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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA Un passeggero di Capannoli: un boato e il terrore

3 Febbraio 2013, 12:15pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Parla uno dei passeggeri del volo Carpatair finito fuori pista a Fiumicino «Siamo finiti nei campi». Tutto si aspettava Jamal Badawneh fuorché di ricevere questo tipo di telefonata dal fratello Abdallah. «All’inizio pensavo che scherzasse, ma ho subito capito che c’era poco da ridere», racconta Jamal, residente come il fratello a Capannoli, in Valdera, provincia di PIsa. Il dottor Abdallah, dentista, era uno dei passeggeri del volo Carpatair finito fuori pista a Fiumicino. L’ultimo contatto con il fratello lo ha avuto dal pronto soccorso di uno degli ospedali romani dove si è recato per un controllo. Ma non ha riportato conseguenze particolari. Di sicuro tanta paura. Abdallah era partito dal Galilei di Pisa insieme alla moglie alla volta di Fiumicino, dove doveva prendere un altro volo per raggiungere la Giordania. Non si aspettava certo questo fuori programma. «Avevo accompagnato io mio fratello e sua moglie all’aeroporto di Pisa», racconta ancora Jamal. Fino a quella telefonata con lo strano, al momento, «siamo finiti nei campi». «Sì, pensavo che mio fratello scherzasse - aggiunge Jamal Badawneh - anche perché stavo guardando la televisione e non avevo sentito alcuna notizia dell’incidente. Poi ho capito che stava chiamando quando ancora era a bordo dell’aereo finito fuori pista». Dalle prime parole ha percepito subito quello che aveva passato il fratello. «Mi ha detto di avere avuto tanta paura e che tutto questo è durato una decina di minuti». Un arco di tempo in cui i passeggeri del volo Carpatair hanno avuto modo di capire perfettamente quello che stava succedendo. «Ho sentito che non ci sono state vittime, per fortuna possiamo ora dire che è andata bene. Se l’aereo avesse incontrato qualche ostacolo nel suo fuori pista non so cosa sarebbe successo». Il passeggero ha raccontato di un volo normale, senza particolari turbolenze. Poi all’atterraggio è successo quello che è successo: «La sensazione è stata quella di una macchina uscita di strada. Abbiamo sentito un rumore fortissimo, la paura è stata tanta. Quando l’aereo si è fermato, ci hanno fatto scendere dalla scaletta e ci siamo ritrovati in mezzo a un campo, nel fango». La polizia di Fiumicino, su indicazione del magistrato, ha già cominciato a raccogliere le deposizioni e le testimonianze dell’equipaggio e dei passeggeri dell’aereo andato fuori pista a Fiumicino. La maggior parte dei passeggeri trascorrerà la notte ospitata in un albergo, qualcuno potrebbe essere riprotetto già nelle prossime ore.

FONTE IL TIRRENO

03 FEBBRAIO 2013

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