MONDO NEWS Egitto nel caos, ancora morti e feriti Morsi: non accetto diktat, non lascio Esercito: pronti a morire per il popolo
INSERITO DA DANIELA CAIRA E' salito a 16 morti e oltre 200 feriti il bilancio degli scontri tra pro e anti-Morsi avvenuti vicino all'Università del Cairo. Il ministero della Sanità sostiene che alcuni uomini non identificati hanno attaccato un gruppo di seguaci del presidente egiziano Morsi.
Forze armate: pronti a morire per il popolo. Il Consiglio Supremo delle Forze armate egiziane (Scaf) ha scritto sulla propria pagina Facebook di essere pronto a morire per difendere il popolo dell'Egitto contro i terroristi, i radicali o i pazzi.
Morsi: resterò al mio posto, pronto a morire per la democrazia. A un passo dalla fine dell'ultimatum di 48 ore dato dai militari alle forze politiche egiziane, ma soprattutto al presidente egiziano, Mohamed Morsi ha chiesto via twitter all'esercito di fare un passo indietro e di ritirare le sue richieste e, al contempo, ha ribadito di non accettare diktat. Né all'interno né dall'esterno. Subito dopo si è rivolto direttamente agli egiziani dalla Tv di Stato per ricordare che «le elezioni sono state libere e rappresentative della volontà popolare», e soprattutto che lui è stato «il primo leader egiziano ad essere stato eletto democraticamente. Non farò nessun passo indietro» assicura il presidente che si dice pronto a proteggere la democrazia «a costo della sua vita».
«Non lasciatevi rubare la vostra rivoluzione»incalza Morsi che, pur ammettendo di «aver commesso degli errori», ha invitato gli egiziani a non attaccare le forze armate, la polizia e a non scontrarsi tra di loro. E ha affermato la necessità che l'esercito torni alle sue «normali funzioni». Morsi è sempre più solo e assediato dai manifestanti anche nel palazzo dove si è trasferito per evitare le contestazioni. I fratelli musulmani non hanno reagito ufficialmente alla dichiarazione dei militari, ma più voci hanno ribadito che la legittimità del presidente non si tocca. Un alto dirigente della Fratellanza è andato oltre invocando il martirio per proteggere la legittimità del primo presidente eletto dei Fratelli musulmani mentre il portavoce della Fratellanza Gehad el Haddad ha twittato: «Il popolo egiziano non permetterà a nessuno di fare prepotenze alle loro scelte democratiche e rimarrà fermo davanti a chiunque minacci la legittimita».
Gli scontri. Come negli scorsi due giorni anche ieri le piazze si sono divise fra pro e anti Morsi. In serata, poche ore prima che Morsi parlasse alla televisione, gli scontri nel quartiere di Giza, al Cairo, sono degenerati e hanno lasciato sul terreno almeno 16 morti e oltre 200 feriti, molti dei quali gravi.
Ieri la giornata di Morsi era cominciata presto, quando nel cuore della notte aveva ricevuto una telefonata dal presidente Usa Barack Obama che gli ha rinnovato tutte le preoccupazioni di Washington e il sostegno americano al processo democratico egiziano. Obama, ha precisato in serata il dipartimento di Stato, non ha però sollecitato una adesione di Morsi a elezioni anticipate, una voce rimbalzata per tutta la giornata di oggi in Egitto e che avrebbe schierato il presidente Usa accanto alla principale rivendicazione del movimento dei Ribelli e delle opposizioni.
IL MATTINO.IT
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