Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Lo shock energetico innescato dal conflitto con l'Iran rischia di rinviare di fatto al 2027 la ripresa dell'economia italiana e anche nell'ipotesi di una tregua duratura e di un graduale rientro dei prezzi dell'energia, sarebbero comunque necessari almeno sette-otto mesi per tornare a una piena normalizzazione.
Un tempo sufficiente a compromettere in modo significativo l'andamento del 2026. Sono le previsioni che emergono da un'indagine Confesercenti-CER, secondo la quale l'impatto della crisi energetica dimezza, in soli due mesi di conflitto, le attese di crescita dell'economia italiana per il 2026. Nonostante l'intervento sulle accise abbia permesso di contenere l'impatto diretto dello shock sui carburanti, il Pil perderebbe comunque 0,3 punti di crescita, pari a 9,7 miliardi di euro in meno rispetto allo scenario precedente, mentre i consumi rallenterebbero per 3,9 miliardi di euro, con una parte dell'urto che verrebbe assorbita dalle famiglie attraverso la riduzione del risparmio delle famiglie (-3,9 miliardi). A subire la frenata più brusca sarebbero gli investimenti, in calo di 7,7 miliardi rispetto alle previsioni precedenti al conflitto. A pesare, l'incremento dei costi e l'incertezza: l'aumento dei prezzi energetici erode margini e fiducia, e le imprese rinviano le decisioni di investimento. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dobbiamo evitare di tornare indietro nella storia dell'umanità quando le controversie si regolavano con la forza e non con il diritto".
Ma soprattutto, chi esercita leadership non deve dimenticare che "i cittadini, soprattutto in questo momento storico, chiedono un futuro di pace e libertà".
Il presidente della Repubblica continua instancabilmente a chiedere il rispetto del diritto internazionale, quel pacchetto fondamentale di regole condivise che sembra oggi in frantumi. Sergio Mattarella si è speso anche oggi visitando la Camera e il Senato della Repubblica ceca. I Parlamenti, ha sottolineato, sono il "cuore della democrazia" dove le controversie si risolvono e le istanze sociali trovano ascolto. Lo ha sottolineato con chiari riferimenti all'amministrazione americana, difendendo a spada tratta l'Alleanza atlantica e, contemporaneamente, sferzando l'Unione europea ad uno scatto di reni per concretizzare "una sovranità condivisa".
"Le sfide di oggi sono globali e nessun Paese, anche quello più forte economicamente o militarmente, può pensare di fare da solo. Altrimenti - ha spiegato visitando il Parlamento ceco - la sovranità diventa illusoria. Sicurezza, migrazioni, equilibrio finanziario, la presenza di soggetti che operano al di sopra degli Stati e del diritto internazionale, i cambiamenti climatici, le questioni della salute, possono essere affrontati solo in modo globale. Ci sono questioni che possono essere risolte solo con una sovranità condivisa".
Tra leggeri fiocchi di neve da primavera nordica ed una passeggiata sull'iconico ponte Carlo di Praga il presidente viene intercettato da una scolaresca italiana in gita. Sono di Caltanissetta, della sua regione: tra selfie e strette di mano scatta l'inno di Mameli tra la sorpresa dei tanti turisti. Spunti di riflessione tra l'amor patrio e l'esigenza improcrastinabile di cedere fette di sovranità per far funzionare davvero l'Europa unita. "I cittadini chiedono la pace", osserverà poco dopo alla Camera spiegando che questa oggi passa necessariamente attraverso l'Unione europea. Ma non basta: la Nato è a un bivio. L'amministrazione Trump minaccia di ritirarsi dall'alleanza difensiva e per il presidente sarebbe un grande errore.
"La Nato è essenziale per garantire l'equilibrio del sistema mondiale. Ed è utile a entrambi le sponde", ha ribadito anche oggi dopo aver condiviso il concetto con il presidente ceco Petr Pavel. Quasi conseguenziale la riflessione che Mattarella lascia al Senato ceco e anche su questa in molti pensano a Donald Trump, altri a Benjamin Netanyahu: "quando sono state istituite le Corti internazionali per sanzionare le violazioni del diritto internazionale c'è stato un vero salto di civiltà. È di estrema gravità che vengano aggredite. Dobbiamo evitare di tornare indietro nella storia dell'umanità quando le controversie si regolavano con la forza e non con il diritto. Dobbiamo ricordarlo. C'è un detto latino che - ha concluso con una citazione di facile interpretazione - recita Amicus Plato sed magis amica veritas (amico è Platone ma più amica è la verità)"ANSA
DI MIKI PAPPACODA Dopo dieci anni, la famiglia Cesaroni è pronta a tornare in TV con la settima stagione, intitolata "I Cesaroni - Il ritorno". La serie debutterà il 13 aprile 2026 in prima serata su Canale 5, con la regia di Claudio Amendola, che torna a vestire i panni del capo famiglia, Giulio.
