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CULTURA MUSICA SPETTACOLI E RICETTE AMANDA LEAR ALLA MOSTRA DEI QUADRI: "HO UNA VITA SANA E FACCIO REGOLARMENTE SESSO"

2 Agosto 2013, 13:44pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

285093 472495296106984 1773129040 nINSERITO DA NICOLETTA LOMBARDO MILANO - Ha conosciuto il meglio degli anni 60 e 70. Vivendo quei decenni sino all'ultimo respiro: amica, amante e musa di leggende come David Bowie, Rolling Stones, Jimi Hendrix. E poi Salvador Dalì, che conobbe nel '65 quando era la fidanzata di Brian Jones degli Stones. La passione per l’arte non l’ha mai abbandonata. Tanto che ora, sino al 24 agosto, espone suoi quadri a Milano, allo Spazio Culturale Milano Art Gallery (www.milanoartgallery.it), con una personale intitolata "Visioni". «Dipingo da sempre - racconta - Dalì? Un maestro, ma a lui preferivo Picasso. Oggi, non fumo, non bevo e pratico sesso regolarmente». Dalì piaceva molto alle rockstar, per via del suo carisma». Quante rockstar ha conosciuto? «Tante, vivevo a Londra: erano gli anni della rivoluzione sessuale e del rock. Praticavo l'amore libero. Ero una giovane modella con gli occhi spalancati sul mondo». Qualche ricordo particolare? David Bowie, per esempio. «David si truccava più di una macchina rubata. Era geniale nel comprendere cosa poteva avere successo: rubava idee un po' qui e un po' là. Ma non si struccava mai. E mi sporcava sempre le lenzuola. L'ho lasciato anche per quello». Brian Jones? «Ho conosciuto Brian perché ero la ragazza di Tara Browne, erede della famiglia Guinness e suo amico. Jones era insicuro ma sincero, il contrario di Mick Jagger. Doveva sempre piacere ai fan. Passava ore con il phon a cercare di dare la piega giusta ai suoi capelli». Jimi Hendrix? «Jimi ha vissuto con me poche settimane. Era timido, ma piaceva molto. Una sera mi portò a casa la cameriera di un locale, lo Speakeasy, che aveva rimorchiato quella notte. La mattina dopo la trovai in bagno con la mia vestaglia. Cacciai subito sia lei che Hendrix». Brian Ferry? «Anche con lui condividevo l'amore per l'arte. Ma pure per Kim Novak: una donna che ci piaceva tantissimo, fredda e nelle stesso tempo affascinante». Si sente un'icona? «Non più di tanto, oggi troppe donne dello spettacolo sono svampite e disinibite. Io ho rifiutato di partecipare a L'isola dei famosi». Il segreto di tanta vitalità? «Non fumo, non mi drogo, non bevo e ho un'attività sessuale regolare». Rimpianti? «Come tutti, ma non guardo mai indietro. Al contrario, penso sempre a ciò che verrà e mai a ciò che è stato. Vivo bene, in pace con me stessa nella mia casa tra la natura in Provenza: è lì che dipingo ogni pomeriggio ispirandomi ai fiori, alla mitologia, ma anche ai miei amici di un tempo». Cosa ricorda con piacere degli anni 60 e 70? «Il fatto che ci si doveva conquistare ogni cosa, dalla celebrità alla libertà di poter esperimere le nostre idee. Oggi, invece, i giovani vivono il loro tempo come se non ci fosse più nulla da conquistare, guardando con nostalgia il passato». Dopo questa mostra? «Sto recitando a teatro con uno spettacolo intitolato Divina. E in inverno uscirà un mio disco registrato con orchestra. Sono tutte cover di Elvis. Lui è stato il mio primo e vero idolo». E se le proponessero di fare anche un tour? «Solo se mi chiedessero di esibirmi in piccoli club, magari solo con un pianoforte: allora direi subito di sì». di Massimiliano Leva LEGGO.IT

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