Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Secondo quanto emerso dalle indagini in almeno tredici occasioni le dosi sono state vendute ad adolescenti di età compresa tra i 15 e 16 anni. Avellino. Saranno processati i componenti della banda che spacciava droga in pieno centro e durante il giorno davanti a numerosi passanti nei giardini di Piazza Kennedy ad Avellino. La droga veniva venduta anche a studenti minorenni della città e della provincia. Una situazione di allarme stroncata dai carabinieri della locale Compagnia che hanno accertato sessantadue cessioni di sostanze stupefacenti (hashish e marijuana) avvenute nel periodo della pandemia tra il 2020 e il 2021. Secondo quanto emerso dalle indagini in almeno tredici occasioni le dosi sono state vendute ad adolescenti di età compresa tra i 15 e 16 anni. In manette finirono nel febbraio 2022 nove persone, due avellinesi e sette cittadini gambiani. A distanza di due anni, sei dei nove indagati andranno a processo come disposto dal giudice Marcello Rotondi.
INSERITO DA ANGELA CECERE Un arresto e quattro denunce nel napoletano Napoli. I finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Napoli, nel corso dell’intensificazione delle attività di controllo economico del territorio finalizzate al contrasto dei traffici illeciti, hanno complessivamente sequestrato, in due distinti interventi nell’hinterland partenopeo, oltre 2 tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando contraffatti. Un uomo originario di Marano di Napoli è stato arrestato e altri quattro denunciati all’autorità giudiziaria. In particolare, nel primo intervento, i militari del nucleo di polizia economico-finanziaria, dopo aver fermato un’autovettura per gli accertamenti di rito nel quartiere cittadino di Secondigliano, insospettiti dalla condotta del conducente, un pregiudicato di Marano di Napoli, procedevano a controllare il bagagliaio del veicolo, al cui interno erano celati 8 cartoni contenenti 400 stecche di t.l.e. Tenuto conto dei precedenti specifici per contrabbando a carico del fermato, i finanzieri estendevano le perquisizioni a due locali nella sua disponibilità ubicati rispettivamente a Marano di Napoli e Villaricca. L’intervento consentiva di rinvenire in loco altre casse di sigarette, custodite da 2 sodali. Al termine delle attività, venivano sequestrati complessivamente 723 kg di bionde, tratto in arresto il soggetto maranese e denunciati i suoi due complici, di cui un 22enne incensurato. Fiamme Gialle dello stesso Reparto, nel corso di un altro servizio a Saviano, rinvenivano all’interno di un garage, nella disponibilità di una 82enne, 350 kg di sigarette di contrabbando contraffatte, anch’esse pronte per essere immesse sul mercato parallelo locale. I riscontri immediati sul posto consentivano di individuare un ulteriore deposito agricolo riconducibile al figlio 53enne. All’interno del locale venivano rinvenute casse di cartone contenenti altri 930 kg di analoga merce. Madre e figlio sono stati denunciati. Qualora immesse nel mercato illegale, le oltre 2 tonnellate di sigarette complessivamente sequestrate avrebbero consentito di realizzare un illecito guadagno di circa 300.000 euro.
INSERITO DA ANGELA CECERE La futura mamma è stata salvata all’ospedale del Mare di Napoli grazie allo straordinario lavoro di una equipe multidisciplinare che ha deciso di intervenire con un intervento molto delicato...Napoli. Ictus alla quattordicesima settimana di gravidanza, mamma e bimbo salvati all’ospedale del Mare Salvato da morte certa ancor prima di nascere. È la straordinaria storia del piccolo Salvatore, ma anche della sua mamma Chiara (nomi di fantasia per tutelarne la privacy), colpita da un ictus ischemico alla dodicesima settimana di gravidanza. La futura mamma è stata salvata all’ospedale del Mare di Napoli grazie allo straordinario lavoro di una equipe multidisciplinare che ha deciso di intervenire con un intervento molto delicato. Chiara, soli anni 27, è arrivata in pronto soccorso accompagnata dal marito. Inizialmente vigile, la futura mamma ha da subito mostrato sintomi preoccupanti: una lieve paralisi del lato sinistro e una difficoltà a muovere gli arti. Di qui la decisione di procedere immediatamente ad una risonanza magnetica all’encefalo e ai vasi sanguigni. Immediata e terribile la diagnosi: ischemia in atto, causata dall’occlusione completa dell’arteria cerebrale media di destra. Chiara, seguita dal neurologo Donato Colella fin dal suo arrivo in pronto soccorso, dopo la risonanza magnetica ha mostrato un rapido e netto peggioramento dei sintomi. Considerata la progressione del quadro clinico, dopo un breve consulto, i medici hanno quindi deciso di trasferire la giovane paziente presso l’unità operativa complessa di neuroradiologia diretta da Vincenzo D’Agostino per sottoporla ad un intervento urgente di tromboectomia meccanica. A quel punto mamma e bimbo sono stati affidati alle mani dei neuroradiologi Valeria Piscitelli e Fabrizio Fasano che, con l’assistenza degli anestesisti Giovanni Gallo, Angelo Affinito e la collaborazione dell’equipe composta da tecnici di radiologia Rsm e infermieri, hanno realizzato con successo l’intervento di disostruzione meccanica del vaso cerebrale chiuso (trombectomia). «Secondo la letteratura medica la paziente aveva il 50% delle probabilità di non sopravvivere, il 90% di possibilità di riportare una grave disabilità e l’80% di perdere il bambino - sottolineano i medici - invece tutti e due ce l’hanno fatta». Dopo vari giorni di ricovero, dapprima presso l’unità operativa complessa di neurologia diretta da Vincenzo Palma, poi nell’unità operativa complessa di anestesia e rianimazione diretta da Ciro Fittipaldi e successivamente nella stroke unit, Chiara è stata dimessa, con un recupero pressoché completo del deficit neurologico e la gravidanza procede tuttora regolarmente. «Una storia straordinaria finita al meglio grazie ad un lavoro di squadra eccellente e grazie all’impegno di tutto il personale, a partire del pronto soccorso», dice il direttore generale Ciro Verdoliva
