COSTIERA AMALFITANA NEWS Amalfi: "abbiamo la Manna", prima volta senza Don Andrea
INSERITO DA ANGELA CECERE IL VESCOVADO
"Abbiamo la Manna!" Ieri sera nella cripta del Duomo di Amalfi si è svolta l'estrazione dei piatti e dell'ampolla conservate sotto l'altare dove sono conservate le reliquie di Sant'Andrea. E l'ampolla si è mostrata completamente cosparsa dalla rugiada e da essa pendeva una goccia di quella Manna tanto invocata dagli amalfitani. Le note del "Te Deum" di ringraziamento hanno riecheggiato della Cattedrale, ma un velo di tristezza aleggiava su tutti i presenti: per la prima volta dopo più di sessant'anni, a comunicare la manifestazione del prodigio, non è stato Don Andrea Colavolpe. Ci ha pensato l'arcivescovo Orazio Soricelli a esaminare il fenomeno. La devozione degli Amalfitani verso il loro patrono, Sant' Andrea, l'apostolo e il primo dei chiamati da Gesù, è strettamente collegata al segno della "Manna". Il termine manna deriva dell'espressione "Man Hu" "che cos'è" che gli Ebrei, come la Bibbia indica, esclamarono al loro risveglio quando, affamati ed assetati, chiesero a Dio un segno della sua presenza e protezione verso il loro popolo. La Manna quindi si può descrivere come una sostanza che sembra quasi difficile poter descrivere, verrebbe proprio da dire: "Che cos'è?" in quanto essa appare incolore, insapore, a volte sembra leggera, a volte corposa. È proprio così che appare la Manna di Sant' Andrea, un liquido che otto volte l'anno (sette in forma solenne ed una in modo più intimo) viene raccolta presso la tomba dell'Apostolo, nella Cripta del Duomo di Amalfi.
09.05.2013.
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)