COSTIERA AMALFITANA NEWS Ubriaco alla guida del motoscafo uccise una donna in Costiera: ora va in carcere
INSERITO DA ANGELA CECERE
Condannato a tre anni e sei mesi. La tragedia a Capo d'Orso SALERNO - È stato condannato per omicidio colposo a tre anni e sei mesi di reclusione Armando Cosentino, il salernitano di 38 anni che il 15 agosto 2011, nelle acque di Capo d’Orso, alla guida del suo gommone, provocò la morte di Serena Palermo, schiantandosi contro un’imbarcazione di dodici metri. Una tragedia estiva che scosse profondamente l’opinione pubblica: Serena aveva 33 anni, una ragazza piena di vita e dai mille progetti: l’anno successivo si sarebbe dovuta sposare. Rimase incastrata con il costme tra il motore e le eliche, dopo essere stata sbalzata fuori, nel violento impatto tra il gommone e l’altra imbarcazione. Morì, come fu confermato dall’esame autoptico, a causa della rottura del fegato, ancor prima di essere trasportata in ospedale. Fin dal primo momento fu accertato che Cosentino viaggiava a velocità troppo sostenuta e che non era sobrio. Serena Palermo I RISCONTRI - L’esame alcolemico diede infatti risultati tre volte superiori ai livelli consentiti dalla legge. In passato era stato fermato a bordo della sua auto due volte e altrettante volte era risultato positivo all’alcool test: la prima nel 2006 e la seconda nel 2010, con conseguente provvedimento di sospensione della patente. Dopo la morte della giovane salernitana, la Capitaneria di Porto gli sospese la patente nautica. A peggiorare la posizione di Cosentino, per il quale furono disposti immediatamente gli arresti domiciliari, intervennero inoltre le dichiarazioni rese dalle sette persone che viaggiavano a bordo del motoscafo condotto da Massimiliano Russolillo. L’imbarcazione in vetro resina di 12 metri percorreva le acque di Capo d’Orso, proveniente da Agropoli e diretta a Maiori. Il gommone, invece, partito da Conca de’ Marini, viaggiava in direzione opposta verso Salerno. Russolillo avrebbe fatto di tutto per evitare la collisione. Fin dal primo momento la dinamica dell’incidente e le responsabilità sono state chiare. La pena a cui è stato condannato Cosentino è la stessa chiesta dal sostituto procuratore Katia Cardillo che ha coordinato le indagini. L’uomo è stato invece assolto dall’accusa di naufragio colposo. I suoi avvocati, Angelo Caramanno e Lucia Capuano, hanno sempre sostenuto che quella sera maledetta le cose andarono diversamente.
FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
08 MARZO 2013
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