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NEWS ITALIA E DAL MONDO Emergenza sanità nel Lazio, in 10 anni sprecato un miliardo

17 Marzo 2013, 11:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

546841 107877906011914 428595964 nINSERITO DA CINZIA FABBRINI

http://images.roma.corriereobjects.it/media/foto/2013/03/16/11254250--180x140.jpg?v=20130316101728L'Asp: il 47% degli sperperi in strutture private, il 53% in quelle pubbliche. Ricoveri inutili o prolungati: un miliardo perduto Una protesta sotto la Regione Lazio (Eidon) ROMA - Un miliardo di sprechi dal 2001 al 2011 scoprendo tutto quello che non funziona in Asl, ospedali pubblici e cliniche del Lazio: ricoveri di malati che non dovevano essere ricoverati, ma curati in ambulatori e day hospital. Pazienti assistiti in reparto 4-5 giorni solo per fare una Tac, un intervento agli occhi o per piccoli problemi ortopedici, casi che potevano essere seguiti in day surgery. Non sono sbagli, ma truffe. Se alle cliniche vengono tagliati i fondi quando si scopre l'errore, negli ospedali pubblici con i conti in rosso, la Regione ripiana ugualmente il debito. È quanto emerge dall'Asp, l'Agenzia di sanità pubblica (Asp) della Regione, che ha costruito un complesso e accurato sistema di controlli alla luce di standard e regole ministeriali. Il 47% degli sperperi è emerso nelle strutture private e il 53% in quelle pubbliche. «Abbiamo scoperto tantissimi ricoveri inappropriati - spiega Gabriella Guasticchi, direttore generale dell'Asp - che non dovevano essere fatti perché il cittadino andava curato in ambulatorio o in day-hospital. Questo rappresenta un costo economico per il sistema sanitario e molto spesso anche uno stress ingiustificato per il paziente che sicuramente avrebbe preferito essere curato potendo stare meno tempo possibile in ospedale». Se ciò avviene (e l'Asp ha scoperto che capita spesso) la colpa è solo della cattiva organizzazione delle strutture, ma anche degli enormi interessi che ruotano tra centri pubblici e privati, da alcuni anni coinvolti nei tagli imposti dal Piano di rientro dal deficit (che si aggira sui 600-700 milioni solo nel 2012). «Il recupero di efficienza nell'organizzazione delle strutture credo sia centrale - sottolinea il direttore dell'Asp -. L'attività di controllo e monitoraggio ha portato in 10 anni ad individuare possibili risparmi per circa 1 miliardo di euro, intervenendo senza condizionamenti di nessun genere e fronteggiando forti interessi. Proseguire su questo fronte è fondamentale, e l'Asp, anche con la recente riorganizzazione, sta andando verso questo obiettivo». Quando gli esperti di statistica e di epidemiologia dell'Asp scoprono che un ospedale o una clinica ha fatto un ricovero che non andava fatto, contestano l'errore: «La struttura privata convenzionata può ricorrere a una commissione regionale che decide chi ha ragione - aggiunge Gabriella Guasticchi - ma nella maggior parte dei casi scatta una penalizzazione nel finanziamento previsto dalla Regione alla clinica». Nei casi di irregolarità gravissime, però, l'Asp può arrivare a chiedere la sospensione o la revoca della convezione. Analoga procedura è prevista per Asl e centri pubblici, ma a fine anno, se i bilanci sono in rosso, la Regione finisce ugualmente per dover colmare il deficit. Nel Lazio sono attivi circa 20 mila letti, ma spesso negli ospedali trovarne uno libero è un miracolo: «Noi rispondiamo alle indicazioni che ci vengono dalle norme regionali e nazionali come supporto agli organi politici - fa notare Gabriella Guasticchi -. Di sicuro una più appropriata gestione dei singoli posti letto eviterebbe molti problemi organizzativi». E magari pure qualche truffa. Francesco Di Frischia IL CORRIERE DELLA SERA

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