in dramma. «Per la dinamica dell’esplosione è già andata bene – dice la madre di Alessandro – In questo momento bisogna pensare positivo e andare avanti».

DI MARIA FIORE @mariafiore3 LA PROVINCIA PAVESE

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