INSERITO DA ANGELA CECERE Giornata mondiale del rene, allarme in Italia. È elevato il numero dei cittadini della Penisola che sostiene di avere problemi e malattie agli organi «a forma di fagioli»: parliamo di 1 italiano su 10 che soffre di malattia renale cronica (Mrc). Nel dettaglio, la Malattia Renale Cronica è una condizione clinica complessa e pericolosa caratterizzata dall'alterazione delle funzioni del rene e causata da diverse malattie renali o altre malattie dell'organismo che colpiscono anche il rene. Si stima una prevalenza di circa l'8% che aumenta progressivamente con l'aumentare dell'età, raggiungendo il 17% nella popolazione over 70. Attualmente le malattie renali rappresentano l'ottava causa di morte e, se non affrontate, si prevede che entro il 2040 diventeranno la quinta causa di abbassamento dell'aspettativa di vita. La Mrc è associata, oltre che a un aumentato rischio di morte, a maggiori possibilità di incorrere in complicanze cardiovascolari. «Prevenire è meglio che curare» «In occasione della Giornata mondiale del rene - dichiara Stefano Bianchi, presidente della Società italiana di nefrologia (Sin) - sottolineo l'urgenza di aumentare la consapevolezza sulla salute dei reni e affrontare la malattia renale cronica attraverso un approccio globale. È cruciale investire in prevenzione e diagnosi precoce affinché le terapie tradizionali e innovative che abbiamo a disposizione siano efficaci e funzionali», riporta il sito di Sky.In termini di prevenzione, i nefrologi consigliano 8 regole per un corretto stile di vita, scoprite quali sono nelle stories di oggi.
INSERITO DA ANGELA CECERE L'uomo, impiegato precario in un call center, ha intrapreso una battaglia legale per cercare di ottenere i soldi Un sogno diventato incubo. Trova 161 milioni, ma sono in lire e la Banca d’Italia non li converte in euro. È accaduto a un uomo, residente a Sondrio: qualche mese fa ha scoperto per caso il denaro chiuso in una vecchia cassapanca della nonna. I risparmi di una vita avrebbero potuto rappresentare una grande occasione, un colpo di fortuna di quelli che possono cambiare la vita. Ma, al momento, il signor Lorenzo impiegato precario in un call center, dovrà attendere e chissà se potrà mai ottenere la cifra. Trova 161 milioni di lire, la storia Sì perché le lire non hanno più valore. Il signor Lorenzo immediatamente dopo aver trovato il denaro si è rivolto alla Banca d’Italia chiedendo informazioni su come poter convertire in euro la cifra e incassarla, ma la risposta è stata negativa. I 161 milioni di lire non possono essere convertiti in euro, e quindi non hanno alcun valore. L’uomo, però, non si è arreso e si è rivolto a Giustitalia, un’associazione che difende i consumatori, per intraprendere una battaglia legale e cercare di ottenere i suoi soldi. Come spiegano gli avvocati di Giustitalia che stanno seguendo la vicenda, Francesco Di Giovanni e Luigi De Rossi, quello del signor Lorenzo non è un caso isolato e la cifra ritrovata non è neppure tra le più alte: «Seguiamo tante battaglie. Riceviamo circa 30 richieste al giorno. Alcune somme sono molto ingenti, anche superiori a quella del signor Lorenzo. Il principio è che i risparmiatori non sono assolutamente tutelati dalle istituzioni. Questa situazione di vuoto normativo esiste solo in Italia. In tutti gli altri paesi dell’Unione europea, è possibile convertire denaro delle vecchie valute in qualunque momento, senza prescrizioni temporali». Al momento in casi come questi esistono due filoni interpretativi. «Da una parte, come fa la Banca d’Italia, - raccontano gli avvocati - si fa riferimento alla prescrizione decennale che impedisce il cambio una volta trascorso questo tempo. E questo vale per qualunque titolo di credito: se il titolare è dormiente per dieci anni, perde il diritto di convertire la cifra in lire posseduta, nella valuta attuale. Dall’altra c’è il Codice civile, che all’articolo 2935 sancisce che la prescrizione decorre da quando un soggetto può far valere il suo diritto». In quest’ultimo caso, in pratica, una persona può chiedere di convertire il denaro ritrovato anche se sono trascorsi più di dieci anni, perché lo fa nel momento in cui li ha trovati. «La problematica – spiegano gli avvocati - è relativamente recente e l’ago della bilancia è proprio la decorrenza di questa prescrizione. Noi sosteniamo, in base al codice civile, che il diritto debba decorrere dal momento in cui il soggetto può farlo valere. Ad esempio dal momento del ritrovamento». Coloro che, come il signor Lorenzo, decidono di intraprendere una causa civile di solito lo fanno perché si tratta di somme importanti e quindi in qualche modo vale la pena tentare. Ma i tempi non sono brevi: «Una causa civile può durare anche due anni e al momento non c’è alcuna certezza perché non ci sono state né sentenze contro, né a favore».
