COSTIERA AMALFITANA NEWS Ravello, piovono pietre sulla strada chiusa. Rimosse (non si sa da chi)
FONTE IL VESCOVADO DIRAVELO"La grande indecenza". Dovrebbe essere questo il titolo del caso, che merita l'Oscar dell'inefficienza politica tutti i livelli, relativo alla strada provinciale 1 che collega Ravello al Valico di Chiunzi, di fatto chiusa al transito veicolare in seguito alla colata di detriti del 31 ottobre 2012.
Stamani, dalla parete rocciosa che costeggia l'arteria, a pochi chilometri dall'abitato di Ravello, sono venuti giù frammenti che, per fortuna, non hanno provocato danni alle auto che, è proprio il caso si dirlo, percorrono anche quotidianamente la provinciale a loro rischio e pericolo.
Le pietre, che hanno danneggiato anche parte del cordolo che fiancheggia la strada, sono rimate sull'asfalto per tutta la mattinata prima di essere rimosse (non si sa da chi) e adagiate nel canale laterale (nella foto i segni degli impatti).
Sul posto sono giunti gli genti della Polizia Municipale, coordinati dal comandante Biagio Cipolletta, che hanno segnalato il pericolo a palazzo Sant'Agostino.
E dire che poco dopo, alcuni tecnici della Provincia, di ritorno da un'ispezione sulla provinciale 2 a Tramonti, non avrebbero notato nulla.
Nonostante la strada sia chiusa da oltre 16 mesi ci si augura, a questo punto, che si avviino le procedure per la bonifica del costone che, non protetto, presenta altre fratture e massi in bilico.
Ormai lo sanno anche le pietre: gli 11,5 chilometri della Ravello - Chiunzi, arteria vitale per l'economia di Ravello (non a caso è percorsa dalla maggior parte dei viaggiatori che giungono a Ravello da Capodichino), nonostante sia ancora clamorosamente chiusa, risulta impraticabile, pericolosa in ogni suo punto, in qualsiasi condizione atmosferica (specie con pioggia e nebbia).
L'asfalto, rovinato e sempre più sdrucciolevole, non presenta segnaletica orizzontale ma soltanto buche che si ingrossano a ogni acquazzone. Tutto questo nell'indifferenza di tutti. Forse è questo che meritiamo. La grande indecenza.
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