NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA ANGELA CECERE RACCONTA LA FESTA DI SANT´ANTIMO NAPOLI E IL VOLO DEGLI ANGELI FOTO E VIDEO
ANTEPRIMA ESCLUSIVA www.mikivettica.net DAL NOSTRO INVIATO ANGELA CECERE Ieri sera verso le ore 19.00 io mia sorella Pina e mia cognata Cinzia ci siamo recati al centro del paese Sant'Antimo Napoli dove vi è la festa del santo Patrono appena arrivati la piazza era gremiti di persona che oltre a vedere la festa erano presenti come tradizione per la rievocazione storica del martirio di Sant'Antimo e del volo degli angeli. Appena arrivati si sentiva dai megafoni la storia del martirio e suggestivo il volo degli angeli che adesso vi ripropongo:
Il volo degli angeli (1988) : la celebrazione della Cappella di Sant’Antimo e del Santo, simboli per eccellenza della comunità santantimese; è proprio intorno alla Cappella che dà i natali al Santo, che si sviluppa la comunità intera e il volo degli angeli intende rinnovare questo sodalizio con la testa del Santo prelevata dalla morte e ricondotta nel luogo simbolo della comunità, ovvero la Cappella.
La Principessa di Sant’Antimo (2010): la figura di questa nobildonna fa da sfondo alla realtà feudale di Sant’Antimo conclusasi nel 1806 con la “legge eversiva della feudalità”. Allora Sant’Antimo, paese rinomato; era un principato e il feudatario era un principe. Il quadro della “Principessa di Sant’Antimo” è stato esposto nelle mostre internazionali più rilevanti.
Una società in cammino (2011): l’autore coglie l’occasione della celebrazione dei 150 anni dell’Unità italiana per affrontare tematiche che si intrecciano: l’istruzione pubblica e lo sviluppo dell’urbanesimo, concentrando la propria attenzione sulla prima scuola elementare dagli anni trenta. I primi albori della scuola elementare a Sant’Antimo, i suoi primi alunni, le giovani maestre che insegnavano anche gratuitamente e provenienti dai paesi limitrofi.
Altre sue opere: I cristalli di Sant’Antimo – mostra documentaria sul cremore di tartaro (1996); Un paese si racconta – Lavorazione e commercializzazione delle noci a Sant’Antimo (2009); La chiesa dello Spirito Santo in Sant’Antimo (2010)
Sul martirio di san Antimo prete avvenuto nel 303 si ha la seguente narrazione: era stato incendiato il boschetto sacro a Silvano. Il Proconsole fece arrestare Antimo e in segno di riparazione voleva spingerlo a sacrificare agli dei. Al suo rifiuto inizarono le percosse e i supplizi. Nonostante ciò Antimo resistette e quindi per ordine dello stesso proconsole fu gettato nel Tevere con una pietra legata al collo. Un angelo, miracolosamente, lo liberò e lo sciolse dal sasso, facendolo uscire dalle acque del fiume sano e salvo. Antimo ritornò allora alla sua celletta, dove era solito ritirarsi a pregare. Molti soldati, che assistettero al miracolo, si convertirono al cristianesimo. Antimo fu allora nuovamente accusato e nuovamente trascinato davanti al proconsole e fu crudelmente e lungamente torturato, ma ancora una volta non riuscirono ad indurlo a sacrificare agli dei, fu perciò decapitato. Alcuni uomini pii, che erano stati convertiti dal santo, presero il suo corpo e lo seppellirono presso la via Salaria, nel luogo dove Antimo era solito raccogliersi a pregare. Sul luogo sorse in seguito una basilica, dove, per le preghiere e i meriti del martire, Dio concesse moltissime grazie ai devoti frequentatori.
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