NEWS ITALIA E DAL MONDO SALZANO Imprenditrice suicida, la sorella: «Patrizia non si è uccisa per la crisi»
ESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI Nelle lettere lasciate dalla 53enne di Salzano ci sono i saluti,
le volontà per i funerali ma nessun accenno al perché del gesto
SALZANO - «Non sappiamo perché ha fatto quello che ha fatto, nella lettera che ho letto non spiega nulla». A parlare è Lina Lazzarini, la sorella di Patrizia, l'imprenditrice 53enne che martedì scorso si è tolta la vita impiccandosi nel bagno del suo appartamento di via Cesare Battisti a Salzano. Ieri era il giorno del dolore. Dello stupore per un gesto estremo per cui ancora è difficile trovare una chiave di lettura.
Perché se gli inquirenti sospettano anche di presunti problemi economici cui la titolare dell'agenzia di pratiche automobilistiche "Dauli" di via Roma a Spinea sarebbe stata costretta a far fronte, la sorella non ci sta: «Aveva un fido con la banca - spiega - e nel conto corrente i soldi c'erano». Allora perché questo fulmine a ciel sereno? Perché la decisione di lasciare la figlia e i familiari?
In due delle quattro lettere lasciate, indirizzate proprio alla figlia 28enne e alla sorella (un'altra si rivolgerebbe a un amico e l'ultima sarebbe stata scritta in vista dei funerali), le risposte a queste domande non ci sarebbero. Trasparirebbe invece tutto il cuore di una donna che mai aveva negato un sorriso. «Nelle lettere ringrazia tutti - spiega la sorella - perfino gli amici del bar. Perché Patrizia era così, generosa».
Patrizia Lazzarini aveva organizzato tutto nei particolari. In questi messaggi aveva indicato per filo e per segno le proprie volontà. Dove affiggere le fotografie, chi avvertire. Pure che parole leggere durante i propri funerali, che si terranno domani alle 15 nella chiesa di Santa Bertilla a Spinea.
DI GABRIELE VATTOLO IL GAZZETTINO.IT
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