SEZ. POLITICA MILANO Polemica sui maxialimenti a Veronica Berlusconi: «Toghe femministe» Insorgono i giudici: «No al dileggio»
Inserito da :Sotgia Marcella
MILANO - Guerra aperta tra i giudici del tribunale di Milano e Silvio Berlusconi in merito alla sentenza che ha condannato l'ex premier al pagamento mensile del maxi-alimento di tre milioni al mese all'ex moglie Veronica Lario. Berlusconi ha definito i tre giudici che hanno fissato l'assegno di mantenimento «femministe e comuniste». Il presidente della corte d'Appello, Giovanni Canzio, e il presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, rispondono con fermezza. La risposta dei giudici. «Il presidente della corte d'Appello e il presidente del tribunale di Milano - si legge in una nota - intendono respingere con fermezza ogni insinuazione sulla non terzietà delle giudici del tribunale, componenti del collegio giudicante nella causa Bartolini-Berlusconi, essendo a tutti nota la diligenza e la capacità professionale delle stesse, quotidianamente impegnate nella fatica della giurisdizione nella delicata materia del diritto di famiglia». Nel comunicato i presidenti «rammentano che la raccomandazione n. 12 del 2010 del comitato dei ministri della giustizia del Consiglio d'Europa prescrive ai rappresentanti dei poteri esecutivo e legislativo di evitare, nel commento delle decisioni dei giudici, ogni espressione di dileggio che possa minare la fiducia dei cittadini nella magistratura e compromettere il rispetto sostanziale delle medesime decisioni». Nella nota, infine, viene sottolineato che «le norme del codice di rito civile consentono agli interessati di impugnare provvedimenti giudiziari e sulla relativa impugnazione la corte d'Appello eserciterà ,come di consueto, il puntuale controllo critico della decisione di primo grado per i profili della legittimità e del merito». Pomodoro: avvilita come donna dal dileggio. Il presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, si sente «avvilita» dalle affermazioni dell'ex premier Berlusconi. «In quelle parole - ha detto Pomodoro ai cronisti - c'è un aspetto avvilente per tutte le donne come me che in magistratura hanno dimostrato la loro capacità nell'arte del giudicare. Garantisco sulla terzietà dei giudici che hanno preso la decisione. Questo è un tribunale autorevole e terzo. Le donne in magistratura hanno dimostrato in tutti questi anni capacità nell'arte del giudicare e non capisco perché si debba dileggiare prendendo posizione su una sentenza solo perché è stata pronunciata da giudici di genere diverso». Pomodoro ha chiarito di non volere entrare nel merito della decisione emessa dal collegio, ma ha spiegato: «Devo dire che c'è giurisprudenza consolidata che ha indicato criteri che sono stati seguiti dai giudici e se questi ultimi hanno sbagliato sarà la Corte d'appello a porre rimedio».
Fonte :Il Gazzettino
10 GENNAIO 2013
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