News Italia e dal Mondo :Case popolari a Selargius, scoperta truffa milionaria La Guardia di Finanza sequestra 1,2 milioni di euro alla società
Inserito da :Sotgia Marcella
SELARGIUS. Avevano sottoscritto una convenzione con il Comune di Selargius per la vendita degli immobili di edilizia residenziale e popolare, ma chiedevano agli assegnatari denaro extra per il completamento della pratica e l’aggiudicazione sicura dell’alloggio. Se queste accuse reggeranno alla verifica dibattimentale il reato, al di là delle responsabilità penali, connoterebbe un profilo morale comunque censurabile. Per fortuna la truffa, ben architettata, è stata scoperta dalla Guardia di finanza, che ieri ha provveduto a sequestrare un milione e duecentomila euro nella disponibilità dell’amministrazione delegato della Unit Srl di Selargius, (ex Immobiliare San Lussorio Ceab srl), la società che aveva stipulato la convenzione con il Comune. Indagato per truffa, concussione ed evasione fiscale l’amministratore delegato della società Innocenzo Zaccheddu, 66 anni, selargino. Sequestrati tutti i conti correnti a lui riconducibili. Avvisi di garanzia per truffa e concussione sono invece scattati per Leila Cossu, 66 anni, di Selargius, dipendente della Unit, e Roberta Zaccheddu, 37 anni, figlia dell’amministratore. Le indagini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, coordinato dal colonnello Nicola De Benedictis, sono partite a seguito di una segnalazione dell’Agenzia delle Entrate che aveva eseguito alcuni accertamenti sull’immobiliare. Dai successivi accertamenti sono emerse le irregolarità. In particolare, l’azienda aveva sottoscritto la convenzione con il Comune e si era occupata della vendita degli immobili sia agli assegnatari in graduatoria sia, nel caso di case in eccesso, alle famiglie che ne avevano i requisiti. Sin qui nulla di irregolare, ma durante le vendite, secondo quanto accertato dagli investigatori, sfruttando la particolare convenienza dei prezzi, gli indagati avrebbero preteso spese extra agli assegnatari, in realtà tutt’altro che extra ma incluse nel prezzo di vendita e il denaro sarebbe servito, secondo le stesse indagini per arrivare al positivo “perfezionamento” del contratto. Il sequestro di oggi è stato richiesto dal sostituto procuratore del Tribunale di Cagliari Giangiacomo Pilia e firmato dal giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Pintori. Le attività investigative della Finanza proseguono per capire se il titolare dell’immobiliare, la figlia e la collaboratrice abbiano agito da soli o se invece vi siano stati anche complici, e soprattutto se la liquidità sequestrata possa essere solo partre del “tesoretto” illecitamente realizzato dagli amministratori dell’immobiliare.
Fonte :La Nuova Sardegna
16 GENNAIO 2013
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