SARDEGNA NEWS Gavoi, la discesa dei tumbarinos apre le danze di sa jobia lardajola
Inserito da :Sotgia Marcella .GAVOI. Il carnevale gavoese prende il via il giovedì grasso definito “Jobia lardajola” che quest’anno cade il 7 febbraio. Dopodomani, quindi, ed è sicuramente la giornata più importante per vivacità e partecipazione popolare di tutti gli altri giorni (sabato 9, domenica, lunedì e martedì) in cui il paese viene invaso da maschere. Il giovedì grasso invece e forse unico in Sardegna almeno per quanto concerne l’evento musicale che “Sa sortilla’e tumbarinos” promuove coinvolgendo l’intera popolazione e richiamando moltissimi visitatori. Molti dei quali diventati ormai abituali richiamati dai ritmi degli strumenti musicali: tumbarinos, pipiolos e triangulos che propongono le musiche dei balli tradizionali. “Sa jobia lardajola” è la giornata che maggiormente caratterizza il Carnevale di Gavoi anche perché apre i festeggiamenti con un raduno spontaneo di centinaia di persone, adulti e bambini, gavoesi e “istranzos” come scrivono gli organizzatori che sono gli assessorati comunali al Turismo e alla Cultura e le associazioni “Tumbarinos” e Pro loco. Le persone sono ogni anno più numerose richiamate dal fascino musicale che scaturisce da oltre 500 “tumbarinos (realizzati con pelli di capra), molti “triangulos” (in ferro battuto) e pipiolos” (zufolo di canna palustre). Il raduno avviene alle 15,30 in piazza San Gavino, da dove si parte in corteo, alle 16,30 per attraversare quasi tutte le vie del paese. Sas cambaradas (le comitive) escono spontaneamente dalle case dei rioni suonando tutti lo stesso ritmo che subito coinvolge l’intera popolazione. I “sonadores” indossano vecchi abiti di velluto e i costumi tradizionali, calzano “usinzos” o “cambales”. Spesso la loro faccia viene colorata di nero col carbone oppure ricoperta da maschere create con rimasugli di pelli di capra o di altri materiali comuni. Anche la folla che si unisce ai “sonadores” si maschera partecipando attivamente alla sfilata con canti e balli. Melodie e ritmi che riecheggeranno per tutta la durata del carnevale penetrando all’interno di tutte le case. La sfilata di dopodomani avrà inizio nel primo pomeriggio e si concluderà in tarda serata con l’invito di dolci tipici quali pilicchitos, ruviolos, maraviglias e zipulas, concludendosi con veri e propri spuntini all’aperto o nelle cucine rustiche. La semplicità della maschera fa si che l’ospite non sia semplice visitatore ma diviene spesso esso stesso protagonista della manifestazione seguendo l’invito degli organizzatori che nella locandina hanno scritto “Vivi a Gavoi un carnevale da protagonista”. E anche questo è il segno dell’ospitalità antica che caratterizza il paese come hanno tenuto a testimoniare ospiti illustri quali i fotografi di fama internazionale Ziga Koritnik e Dario Coletti, che hanno diffuso le immagini de “Sa sortilla de tumbarinos” anche oltre il mare.
07 febbraio 2013.Fonte .La nuova Sardegna
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