La trama
La storia si apre con la crisi della bottiglieria, che sta per essere venduta all'asta a causa dei guai combinati dal fratello di Giulio, Augusto. La famiglia dovrà affrontare nuove sfide e cambiamenti, tra cui l'arrivo di una nuova socia, Livia, interpretata da Lucia Ocone.
Il cast
Il cast è composto da volti noti come Matteo Branciamore (Marco), Ludovico Fremont (Walter), Elda Alvigini (Stefania) e Federico Russo (Mimmo). Tra le new entry ci sono Ricky Memphis, padre di Virginia, la nuova compagna di Marco, e Andrea Arru, che interpreta Olmo, il ragazzo autistico di cui si occuperà Mimmo.
Guest star
La serie conta anche sulla presenza di guest star come Paolo Bonolis e Fabio Rovazzi.
La produzione
La serie è prodotta da Rti-Publispei, con la regia di Claudio Amendola e la produzione di Verdiana Bixio. Amendola ha dichiarato di essere molto legato al progetto e di aver scelto di circondarsi di persone che lo vogliono bene e sono bravi attori
DI MIKI PAPPACODA Amalfi introduce un blocco temporaneo di 12 mesi per l'apertura di nuove attività commerciali nel centro storico. La Regione Campania ha approvato la proposta del Comune per contenere la pressione commerciale e proteggere l'identità urbana.
Cosa prevede il blocco:
- Divieto di apertura di nuove attività nel centro storico
- Blocco del trasferimento di attività esistenti
- Stop all'ampliamento delle superfici di vendita e somministrazione
L'obiettivo è governare il turismo senza subirlo, preservando la vivibilità e l'identità della città. Amalfi ha visto una crescita costante dei flussi turistici, ma ciò ha sollevato preoccupazioni tra residenti e amministratori ¹ ² ³.
Perché questo blocco?
- Contenere la proliferazione di attività commerciali orientate ai turisti
- Proteggere i servizi essenziali per i residenti
- Preservare l'offerta commerciale e l'identità urbana
Il blocco sarà monitorato per valutare gli effetti sulla città e decidere se renderlo strutturale o introdurre correttivi. Il modello amalfitano potrebbe diventare un riferimento per altre città italiane con dinamiche simili ⁴.
DI MIKI PAPPACODA La Polizia di Stato ha celebrato il suo 174esimo anniversario con una cerimonia a Salerno, presentando i dati delle operazioni portate avanti nel 2025. Ecco alcuni numeri significativi:
- 187 operazioni alto impatto
- 168 Daspo
- 67 divieti d'accesso alle aree urbane
- 29 divieti a parcheggiatori abusivi
- 1566 segnalazioni sull'app YouPol, di cui:
- 76 per bullismo
- 72 per violenze domestiche
Il questore Giancarlo Conticchio ha sottolineato l'importanza della fiducia dei cittadini nelle forze dell'ordine, con il motto "esserci sempre". La manifestazione ha visto la partecipazione di agenti, famiglie, studenti e autorità istituzionali, con stand informativi e attività interattive
DI MICHELE PAPPACODA La notte scorsa, un incendio è scoppiato in un'abitazione in via Vicinale 100, a Giugliano in Campania. La donna di 50 anni e il suo bambino di 5 anni sono stati trasportati all'ospedale Santobono con ustioni lievi, ma non sono in pericolo di vita.
I Vigili del Fuoco e i carabinieri sono intervenuti prontamente per spegnere le fiamme. L'incendio è stato domato e l'appartamento è stato dichiarato temporaneamente inagibile. Le cause dell'incendio sono ancora da accertare.
DI MIKI PAPPACODA L'equipaggio della nave car carrier "Grande Torino", composta da 21 membri, è in buone condizioni dopo quasi un mese e mezzo di attesa nel Golfo Persico. La nave, appartenente al gruppo armatoriale Grimaldi, è stata bloccata dal 28 febbraio, data di inizio del conflitto in Iran.
Aggiornamenti sulla nave
- La "Grande Torino" ha attraccato ieri ad Abu Dhabi per rifornirsi di viveri, acqua e medicinali.
- Oggi la nave ha ripreso il mare, ma dovrà rimanere nelle acque del bacino come le circa 800 navi di tutto il mondo bloccate nelle stesse condizioni.
- I contatti con la nave sono costanti dal quartier generale della Grimaldi a Napoli, e ai tre ufficiali italiani e ai 18 marittimi di nazionalità filippina vengono forniti aggiornamenti in tempo reale sull'evoluzione della situazione.
La situazione nel Golfo Persico
- Sono 15 le navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da quando è stato annunciato il cessate il fuoco di due settimane.
