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ITALIA NEWS VENEZIA Grandi navi, il comitato: «Anche noi al tavolo Comune-ministro-armatori»

11 Giugno 2013, 10:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

La manifestazione di ieri nel canale della Giudecca (Photo Journalist)

 

 

 

 

 

 

 

 

581435 345023432260645 374357776 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA VENEZIA - «Lo slogan più gridato nei tre giorni di protestadel Comitato "No Grandi Navi", culminate domenica nell'assedio al Porto, è stato "Fuori le navi dalla laguna". È lo stesso obiettivo sancito nel Piano di Assetto del Territorio (Pat), approvato a larghissima maggioranza dal consiglio comunale di Venezia. Dunque, se il sindaco Orsoni andrà a Roma alla riunione sul crocerismo al ministero delle Infrastrutture a proporre lo spostamento del terminal crociere a Porto Marghera, lo farà senza alcun mandato popolare e senza il sostegno dell'unico atto amministrativo votato dal consiglio. Un'idea sua personale». 

A spiegarlo è il portavoce del Comitato Silvio Testa, dopo le manifestazioni di ieri: «Alla riunione di Roma, alla quale se parteciperanno gli armatori e non solo i rappresentanti delle istituzioni deve allora partecipare anche il Comitato bisogna prendere una sola decisione: l'immediata applicazione del decreto Clini-Passera che per ragioni di sicurezza vieta inutilmente da 15 mesi il passaggio a Venezia delle navi di stazza lorda sopra le 40 mila tonnellate, per prendersi poi il tempo di vagliare tutte le soluzioni alternative - sottolinea il portavoce - Chi dice che ciò metterà in crisi indotto e lavoro rivolga le sue doglianze a tutte quelle Autorità che hanno lasciato passare più di un anno proponendo solo soluzioni devastanti e inaccettabili mentre ogni giorno la città era a rischio». Secondo il comitato «sul tavolo ci sono varie proposte, non solo le due che piacciono al Porto (il prolungamento del Canale dei Petroli fino al cuore della città con lo scavo del Canale Contorta Sant'Angelo) o al sindaco (Marghera), e le commissioni consiliari del Comune hanno appena cominciato a vagliarle, ma la soluzione vera non è delocalizzare i mostri da 130 mila tonnellate di stazza lorda nascondendoli alla vista e mantenendo in laguna tutte le criticità, in primis gravissimo inquinamento e erosione dei fondali». 

«La soluzione vera è cambiare modello, rinunciare al gigantismo che fa solo gli interessi delle Compagnie da crociera e puntare a filiere diverse di crocerismo, fatte con navi piccole, con pochi passeggeri - spiega - Le si richiami, offrendo solo a loro il privilegio di attraccare a Venezia. Ci sono, già alcune vengono e hanno un altissimo valore aggiunto, a differenza delle grandi navi che sono rifornite di tutto con catene logistiche nazionali e che in città non comprano neppure uno spillo». «C'è tutta la filiera degli yacht che a Venezia trovano a stento ormeggio e gli si offra in Marittima l'attracco più bello del Mediterraneo, infrastrutturato, raggiungibile direttamente dai mezzi pubblici e privati, a un tiro di schioppo dall'aeroporto. Si crei una sinergia coi Bacini dell'Arsenale dove questi mezzi di lusso potrebbero fare carenaggio e manutenzioni, spingendoli a scegliere Venezia come l'home port di una clientela stabile di fascia alta», conclude Silvio Testa.

IL GAZZETTINO.IT

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