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News dall Italia e dal Mondo :Domani la Giornata della Memoria per ricordare le persecuzioni naziste

26 Gennaio 2013, 13:38pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

VENEZIA - Torna un giorno speciale: non esiste perché lo ha istituito una legge (in Italia, dal 2000), ma perché deve restare scolpito nella memoria di ognuno. Il 27 gennaio è la data in cui le truppe sovietiche, 68 anni fa, hanno liberato il lager di Auschwitz, il più famoso; ma è il giorno in cui ci si deve inchinare al ricordo di chi non c’è più, e dedicare almeno un momento all’esercizio della memoria. Non è difficile: chi vuole, può ormai consultare in Internet l’elenco dei circa 7.200 ebrei italiani deportati (www.nomidellashoah.it): è la conclusione di un’indagine iniziata dal Cdec di Milano e, con il Libro della Memoria, da Liliana Picciotto 40 anni fa; vi si trovano tutti i nomi, brevi biografie, qualche foto stinta. Ed è in linea anche (www.ghettinazisti.it) una mostra didattica dedicata ai lager. Quest’anno, il tema della giornata è la resistenza ebraica; e il pensiero va all’episodio più celebre: la rivolta nel ghetto di Varsavia; era il giorno di Pasqua. Però vi furono anche sollevazioni nei lager di Treblinka e Soribor; una fuga dal ghetto di Vilna, in Lituania; e numerosi altri avvenimenti. Nel nostro Paese, fu attiva un’organizzazione, la Delasem, che proteggeva gli ebrei perseguitati: ebbe esiti davvero assai peculiari. TESTIMONI La difficoltà di raccontare e ricordare quanto è successo, quando gli ultimi testimoni purtroppo se ne vanno, resta un problema ampiamente dibattuto: per il secondo anno, a Roma, il Circolo Pitigliani affiderà il testimone ai nipoti, con l’iniziativa di far leggere loro memorie inedite di nonni o zii, che abbiano a che fare con la Memoria. Perché non si può limitarla ai lager, agli orribili campi di sterminio, che furono solo il portato ultimo di altre persecuzioni. In Italia, iniziate nel 1938: con le infami leggi razziali, e con la discriminazione degli ebrei dai pubblici impieghi e dalla normale vita quotidiana nelle città; e sfociate poi, nella Capitale, con la retata di oltre mille persone il 16 ottobre di 70 anni or sono. Delle donne, una sola tornò; e in tutto, furono 15. Forse, Adolf Eichmann, che dirigeva il progetto, era davvero sadico: le razzie ebbero luogo sempre di sabato; a Trieste, il 9 ottobre; a Roma, il 16 (festa di Succot, le Capanne); a Firenze, il 6 e 27. Nella Capitale, la guidò Herbert Kappler: con le sue SS di via Tasso, e poi delle Fosse Ardeatine. Però, non c’è solo ieri. «Fare memoria» significa occuparsi anche di quanto succede oggi. I rigurgiti neofascisti non accennano a smettere. OGGI Per questo, domenica sera alle 20.15 «si spegnerà il Colosseo; e saremo lì, con il sindaco e l’ambasciatore d’Ungheria», dicono alla Comunità: in quel Paese, lo Jobbik, Movimento per un’Ungheria migliore, manda in Parlamento i suoi 49 deputati in camicia bruna, predica di rinchiudere i Rom, ha proposto che siano compilate liste di funzionari di religione ebraica. Lunedì, un dibattito in Campidoglio; martedì una solenne cerimonia al Quirinale. E intanto, varie manifestazioni. Da Firenze, un treno con 800 persone per Auschwitz; a Monza un carro merci in piazza; a Roma, anche una mostra di tre ore: in sette luoghi o musei, Massimo Attardi porrà un cubo di ghiaccio secco; evaporando, mostrerà il nome di un lager e un oggetto legato alla sua triste realtà. Per ricordare.

Fonte :Il Gazzettino

26 GENNAIO 2013

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