Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

News Italia e dal Mondo Tubercolosi, 600 nuovi casi nel Lazio Colpite le classi più povere

26 Gennaio 2013, 14:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

http://www.paesesera.it/var/paesesera/storage/images/media/images/ospedale-san-camillo/72293-1-ita-IT/Ospedale-San-Camillo_full.jpg

 

 

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

Nell'aula magna dell'ospedale Forlanini è stato presentato il progetto “Prevenzione contro la Tbc”, per formare medici e infermieri sulla prevenzione e sul trattamento di questa malattia La Tubercolosi rappresenta ancora oggi un problema sociale, in aumento nelle fasce di popolazione che vivono in condizioni economiche disagiate. E' stato presentato questa mattina nell'aula magna dell'ospedale Forlanini, il progetto “Prevenzione contro la Tbc”, per formare medici e infermieri sulla prevenzione e sul trattamento di questa malattia. LA PREVENZIONE - “Ogni anno si ammalano 9 milioni di persone: 450 mila casi in Europa, 4.500 in Italia, 600 nuovi casi l’anno nel Lazio” annuncia il prof. Aldo Morrone, direttore generale dell'azienda ospedaliera San Camillo Forlanini. “Il primo passo per combattere qualsiasi malattia rimane sempre la conoscenza e l'informazione – continua Morrone - Per quanto riguarda la Tubercolosi, la prevenzione va realizzata in centri specializzati o nei grandi ospedali polispecialistici, prima di tutto perché la malattia è difficile da individuare, in quanto si confonde con altre patologie polmonari e in secondo luogo perché, se si tratta per esempio di una forma che colpisce le ossa o altri organi, c'è bisogno della collaborazione di ortopedici e altri specialisti”. UNA MALATTIA DELLE FASCE POVERE - Nella Uoc di Broncopneumologia e Tisiologia del San Camillo Forlanini i pazienti stranieri affetti da tubercolosi sono il 55% “Solo perché in città grandi come Roma c'è un numero maggiore di stranieri, ma gli italiani contraggono la Tbc esattamente quanto gli immigrati. La Tbc è una malattia che interessa le classi più povere” precisa il dott. Mario Giuseppe Alma, direttore del reparto. “Accade quando si vive in condizioni igieniche disagiate, in case sovraffollate, quando si mangia poco o male, ingerendo cibo con scarso apporto vitaminico o proteico – aggiunge l'esperto – oppure se si fa un abuso di alcolici o ci si sottopone a forti stress psichici che favoriscono l'insorgere della malattia”. I FATTORI FUMO E ALCOL - “Le situazioni che più frequentemente troviamo associate alla Tbc sono l’etilismo cronico, il diabete, stati di immunodepressione da malattie o da farmaci, stati di stress psichici o fisici – continua il dott. Alma -. La povertà è stata spesso riscontrata come causa dell’insorgere e del diffondersi della malattia: la Tubercolosi è un problema sociale”. “Il fumo aumenta del 50% il rischio di contrarre la Tbc” ha aggiunto intervenendo all'incontro, il dott. Alfonso Altieri della Uoc di Broncopneumologia e Tisiologia del San Camillo Forlanini. “Il fumo da tabacco paralizza il sistema immunitario che non riesce più a reagire a sufficienza per combattere il batterio – ha continuato Altieri –, quindi, in condizioni che favoriscono l'insorgere della tubercolosi, come la scarsa igiene, l'alimentazione non corretta, l'abuso di alcool, il fumo contribuisce a contrarla”. CONTAGIO E CURA - L'agente infettivo responsabile della Tbc è il Mycobacterium Tubercolosis, detto anche “Bacillo di Koch”. Il contagio avviene più frequentemente per via aerea: attraverso le minuscole goccioline di saliva che contengono il bacillo, espulse nell'aria quando si tossisce. La malattia colpisce più spesso il polmone, ma può essere coinvolto qualsiasi altro organo. La diagnosi si effettua mediante un test cutaneo o un esame del sangue. Sviluppare la Tbc, e anche guarirne, dipende spesso dalle condizioni generali di salute. “Se il paziente non è resistente ai farmaci e si cura nella maniera adeguata, guarisce completamente. Il rischio di recidiva (5%, a 2-3 anni) – prosegue il dott. Alma - aumenta in condizioni socio-economiche disagiate”. “E' necessario – aggiunge Morrone – che i pazienti seguano scrupolosamente le terapie e i controlli prescritti dal medico per tutto il tempo utile alla guarigione”.

Fonte :Paese Sera

26 GENNAIO 2013

Commenta il post