News Italia e dal Mondo :Le mani della 'ndrangheta sulle slot: arresti e minacce al giornalista «Se non la smette gli spariamo in bocca
Inserito da :Sotgia Marcella
ROMA - Arresti e perquisizioni nei confronti di un'organizzazione che secondo le indagini gestiva in tutta Italia i settori del gioco on line e delle videoslot manomesse. La Guardia di Finanza ha eseguito 29 ordinanze di custodia cautelare e oltre 150 perquisizioni. A capo dell'organizzazione un boss della 'ndrangheta con base a Ravenna. I finanzieri hanno anche sequestrato beni per oltre 90 milioni di euro. L'organizzazione aveva la base operativa in Emilia e ramificazioni non solo in Italia (Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) ma anche in Romania e in Gran Bretagna. A capo dell'organizzazione ci sarebbe un boss della 'ndrangheta, trasferito in Emilia dove deve scontare un provvedimento di obbligo di firma, con precedenti per diversi reati tra cui traffico internazionale di droga e armi. Il blitz scattato stamattina ha impegnato circa 800 finanzieri di diversi comandi italiani. Le perquisizioni sono state 150 in numerose sale da gioco dove erano state piazzate dall'organizzazione le videoslot manomesse o dove era possibile collegarsi con i siti di gioco on line illegali. «O la smette o gli spariamo in bocca». Così due degli arrestati nella maxi-operazione anti-'ndrangheta della Gdf di Bologna, parlano al telefono del giornalista della Gazzetta di Modena, Giovanni Tizian. Nell'intercettazione di fine 2011 quello che è ritenuto il capo dell'organizzazione, Nicola Femia, si lamenta con un faccendiere, Guido Torello, di articoli pubblicati su di lui. «In mezza pagina parla di me questo giornalista, ed è già la seconda volta in due anni. Dice... un esponente della 'ndrangheta, poi questa cosa dei giochi...», afferma Femia parlando a Torello nella telefonata registrata. E il faccendiere si mette subito a disposizione: «Va bene, mi dici come si chiama il giornale e il nominativo. E lo facciamo smettere immediatamente. Ci penso io, ce l'hai copia?». E aggiunge: «Ti dirò che c'è un giornalista che rompe le balle ad una persona che mi sta aiutando, poi ti dirò chi è. O la smette o gli sparo in bocca, perché è una persona che mi sta dando una mano». Poi riferito a Tizian, che ora è sotto protezione: «Questo qui è una persona che o gli stai sul culo...». Quindi quando Femia gli accenna dei contenuti degli articoli usciti sulla Gazzetta di Modena e scritti da Tizian, Torello taglia corto: «Vedi che glielo faccio dare in bocca, glielo faccio dare in bocca. Ti spiego: sappi una cosa, che ci sono due poteri oggi in Italia, la magistratura e i giornali». E Femia: «Eh lo so, il giornale è peggio della magistratura». «Le minacce a Giovanni Tizian confermano che la criminalità organizzata rappresenta un pericolo non più circoscritto ad alcune zone del Paese e che la lotta per sconfiggerla deve essere il primo obiettivo in tema di legalità che le forze politiche devono avere in agenda - ha commentato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, esprimendo solidarietà al giornalista minacciato -. A Giovanni Tizian va la solidarietà mia e del Partito democratico, e l'impegno a continuare senza sosta questa battaglia». «Antimafia non è propaganda ma impegno quotidiano per affermare legalità, diritti, trasparenza», ha detto Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà su Twitter, riaffermando la solidarietà e la vicinanza al giovane giornalista.
Fonte :Il Gazzettino
23 GENNAIO 2013
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