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News Italia e dal Mondo .Elezioni, si apre lo scontro sulle alleanze sarde

26 Gennaio 2013, 14:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

CAGLIARI. Il centrodestra diviso in tre coalizioni distinte, il centrosinistra in due. Queste elezioni politiche sono in Sardegna anche un banco di prova per le alleanze che fra un anno (o pochi mesi, in caso di crisi) si sfideranno alle Regionali. E in questa prospettiva era inevitabile lo scontro. Ieri ad accendere le polveri è stato Roberto Capelli, capolista alla Camera di Centro democratico, alleato del Pd. «Questo appuntamento elettorale e le conseguenti alleanze – ha detto Capelli – determineranno la fine anticipata della legislatura». Il riferimento è all’ipotesi di un’alleanza nazionale tra Bersani e lista Monti, di cui fanno parte l’Udc e i Riformatori sardi, ora del Pdl alla Regione. «Spiace constatare – ha aggiunto Capelli – la conferma dell’alleanza tra il Psd’Az, o meglio di una parte di esso, e il Pdl, avevo creduto possibile un ravvedimento, ma ha prevalso la parte conservatrice rendendosi ulteriormente complice della fase più nera dell’autonomia». La replica del presidente del Psd’Az, Giacomo Sanna, non si è fatta attendere: «Capelli in dieci anni ha cambiato 6 o 7 partiti, appena catapultato in un'alleanza di centrosinistra già si candida a novello maggiordomo di una ipotetica coalizione in vista delle future regionali. Il Psd'Az, come sempre, saprà decidere cosa è meglio fare, nell’interesse dei sardi, esattamente ciò che facciamo oggi presentandoci da soli con la lista dei 4 Mori, mentre Capelli pontifica nell'isola per conto del Tabacci di turno». I due maggiori partiti non stanno a guardare. Il segretario del Pd, Silvio Lai, conferma l’apertura a centristi e sardisti ma a un patto: che la rottura con il Pdl sia definitiva e concreta anche alla Regione: «Solo atti concreti possono farci fare valutazioni concrete». Ma Settimo Nizzi, coordinatore del Pdl, non ha dubbi: «Il centrodestra sardo si è diviso su temi nazionali, ma resterà compatto per tutta la legislatura per continuare a governare con la giunta di Ugo Cappellacci». Ieri c’è stata in Sardegna il primo scontro tra Pd e lista Monti, protagonisti due prossimi senatori, Lai (Pd) e Mario Sechi (lista Monti). Quest’ultimo, che oggi apre la campagna elettorale nell’isola, ha parlato del caso del Monte dei Paschi di Siena per dire che la linea di Monti è «trasparenza, rigore, forte vigilanza e tutela del risparmio», mentre il Pd «commette un errore a cercare di allontare da sè l’ombra della sua influenza politica». Secondo Silvio Lai, però, «rappresentare sul tema della finanza e delle banche il prof. Monti come uno che è caduto da Marte, quasi se ne occupasse per la prima volta rasenta davvero la provocazione». Il Pd, ha aggiunto Lai, «non si è mai sottratto dalle sue responsabilità, mentre Monti e i suoi rappresentanti hanno imparato a dare solo giudizi e pagelle e non a prendersi le proprie. L’opinione pubblica sa chi, tra Pd e Scelta civica, ha a cuore gli interessi dei risparmiatori e chi quelli dei banchieri». Sia a destra che a sinistra non sarà facile fare alleanze in Parlamento e per le elezioni regionali.

Fonte La Nuova Sardegna

26 GENNAIO 2013

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