- La chiusura di fatto dello Stretto da parte dell'Iran ha lasciato bloccate nel Golfo quasi 800 navi, la maggior parte delle quali cariche di merci.
- Il capo della compagnia petrolifera statale degli Emirati Arabi Uniti ha lanciato l'allarme sulle ripercussioni del blocco per l'economia mondiale
DI MICHELE PAPPACODA La situazione è molto tesa alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, in programma oggi a Islamabad. Il presidente Donald Trump ha attaccato Teheran, accusando il regime di non rispettare gli accordi e minacciando nuovi raid se non si arriverà a un'intesa.
Le richieste di Teheran
- Cessate il fuoco in Libano, dove continuano a cadere le bombe israeliane
- Rilascio degli asset iraniani bloccati prima dell'inizio dei negoziati
La posizione degli USA
- Il vicepresidente J.D. Vance ha avvertito che gli Stati Uniti non si lasceranno prendere in giro
- Trump ha dichiarato che stanno caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima e non permetteranno che ci sia un pedaggio su Hormuz
La situazione nello Stretto di Hormuz
- L'Iran ha minato lo stretto, lasciando aperto un passaggio solo per le navi che pagano un pedaggio
- Gli Stati Uniti ritengono che l'Iran non sia in grado di localizzare tutte le mine e di rimuoverle
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Lacapsula Orionèammarata nell'oceano Pacifico, al largo delle coste della California, a Sud-Ovest di San Diego.
Si conclude così la missione Artemis IIche a 56 anni dal volo dell'Apollo 8ha portato un equipaggionell'orbita della Luna. Sono così rientrati a Terra gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover Christina Koch e Jeremy Hansen. Il rientro della capsula èavvenuto senza problemie iparacaduteche hanno rallentato la capsula si sonoaperti regolarmente.
E' avvenuta con successo anche un'altra fase cruciale del viaggio di rientro, ossia laseparazionedella capsula Orion dal Modulo di Servizio Europeo,che nel viaggio fino all'orbita della Luna e poi verso la Terra ha assicurato la propulsione. La manovra è stata seguita anche dal centro di controllo dell'Esa che si trova all'Estec, nei Paesi Bassi. Dopo la separazione il modulo è bruciato nell'impatto con l'atmosfera, sopra l'oceano Pacifico.
Poi la capsula ha affrontato uno dei momenti più critici prima dell'ammaraggio, quando alla velocità di 36mila chilometri orari ha attraversato il plasma, sopportando temperature fino a 2.700 gradi.
C'è stato invece unfuori programmaquando è stato il momento di recuperare la capsula per portarla fino alla nave di recupero.Gli astronauti non sono arrivati a bordo della nave di recupero, ma asoccorrerlisono stati igommoniche avevano il compito di accompagnare la capsula alla nave. Mettere in sicurezza e accompagnare la capsula fino alla nave non è stato infatti possibile a causa diforti correntiche hanno reso difficile stabilizzare il veicolo.
Mentre alcuni membri del personale medico entravano nella navetta per sostenere l'equipaggio, un gruppo di sommozzatori arrivato con i gommoni ha raggiunto la navetta tentando di sistemare il collare di stabilizzazione, una sorta di grande salvagente che serve a tenere in equilibrio la capsula. Nel frattempo, nel centro di controllo della Nasa a Houston, il direttore di volo richiamava il personale che si era allontanato.
A oltre un'ora e mezza dall'ammaraggionon c'è stata altra soluzionechefar uscire i quattro astronauti dalla capsula, aiutandoli asalirea bordo deigommoni.
Si è conclusa così lamissione, che a 56 anni dal volo dell'Apollo 8 ha portato nuovamente unequipaggio nell'orbita della Lunae alladistanza maggiore dalla Terra mai raggiunta da esseri umani, a fareosservazioni senza precedenti del lato nascostodella Luna e a vedere unaspettacolare eclissi totale di Sole.
L'amministratore capo della Nasa: 'una missione perfetta'
Artemis II "è stata unamissione perfetta", ha detto l'amministratore capo della Nasa Jared Isaacman suito dopo l'ammaraggio, mentre attendeva l'arrivo della capsula Orion a bordo della nave di recupero.
"Sono senza parole, è stato unmomento incredibile", ha aggiunto, ed è stato anche "ilrisultato di un grande lavoro di squadra, anche con i nostripartner internazionali", In proposito, Isaacman ha ricordato l'accordo firmato recentemente con l'Agenzia Spaziale Italiana sulla realizzazione di un modulo per la futura base sul suolo lunare. "Stiamo costruendo una presenza duratura sulla Luna", ha detto ancora.
Quanto agliastronautidella missione Artemis II, "hanno dimostrato di essere dei grandiprofessionisti, grandicomunicatorie anche deipoeti: veri e propriambasciatori dell'umanità".
