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SEZ POLITICA E INTERVISTE BERLUSCONI, DEPOSITATO IL RICORSO ALLA CORTE DI STRASBURGO. EPIFANI: "DAVANTI ALLA LEGGE TUTTI UGUALI"

8 Settembre 2013, 09:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA GIOFFRE LUCIA

Sabato 8 Settembre 2013

 

ROMA - Silvio Berlusconi ha notificato alla Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato il ricorso in 33 pagine depositato alla Corte dei diritti dell'Uomo di Strasburgo. È quanto si apprende da fonti dell'organismo di palazzo Madama.

La legge Severino viola l'art. 7 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo perchè l'applicazione in tema di incandidabilità e decadenza del ricorrente «è contraria al divieto di retroattività delle sanzioni penali». È quanto si legge nel ricorso alla Corte di Strasburgo depositato alla Giunta delle elezioni del Senato da Silvio Berlusconi. 
Berlusconi ritiene che le norme in tema di incandidabilità e di decadenza del mandato parlamentare comporti la violazione dell'art. 7 Cedu( principio di legalità delle sanzioni penali), articolo 3 del protocollo alla cedu ( diritto a libere elezioni).Èquanto si legge nel ricorso, 33 pagine, a Strasburgo depositato oggi in Giunta.

Dalla Giunta per le autorizzazioni che si riunisce lunedì per esaminare la questione della decadenza dell'ex premier dal Senato dopo la condanna definitva per frod fiscale comunque difficilmente arriveranno buone notizie: Berlusconi è scettico sulla possibilità che l'esito della riunione sia positivo per lui. Allo stesso modo non è totalmente convinto dal lavorio dell'ala più morbida del partito. Così come non si fida neanche del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Eppure, dopo l'accelerazione dei giorni scorsi che lasciava presagire l'uscita del Pdl dal Governo Letta, il Cavaliere frena e si lascia convincere, almeno per ora, dalle colombe. I venti di crisi, sospinti dalle dichiarazioni di rottura dei duri del partito, sembrano quindi calare. Merito, soprattutto, degli appelli alla calma di Napolitano che continua ad invitare tutti a non minare il lavoro fatto fin qui dall'esecutivo con l'appoggio di Pd, Pdl e centristi. Ma anche della discesa in campo di Fedele Confalonieri, che in un gioco di squadra con Gianni Letta, ha fatto la spola tra Quirinale ed Arcore mettendo sul piatto anche la necessità di tutelare le aziende che fanno capo al Cav e di riannodare i fili con il Colle in vista di possibili iniziative di clemenza.

Da qui, Berlusconi avrebbe accantonato l'idea del videomessaggio e quella di una intervista al vetriolo da affidare a Belpietro. Inoltre, ha messo in stand by l'intervento pubblico a San Remo previsto per lunedì
pomeriggio. Si fa quindi avanti Angelino Alfano che venerdì ha spigato che «la fiducia del presidente Napolitano è ben riposta nel presidente Berlusconi, il leader politico che da due anni sostiene governi che non sono guidati né da lui né da esponenti del Pdl». Insomma, al momento l'esecutivo non deve temere. E tantomeno deve farlo il Pdl. «Mi sento di escludere - ha aggiunto il braccio destro di Berlusconi - che il presidente Enrico Letta stia lavorando a piani e soluzioni alternative a questa maggioranza».

IL PD l Pd difenderà «il principio secondo cui tutti sono uguali davanti alla legge». Lo ha ribadito oggi il segretario del Pd Guglielmo Epifani alla Festa democratica di Genova. «Ce la faremo a difendere lo stato di diritto ed il principio in base al quale tutti siamo uguali di fronte alla legge», ha detto il leader del Pd. La grazia è una «prerogativa che spetta al capo dello Stato e tocca al capo dello Stato valutare tutto. Io ho fiducia in quello che ha fatto, sta facendo e che farà il nostro presidente della Repubblica», ha poi detto Epifani rispondendo a una domanda sulla eventuale grazia a Berlusconi. «Il governo deve essere messo nelle condizioni di andare avanti, e se qualcuno staccherà la spina se ne assumerà la responsabilità davanti al Paese e a tutta la comunità internazionale», ha quindi aggiunto il segretario del Pd. «Per nulla sconvolto» dal ricorso di Berlusconi alla Corte dei diritti di Strasburgo si dice Felice Casson (Pd), componente dell'organismo che lunedì si riunisce per esaminare la questione della decadenza. «Si tratta - aggiunge - di una trentina di pagine, più allegati ma sono cose ampiamente note, già divulgate dai giornali. Non ritengo che la Giunta cambierà programma di lavoro per questo».

L'UE Incandidabilità e decadenza parlamentare sono sanzioni di natura penale, alla luce dei cosiddetti «criteri Engel» utilizzati dalla Corte Europea. Pertanto la legge Severino non è applicabile a Berlusconi per il divieto di retroattività delle sanzioni penali. È quanto si sostiene nel ricorso alla Corte di Strasburgo.

LEGGO.IT

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