NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA VENEZIA Uccise il padre: la madre si getta nel Naviglio per la disperazione e muore
INSERITO DA ANGELA CECERE
La donna, 50 anni, lascia una lettera e annuncia all'avvocato l'intenzione di farla finita. Il ragazzo è in ospedale psichiatrico VENEZIA - Non ha più retto. L’hanno vista lanciarsi nel Naviglio dal ponte fra Dolo e Mira, quello vicino alla Ford, ieri pomeriggio attorno alle 16. Nel giro di pochissimi minuti nella zona, all’altezza dell’incrocio tra la strada statale che costeggia il canale e via Badoera, è arrivata una pattuglia dei carabinieri in servizio non molto lontano. Ma al "112" era arrivata anche la chiamata dell’avvocato della donna, alla quale aveva telefonato annunciando l'intenzione di togliersi la vita. Intenzione che è riuscita a portare a termine. La donna da un paio di anni viveva una situazione durissima. Il suo unico figlio si trova in un ospedale psichiatrico giudiziario dopo che nell’aprile del 2011 uccise il padre. Aveva solo 21 anni quando con un coltello da cucina infilzò il genitore fino ad ammazzarlo nel loro appartamento a Dolo. La donna, al momento del delittto, era già separata dal marito e padre di suo figlio. Il giovane è stato comunque dichiarato non imputabile in quanto incapace di mente al momento del fatto. Il processo penale si era chiuso così, ma per il ragazzo si sono aperte le porte dell’ospedale psichiatrico perché giudicato socialmente pericoloso. E sua mamma ieri ha deciso di farla finita buttandosi nelle acque del Naviglio. Malgrado carabinieri e vigili del fuoco, avvisati dall’avvocato, si siano subiti diretti verso l’abitazione della donna, cinquantenne residente a Cazzago di Pianiga, non sono riusciti a salvarla. Dopo aver sfondato la porta d'ingresso, avrebbero trovato una lettera in cui si anticipava il suicidio. I militari si sono messi a perlustrare la sponda e hanno visto la donna trascinata dalla corrente, con un bastone sono riusciti ad agganciarla e portarla fino a riva, mentre uno dei pompieri non ha avuto alcuna esitazione nel gettarsi in acqua per portare in salvo l’aspirante suicida che sembrava dare ancora segni di vita. Un atto generoso che tuttavia non servirà perchè il quadro clinico della poveretta era ormai già estremamente compromesso. Erano le 16.20. I sanitari del Suem, che nel frattempo erano giunti sul posto con un’ambulanza, hanno tentato per quasi un’ora di rianimarla, ma il cuore purtroppo non ha ripreso a battere. A causare il decesso per annegamento, molto probabilmente ha contribuito anche lo stato ipotermico dovuto alla bassa temperatura. Al momento in cui la cinquantenne aveva maturato il tragico gesto, aveva già cominciato a nevicare mentre sin dal mattino spirava una violenta bora gelida che ha contribuito ad abbassare notevolmente la colonnina di mercurio.
FONTE IL GAZZETTINO
22 FEBBRAIO 2013
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)