Idatiraccolti in questa missione, ha detto ancora l'amministratore capo della Nasa, "sonopreziosiper preparare lamissione Artemis III" alla quale, ha aggiunto, già dal 20 aprile si comincerà a lavorare nell'Edificio di integrazione dei veicoli (Vab) del Kennedy Space Center.
La lunga giornata del ritorno a casa
Alle 17,35 italiane gli astronauti si sono svegliati sulle note di "Run to the Water" di Live per affrontare ladecima e ultima giornata della missione. Dopo aver sistemato la navetta in modo che nessun oggetto possa fluttuare liberamente, hanno avuro il tempo di pranzare e di prepararsi alla prima delle fasi cruciali del rientro a Terra :alle20,53, quando lanavettahaacceso i motoriper portarsi nellatraiettoria corretta verso la Terra.
Dopo hanno indossato letute pressurizzatearancioni e blu che li hanno protetti anche nel viaggio di andata. Chiamate Ocss (Orion Crew Survival System), queste tute realizzate su misura permettono agli astronauti di affrontare fortissime accelerazioni, come quelle che avvengono durante il lancio e il rientro nell'atmosfera e, in caso di necessità, permettono di sopravvivere fino a sei giorni.
Alle1,33 italianelacapsula Orionche ospita gli astronautisi è separata dal Modulo di Servizio Europeo, che si è disintegrato sull'oceano Pacifico, e alle1,37 ha acceso i suoi motori per entrare nell'atmosfera terrestre: è stata lafase più delicata del rientro. Sfrecciando alla velocità di36mila chilometri orari, Orionha attraversato il plasma, ossia il gas che si forma quando l'aria viene compressa a velocità elevatissime e che avvolge il veicolo raggiungendotemperature intorno a 2.700 gradi.
In quel momento la capsula si trovava allaquota di 120 chilometrie lecomunicazionifra gli astronauti e il centro di controllo sono state interrotteper sei minuti, dalle 1,53 alle 1,59. In quest'ultima grande sfida, gliocchieranopuntatisulloscudo termicodella capsula, modificato dopo i danni importanti rilevati nel 2022 nella missione senza equipaggio Artemis I.
"Abbiamo grande fiducia nello scudo termico, nei paracadute e nel sistema di recupero che abbiamo messo a punto", aveva detto l'amministratore associato della Nasa Amit Kshatriya.
A CURADI MIKI PAPPACODAE' arrivata la conferma:la prossima settimana tornerà la pioggiae ci sarà anche da fare attenzione ai primi forti temporali della stagione con serio rischio di grandine. Come vi avevamo anticipato già nei giorni scorsi la seconda parte di Aprile sarà molto più dinamica rispetto alla prima decade del mese e subito avremo a che fare con una fase di maltempo potenzialmente insidiosa.
Da Lunedì 13 Aprile Vortice Mediterraneo in formazione, peggioramento del tempo
Giàtra Lunedì 13 e Martedì 14 Aprilele condizioni meteo sono previste inpeggioramentoe il protagonista sarà unvortice(area di bassa pressione)in risalita dal Nord Africa e in approfondimento sul bacino del Mediterraneo.
Dal momento che le acque dei nostri mari registrano temperature superficiali anomale (fin troppo calde per il periodo) il vortice riuscirà a trarre da esse l'energianecessaria per diventare una macchina atmosferica in grado di innescare una forte ondata di maltempo destinata a durare per diversi giorni.
Rischio eventi estremi: occhio a Vento e Grandine
Occhi puntati soprattutto suLunedì 13, Martedì 14 Aprile: vista la tanta energia potenziale in gioco non escludiamo il rischio di eventi estremi, comenubifragiegrandinate,dapprima alNord Oveste sulle dueIsole Maggiori, in rapida estensione poi al resto delCentro-Sud. Da segnalare, inoltre, un decisorinforzo del ventoche soffierà con forza di burrasca specie in Sardegna e sui settori adriatici.
Vortice mediterraneo in formazione: fase di maltempo nel corso della prossima settimana
Successivamente, dopo una brevissima tregua, il vortice riprenderà vigore traMercoledì 15 e Giovedì 16 Aprile, favorito anche dai venti molto miti e umidi dai quadranti meridionali, scatenandoprecipitazioni abbondantissimesuCalabriaeSicilia. Considerando che veniamo da una prima parte di Primavera già piuttosto perturbata e dunque con suoli al limite della saturazione, non escludiamo il rischio di alluvioni lampo o allagamenti anche sulla rete idrografica secondaria. Vista la traiettorianon ancora del tutto prevedibile del vortice, non escludiamo che le precipitazioni possano colpire anche altri settori. Vi terremo aggiornati.