CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Suinicolo, a rischio il Prosciutto di Parma
ESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI L’allarme nel territorio modenese mette a rischio diverse Dop, a partire dal Prosciutto di Parma, che nei primi mesi 2013 ha visto un calo di un milione di sigillature
Capi d’allevamento dimezzati e produzioni in calo per tutte le Dop, dal prosciutto di Parma al culatello di Zibello, fino al Salame di Varzi. E’ crisi nera per il comparto suinicolo dell’Emilia Romagna, con ripercussioni pesanti lungo tutta la filiera che ora coinvolgono anche i distributori. L’allarme in territorio modenese è elevato, anche perché in gioco ci sono produzioni d’eccellenza, rappresentative di una fetta consistente dell’economia locale. I numeri parlano chiaro: nei primi mesi del 2013 la produzione del Parma Dop ha registrato oltre un milione di sigillature in meno. Per il culatello di Zibello il calo è stato del 25%. Stesso decremento per il Salame di Varzi. In controtendenza il prosciutto di Modena la cui crescita del 30% non è però il frutto di un exploit positivo, ma la conseguenza diretta di annate precedenti molto modeste. Della necessità di una revisione complessiva del settore parla il presidente del Organizzazione gran suino Guido Zama. Sulla stessa lunghezza d’onda la presidente di Confagricoltura Modena, Eugenia Bergamaschi che insiste sull’internazionalizzazione del prodotto. “Il comparto deve seguire l’esempio di altri settori – dice Bergamaschi – e puntare sulle esportazioni”. A tutela del consumatore Confagricoltura suggerisce anche l’inserimento di un’etichettatura delle carni “in modo che sia sempre possibile rilevare i suini nati, allevati e macellati in Italia”.
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