NEWS ITALIA E DAL MONDO Preso l'assassino dell'orefice di Milano
INSERITO DA UTENTE DEL WEB 08:57 - Dopo pochi giorni di indagini i carabinieri hanno arrestato l'assassino di Giovanni Veronesi, l'orefice 76enne ammazzato nella sua gioielleria milanese in zona Brera. Si tratta di un ex operaio disoccupato e incensurato, che nella gioielleria aveva compiuto alcuni lavori (secondo indiscrezioni proprio per l'installazione del sistema di allarme e videosorveglianza). L'uomo è stato rintracciato in Spagna.
Secondo la ricostruzione degli investigatori il disoccupato, sfrattato e senza più un euro in tasca, ha deciso di compiere la rapina, e conoscendo il negozio di Veronesi ha scelto lui. Ma l'orefice ha reagito e ha ferito l'aggressore, che quindi l'ha ucciso.
Incastrato dal telefonino della vittima - A incastrarlo è stato il telefonino di Veronesi, rimasto nel giaccone portato via dal rapinatore assieme al bottino: quando la figlia dell'orefice, trovando la porta chiusa, ha composto il numero, il cellulare ha squillato e della chiamata è rimasta traccia nei tabulati. Analizzando i quali gli investigatori hanno visto che il telefonino, in quel momento, si trovava in un paese del Milanese.
La fuga in Spagna e la cattura - I carabinieri hanno fatto quindi irruzione in un albergo, trovando però solo le bende insanguinate utilizzate dal rapinatore. Fondamentali anche alcuni fotogrammi catturati dalle telecamere della zona. Una volta identificato, non è stato difficile rintracciarlo all'estero. Il killer era in Spagna, dove era giunto scappando attraverso il confine con la Francia: con sé aveva ancora il bottino della rapina. Gli investigatori si trovavano nel Paese iberico già da domenica. Oggi l'uomo dovrebbe essere interrogato ai fini dell'estradizione.
Incastrato dal telefonino della vittima - A incastrarlo è stato il telefonino di Veronesi, rimasto nel giaccone portato via dal rapinatore assieme al bottino: quando la figlia dell'orefice, trovando la porta chiusa, ha composto il numero, il cellulare ha squillato e della chiamata è rimasta traccia nei tabulati. Analizzando i quali gli investigatori hanno visto che il telefonino, in quel momento, si trovava in un paese del Milanese.
La fuga in Spagna e la cattura - I carabinieri hanno fatto quindi irruzione in un albergo, trovando però solo le bende insanguinate utilizzate dal rapinatore. Fondamentali anche alcuni fotogrammi catturati dalle telecamere della zona. Una volta identificato, non è stato difficile rintracciarlo all'estero. Il killer era in Spagna, dove era giunto scappando attraverso il confine con la Francia: con sé aveva ancora il bottino della rapina. Gli investigatori si trovavano nel Paese iberico già da domenica. Oggi l'uomo dovrebbe essere interrogato ai fini dell'estradizione.
TGCOM24
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