CIOCIARIA NEWS FROSINONE Riapertura "case chiuse" e raccolta firme. D'Aguanno (Pdl): "Idea aberrante!"
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La dirigente provinciale Pdl Frosinone contro l'idea del referendum:"Considero assurdo e mortificante per uno Stato come il nostro accettare la mercificazione del proprio corpo. Occorre combatterla!"
Frosinone - Crociata dei sindaci per togliere le prostitute dalle strade. Obiettivo dichiarato: riaprire le "case chiuse" così dando la possibilita' a chi vuole esercitare il mestiere piu' antico del mondo di farlo fra quattro mura anziché su vie e marciapiedi pubblici, sotto gli occhi di tutti. Restituire decoro alle citta', insomma, e, a detta dei sindaci, contribuire alla lotta contro la prostituzione. E' così partita a livello nazionale una singolare iniziativa di un gruppo di Primi cittadini, del nord come del sud Italia, che vogliono raccogliere le fatidiche 500mila firme necessarie ad indire un referendum con il quale puntare ad abrogare gli articoli della famosa Legge Merlin del 1958 che vietano di riaprire le "case chiuse", i bordelli in altre parole, senza toccare invece la parte della normativa che prevede il reato di sfruttamento della prostituzione. Una legalizzazione a meta', si potrebbe dire. Un'idea che sta facendo scalpore e che in provincia di Frosinone ha immediatamente provocato la risentita reazione di Annalisa D'Aguanno, dirigente del Pdl provinciale. "Sono da sempre assolutamente contraria ad ogni forma di legalizzazione, anche parziale o indiretta, della prostituzione - tuona l'esponente "azzurra" - così come sono contraria a ogni ipotesi di sua regolamentazione. La prostituzione va combattuta, questo si, con maggiore forza e determinazione attraverso gli strumenti che la legge ci mette a disposizione lavorando sul fronte della repressione e, ancora di piu, su quello della prevenzione del fenomeno. Quindi, ritengo fuori luogo e inaccettabile l'iniziativa del gruppo di sindaci che vorrebbero riaprire le "case chiuse" attraverso un referendum popolare. Niente, a mio avviso, puo' giustificare la legalizzazione, ripeto: anche parziale come sarebbe in questo caso, della prostituzione. Allo stesso modo considero assurdo e mortificante per uno Stato come il nostro accettare, come di fatto avverrebbe con qualsiasi ipotesi di regolamentazione compresa quella insita nel progetto dei sindaci, la mercificazione del proprio corpo che poi, trasformando le "case chiuse" in attivita' imprenditoriali, si tradurrebbe anche in una fonte di reddito per sanare le casse pubbliche attraverso la prevedibile tassazione delle prestazioni sessuali offerte. La mia bocciatura del progetto e' quindi totale. Mi sembra pazzesco - aggiunge - accettare l'idea di un'impresa il cui oggetto sarebbe la vendita del proprio corpo, l'idea di "donne impresarie di se stesse, del proprio corpo, del proprio sesso". Come donna mi sento umiliata, offesa e molto arrabbiata. Ritengo anche che ci siano dei limiti ben precisi al concetto di libera disponibilità del proprio corpo, e quello della prostituzione e' uno dei campi in cui tale principio non puo' assolutamente essere applicato. Senza parlare del pessimo esempio che si darebbe alle giovani e giovanissime generazioni. Il messaggio che scaturisce dal progetto dei sindaci mi sembra infatti chiaro: con esso in buona sostanza si dice alle ragazzine non ancora maggiorenni che tutto sommato, fra le possibilita' professionali e lavorative, puo' esserci anche la vendita al miglior offerente del proprio corpo e dei propri servizi sessuali. Per cui se la scuola non va bene c'e' sempre la chance di riserva di mettersi a battere. Aberrante, semplicemente aberrante. E' la negazione di decenni di conquiste femminili, un modo per anteporre brutalmente il corpo alla mente, alla testa, al cervello. Mi vergogno come donna per quello che ho letto. Come combattere allora la piaga della prostituzione? Ribadisco - sottolinea Annalisa D'Aguanno - che occorre inasprire le leggi e le pene, questo si, intensificare i controlli e la lotta contro il fenomeno, incentivare le associazioni e i soggetti dediti al recupero delle povere ragazze che finiscono nel giro e lavorare molto nella prevenzione a scuola, sia in Italia sia, attraverso accordi internazionali, all'estero, specie in quelle nazioni dalle quali parte il grosso delle lucciole". Un ultimo messaggio Annalisa D'Aguanno lo lancia ai sindaci promotori di questa singolare iniziativa di fine agosto. "Andassero a studiare bene cosa e' successo nei Paesi in cui le "case chiuse" sono state riaperte - afferma - Lo hanno denunciato anche le associazioni, su tutte il "Gruppo Abele", da anni in prima fila nella lotta al triste fenomeno: dove i bordelli hanno ripreso a funzionare legalmente il problema della tratta delle donne e del loro sfruttamento, specie delle minorenni, non solo non e' stato minimamente risolto ma al contrario si e' aggravato, diventando per le forze dell'ordine molto piu' difficile contrastare le organizzazioni malavitose che operano nel ricco settore. Riflettessero su questo, quindi, i sindaci prima di avventurarsi in un'iniziativa - conclude la dirigente Pdl - che ha tutto il sapore di uno spot pubblicitario di fine estate".
FONTE CIOCIARIA OGGI NOTIZIE
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