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SAREGNA NEWS :Caccia ai cyber-bulli di Nuoro, due “sospetti” sotto tiro

23 Marzo 2013, 07:26am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella NUORO. «Caccia i nomi, dissociandoti caccia i nomi», gli dice un utente, pochi minuti prima che la rete divori la pagina “Spotted: Asproni Nuoro” e la decina di nomi di liceali gay messi alla berlina con i loro amori. E lui, l’amministratore della pagina: «Non è necessario, veramente, non è il caso di mettere nei casini due ragazzetti incoscienti, è servita di lezione la paura che hanno avuto questi giorni e la sonora sussa che gli darò non appena li incontro». La rabbia per il caso del liceo Asproni, in queste ore, corre pure sul web e scatena anche tra gli stessi ragazzi della scuola la caccia ai responsabili. Il nome falso. Caccia ai giovani che in almeno una occasione, per mettere in piazza le preferenze dei loro conoscenti omosessuali, con tanto di dettagli intimi, hanno usato il “fake”, il nome falso, di Andrea Rossi. E utilizzando quello, come comodo e anonimo paravento, ne hanno dette di tutti i colori, andando ben oltre il limite delle volgarità e provocando un’ondata di indignazione che ha coinvolto tutto lo Stivale, tra movimenti omosessuali, siti internet dedicati, garante per la privacy, partiti politici e associazioni. La squadra mobile nuorese, dopo aver scavato tra i meandri delle rete, in queste ore ha imboccato la strada giusta. Per trovare i responsabili della ormai famigerata lista, insomma, potrebbe essere questione di poco. Le indagini parallele. Ma anche gli studenti, nel frattempo, hanno aperto la loro inchiesta e anche loro hanno una pista privilegiata che potrebbe rivelare qualche sorpresa. Tra gli anditi del liceo Giorgio Asproni sono in molti, infatti, quelli che ritengono che gli autori dei post, in realtà, siano due autrici. Due esponenti del gentil sesso. E in mezzo a questa bufera fatta di indagini ufficiali e parallele, e tanta rabbia, c’è anche chi, commentando la vicenda, ne approfitta per fare “coming out” su internet e rivelare la propria omosessualità a un pubblico più vasto delle proprie amicizie. Il vertice a scuola. A pochi giorni dalla scoperta dei “post” omofobi, il caso Asproni, insomma, è ben lungi dall’essere chiuso. Ieri mattina, i genitori dei ragazzi che sono stati colpiti e offesi via internet, sono stati convocati in presidenza, al liceo di via Dante, per parlare con il preside Antonio Fadda e fare il punto sulle ultime, concitatissime, ore. Il preside ha preso contatti con l’osservatorio provinciale sul bullismo e con questo gruppo di esperti conta al più presto di organizzare un incontro aperto a tutti al liceo. Mercoledì, intanto, nell’istituto di via Dante, ci sarà un’assemblea di tutti gli studenti e con un unico punto all’ordine del giorno: i pesantissimi messaggi omofobi comparsi via internet e poi successivamente fatti sparire sull’onda di una protesta estesa come non mai. Le associazioni gay. E da diverse parti d’Italia continuano a piovere reazioni indignate. «Ribellarsi è giusto – dice Franco Grillini, presidente di Gaynet Italia e storico difensore dei diritti degli omosessuali – bene quindi hanno fatto gli studenti di Nuoro del liceo Asproni a scendere in lotta contro l’inqualificabile gesto omofobo. Questa rivolta studentesca è da prendere come esempio di una omofobia e di un razzismo che non sono più tollerabili». Il fondatore del movimento Slow communication, Andrea Ferrazzi, chiede, invece, «che l'educazione ai social network sia inserita nei programmi di insegnamento di medie e superiori. Quanto successo al liceo Asproni è, purtroppo, solo l’ultimo caso di cronaca. A gennaio il suicidio di una quattordicenne di Novara ha sollevato un acceso dibattito su questo tema. Ciò che manca, però, non sono regole e controlli, bensì una cultura digitale che favorisca un uso più consapevole dei nuovi media». La politica. Sulla stessa vicenda, anche il circolo nuorese di Sel «esprime tutta la sua vicinanza nei confronti dei ragazzi e delle ragazze del liceo classico che in pochissimo tempo, con coraggio e determinazione, hanno organizzato una manifestazione per dire un “no” deciso alle discriminazioni e alle disuguaglianze. Gli studenti del liceo Asproni sono stati la testimonianza reale del fatto che le discriminazioni e le ipocrisie si possono spezzare, non celandole ma affrontadole in piazza». «Esprimiamo tutta la nostra solidarietà umana e civica – scrive, invece, la segreteria provinciale del Pd – alle vittime di questo tipo di violenza e alle loro famiglie, al fianco delle quali ci schieriamo, convinti della necessità di affermare e praticare i principi costituzionali che sono alla base del nostro vivere comunitario. La battaglia per il rispetto del diritto a vivere liberamente la propria sessualità deve essere sostenuta dalle istituzioni, a qualunque livello, con l’adozione di atti contro l’omofobia».

 Fonte :La nuova Sardegna

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