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CILENTO NEWS L’erosione della Cala del Cefalo è irreversibile?

20 Ottobre 2013, 10:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.cilentonotizie.it/public/images/20102013_cala-del-cefalo_03.jpg
1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE
Chiusa la “stagione” sono ritornato alla foce del Mingardo dove, come ogni anno malgrado le denuncie e sequestri, si costruisce una spiaggia artificiale e si naviga il fiume in barba a tutte le norme, nazionali ed europee. 

Ebbene, Ia Cala del Cefalo, che si estende per circa 4 km da l’Arco Naturale di Palinuro e che rappresenta una delle spiagge più belle e naturalisticamente interessanti del Mediterraneo, è da qualche decennio in una fase di probabile irreversibile arretramento causa l’erosione marina. 


Per le spiagge di Sapri, Policastro, Vibonati, Marina di Camerota conosciamo la ragione del loro arretramento, dovuto alla costruzione dei porti: la Cala del Cefalo però non presenta opere portuali. Abbiamo pertanto chiesto al prof. Ortolani (Direttore del Dipartimento di Pianificazione di Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II) quali possano essere le cause dell’erosione marina che si sta portando via decine di metri di spiaggia arrivando ad interessare anche l’area dunale protetta, così ricca di biodiversità. 


Alla fine del 1800, cioè alla fine del periodo freddo e piovoso plurisecolare chiamato Piccola Età Glaciale – si spiega in uno studio di Ortolani – la spiaggia, nei pressi dello Scoglio del Mingardo, era più ampia di circa 180 m. Nella seconda metà dello scorso secolo si è aggravato il fenomeno erosivo essenzialmente in relazione alla progressiva diminuzione delle precipitazioni piovose e all’eccessivo emungimento alla sorgente del Mingardo per uso domestico. Con la diminuzione della portata del fiume è diminuito pertanto il rifornimento di sedimenti. 

Ma la causa forse più importante dell’erosione della Cala sta nella costruzione lungo il corso del Mingardo di gradini in cemento armato, chiamati briglie, in modo da diminuire la velocità della corrente e di conseguenza anche l'asportazione di materiali sotto i ponti e lungo i margini del fiume. Nel tratto vallivo esistono infatti molti appezzamenti coltivati, le ische, che tenderebbero a sparire con l’erosione. 
di 
CILENTO NOTIZIE
20.10.2013.
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