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CULTURA E SPETTACOLI "Fast & Furious", gli antieroi venuti dalla strada

23 Aprile 2013, 09:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)Di Kulikova Ksenia

Sul set con gli attori del sesto episodio della serie action, in sala il 22 maggio. Corse clandestine rapine e esplosioni, la saga è anche una storia di tradimento e perdono. “Siamo fatti di carne e sangue, per questo il pubblico ci ama”

LONDRA - Vengono dalla strada e dal ring. Hanno conquistato il successo a calci e pugni. Si fanno chiamare The Rock e Diesel, portano con orgoglio cognomi d’origine italiana e ispanica: Carano e Rodriguez. In tempi di crisi sostengono sulle spalle ipertrofiche (la canottiera è divisa unisex) i bilanci delle major. Dwayne Johnson, Vin Diesel, Michelle Rodriguez, Gina Carano hanno voci potenti, modi spicci e solide carriere hollywoodiane. L’occasione che li mette insieme è il set di “Fast & Furious 6”, nei piovigginosi Shepperton Studios, nel Surrey. Il gruppo degli attori è compresso nel camper ristorazione scelto per l’incontro: Gina Carano, dopo un’occhiata calcolatrice e il timore d’incastrare le cosce poderose nello spazio tra sedile e tavolo, opterà per  un’intervista in piedi.

“Fast & Furious 6” (in sala dal 22 maggio) è il nuovo capitolo di una serie lunga tredici anni. Il numero 5 ha portato a casa 620 milioni di dollari. Dopo aver testato nuovi attori, i produttori hanno recuperato gli interpreti degli esordi e affidato la produzione allo stesso Diesel. E la saga automobilistica ha ripreso velocità: «Ho puntato sul concetto di famiglia, un nucleo atipico e fuori dalla legge ma con le sue regole e la sua morale. Al netto di esplosioni e corse d’auto, i due prossimi film esploreranno i temi della fiducia e del perdono. Vorrei fossero girati alla Coppola». Diesel nel film è Dom Toretto, pilota di corse clandestine. Dalla quinta puntata gli dà la caccia Dwayne Johnson, ora coadiuvato da Gina Carano.

Ma in questo nuovo episodio ambientato a Londra c’è soprattutto il ritorno di Letty (Michelle Rodriguez) la donna di Toretto creduta morta e invece passata al lato oscuro. Spiega Diesel (vero nome Mark Vincent Sinclair III): «I produttori replicano all’infinito i successi. Ma noi avevamo creato, nel primo film, uomini e donne fatti di carne e sangue». Ex buttafuori di Brooklyn, madre astrologa e padre ignoto, metà italoamericano e metà afroamericano, portò a Cannes il corto “Multi facial”, fu reclutato da Steven Spielberg (“Salvate il soldato Ryan”) e Sidney Lumet (“Prova a incastrarmi”). Al suo attivo il B-movie cult “Pitch Black” e lo 007 tutto tatuaggi e pellicce di “xXx”: stanno per tornare entrambi. «Il segreto del successo? Ascolto i fan». Che sono tanti: la sua pagina Facebook piace a 40 milioni di persone. «Il rapporto è diretto e quotidiano. L’idea di scritturare The Rock, è venuta dalla rete, il ritorno di Michelle Rodriguez risponde alle richieste di chi non si rassegnava alla morte di Letty». Anche lei, risata fragorosa e stretta di mano micidiale, è legata al suo pubblico. «“Fast & Furious” piace perché racconta chi sta dall’altra parte della barricata e vive nell’illegalità, ma con una morale. In ogni contesto urbano, in Cina, Russia, Francia, c’è una tribù ai confini del sistema, a volte perché non può farne a meno. Io lo so perché vengo da un posto così» dice l’attrice nata a Santo Domingo e cresciuta in New Jersey. L’altra faccia della medaglia è che “Fast & Furious 5” è stato il film più scaricato: 9,2 milioni di download pirata. Nel curriculum della Rodriguez ci sono “Girl fight” e “Avatar”, in arrivo “Machete Kills” e “Resident Evil”. «Non sono una vera attrice né punto all’Oscar. In 13 anni ho creato un’icona di guerriera a cui le ragazzine possono ispirarsi. Perché in film come “Uomini che odiano le donne” la protagonista deve essere stuprata prima di reagire? O deve morire, come succede alla splendida creatura di “Million dollar baby”? Per far piangere la gente? Vorrei vedere al cinema più donne libere di spirito che non devono chiedere il permesso». In “Fast & Furious 6” l’attrice combatte contro la regina di arti marziali Gina Carano, già traghettata al cinema da Steven Soderbergh (“Knock out - La resa dei conti”) e qui poliziotta. Dice Michelle: «Appena ho visto Gina ho pensato che avrei dovuto imbottirmi di proteine. Ma nella lotta in strada conta più la grinta che la tecnica. Vin batterebbe The Rock».

Gina Carano, che ha abbattuto a calci centinaia di avversarie, dice timida: «Non avevo mai visto “Fast & Furious”, sono più il tipo da “Orgoglio e pregiudizio”. Mi piace combattere fin da ragazzina, ma bisogna saper essere forti e femminili. Vorrei interpretare una Wonder Woman invincibile ma umana». Aggiunge che «a Hollywood non è facile vincere il pregiudizio verso chi arriva dal wrestling o dalle arti marziali. Ho chiesto consiglio a Dwayne». Entrambi sono figli di campioni sportivi. The Rock, idolo wrestler tra i più amati in America, riempie il camper con i suoi 120 chili per 193 centimetri d’altezza. Gli occhi dolci e il sorriso bambino ne hanno fatto un perfetto eroe per famiglie e divo da incasso sicuro. Reduce dal successo commerciale di “G. I. Joe - La vendetta”, Johnson coltiva l’amicizia con Sir Michael Caine e ambizioni d’autore: «Mi vedrete nella commedia dark “Cresci e suda”, Michael Bay ci ha lavorato otto anni. È tratta dalla cronaca, culturisti di Miami rapirono e uccisero un uomo. Siamo dalle parti di “Trainspotting” e “Fargo”: la materia è oscura ma si ride parecchio».

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