News Italia e dal Mondo :Nel Lazio in 100mila con l'influenza Il picco tra dieci giorni
Inserito da :Sotgia Marcella ROMA - Ce la caviamo perché arriva - pare - l’influenza quella «buona». Non il ceppo americano che a Roma non è stato isolato e che ormai, se pure venisse, non sarebbe così contagioso. Non ce la caviamo, però,perché il virus, anche se più mite, sta colpendo come al solito i più piccoli (8 contagiati per ogni mille bambini), «ignorando» la popolazione anziana (2 per mille) e insolitamente mettendo in ginocchio una fascia di persone abbastanza giovane, quella tra i 15 e i 44 anni (6 per mille), studenti e lavoratori insomma. Un dato nuovo, ancora da analizzare. Il trend è in aumento di settimana in settimana, la fase cosiddetta di «scaldamento» è in atto, l’epidemia raggiungerà il picco per fine gennaio, primi di febbraio, facile si arrivi a una percentuale pari a 15 malati per mille abitanti. L’incidenza sulla popolazione è in questo momento del 4,30 per mille abitanti (13 mila persone) la scorsa settimana era di 3,85 per mille sempre, si stanno creando le condizioni ideali perché almeno 100mila abitanti nella regione si prendano l’influenza: è previsto un calo delle temperature nel fine settimana; con il rientro a scuola sono cominciati i primi contagi. Il virus che c’è in giro non è dunque quello che sta mettendo in difficoltà l’America, l’h3n2, semi nuovo e difficile da contrastare, uno dei più virulenti mai riscontrati dicono gli esperti, capace di colpire anche chi si era vaccinato, causando soprattutto complicazioni polmonari. Per fortuna, dell’influenza americana da noi non c’è traccia. I SINTOMI E a quanto pare non sarà delle più cattive, l’influenza del 2013, che è già arrivata e si sta diffondendo in città. «Si tratta infatti del virus B, i sintomi sono quelli classici, ovvero febbre alta, spossatezza, mal di testa, tosse, raffreddore. Non dà complicanze particolari ma mette ko per almeno 3 giorni. Circola anche un po’ di h1n1, l’influenza suina, che si caratterizza per i sintomi gastrointestinali», spiega Pierluigi Bartoletti, segretario regionale dei medici di famiglia (Fimmg). LE VACCINAZIONI Una fortuna che si tratti di un’influenza meno aggressiva, visto come sono andate le vaccinazioni: male molto male. Il calo tra gli adulti in buona salute è stimato almeno intorno all’ottanta per cento, «almeno un dieci per cento negli adulti a rischio, siamo riusciti a contenere il crollo delle vaccinazioni, la gente non ne voleva sapere dopo la storia dei vaccini bloccati dal ministero perché erano fuori standard. E’ stato un problema vero». L’EMERGENZA Il problema sarà un altro però, «ci aspettiamo tantissimi casi in poco tempo, la gente si ammalerà nel giro di pochi giorni, tutti a letto, ko con raffreddore, mal di pancia e febbre alta. E sappiamo bene che l’influenza mette in ginocchio i sistemi, oltre a essere pur sempre la terza causa di morte nel mondo». Da qui l’esigenza di prendere per tempo tutta una serie di misure messe a punto dalla Fimmg, per contrastare comportamenti inutili, primo tra tutti quello di correre in ospedale. E’ già attiva 12 ore al giorno (8-20) la centrale d’ascolto AmbMed regionale 06/58702464; in funzione anche gli ambulatori dedicati presso gli ospedali San Camillo, Policlinico Umberto I, Sant’Andrea, Pertini, Tor Vergata, San Giovanni, Latina, Frosinone, Sora, Civitavecchia, Ostia, chiuso invece per mancanza di fondi quello di Anzio; 380 studi di riferimento dei medici di famiglia sono aperti 9 ore al giorno dal lunedì al venerdì, nella regione (anche il sabato e domenica quello di piazza Istria 2). Cento medici sentinella sorvegliano il fenomeno in atto nel Lazio.
Fonte :Il Messaggero
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