INSERITO DA ANGELA CECERE Un incendio scoppiato nella notte in un appartamento al quarto piano di una palazzina a Bologna ha provocato la morte di quattro persone. Una famiglia, sterminata dalle fiamme. Hanno perso la vita tre fratellini: due gemellini di due anni (un maschio e una femmina) e una bambina di 6 anni. Stessa terribile sorte per la mamma 32enne, inizialmente estratta viva dalla casa e deceduta durante il trasporto in ospedale. Cosa è successo La donna deceduta è di origine romena. L'incendio è scoppiato in un appartamento in via Bertocchi, periferia della città. Sono intervenuti i vigili del fuoco, il 118 con automediche e ambulanze e la polizia. Sul posto sono intervenute le volanti della polizia, in aiuto ai vigili del fuoco, con Scientifica e Squadra mobile per gli accertamenti. Chi sono le vittime Erano due sorelline e un fratellino i tre bimbi morti per il fumo di un incendio nell'appartamento dove vivevano con la madre, Stefania Alexandra Nistor, 32 anni, di origine romena, anche lei deceduta, durante il trasporto in ospedale. Era una femmina la bimba più grande, sei anni e anche una dei due gemelli di due anni. La famiglia si trovava nella stessa stanza da letto. Gli accertamenti di polizia e vigili del fuoco sono coordinati dalla pm di turno Elena Caruso. Forse colpa di una stufetta elettrica Potrebbe essere un corto circuito provocato da una stufetta elettrica la causa dell'incendio scoppiato nella notte in via Bertocchi, periferia di Bologna, dove sono morti tre bambini piccoli e la loro madre. Lo indicherebbero i primi accertamenti svolti. L'appartamento è stato sequestrato e sono in corso indagini per ricostruire in modo più approfondito le origini del rogo. L'ambiente era pieno di fumo Quando i vigili del fuoco sono arrivati nell'appartamento al quarto piano, su una palazzina di otto, in via Bertocchi a Bologna hanno trovato un ambiente saturo di fumo e verosimilmente è stata questa la causa delle morti di una donna e dei suoi tre figli piccoli. L'incendio infatti sarebbe stato di modeste dimensioni e ha coinvolto una stufetta elettrica in camera da letto e quindi si è sprigionato tanto fumo. L'intervento dei vigili del fuoco, con il nucleo investigativo antincendio, è di poco prima dell'una e si è concluso intorno alle 5.
INSERITO DA ANGELA CECERE Dramma a Perugia. Pierluigi Pescatori, 17 anni, è morto all'ospedale dove era ricoverato da mercoledì 13 marzo. Il 17enne era stato investito mentre stava andando a scuola. A darne notizia è l'Azienda ospedaliera di Perugia. Il furgone era guidato da un ecuadorgeno di 47 anni residente a Perugia. Il ricovero Il ragazzo era stato ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato investito nella zona di via San Galigano. In base agli accertamenti della polizia municipale il 17enne, che abitava poco lontano, stava attraversando per prendere l'autobus con cui andare a scuola. Il furgone che ha investito il ragazzo si è subito fermato. È quindi intervenuto il personale del 118.
A CURA DI ANGELA CECERE Alta pressione che si indebolisce. La giornata trascorrerà con un graduale aumento della nuvolosità dapprima al Nord e poi anche al Centro fino a cielo coperto nel corso del pomeriggio. Sono attesi dei piovaschi in Liguria e sulla Toscana settentrionale. Tempo più stabile e soleggiato al Sud e Isole Maggiori. Venti deboli meridionali. Temperature grossomodo stazionarie.
NORD
La pressione tende a diminuire sulle nostre regioni e così la giornata sarà contraddistinta dall'aumento graduale, ma continuo della nuvolosità fino a cielo anche coperto su molte zone. Non sono attese grosse precipitazioni se non qualche pioviggine in Liguria e in nottata anche sul Friuli Venezia Giulia e rilievi del Triveneto. Temperature invariate, venti deboli da sud.
Temperature
Valori massimi attesi tra i 12°C di Genova e i 20°C di Bolzano
CENTRO e SARDEGNA
Sulle nostre regioni la pressione si indebolisce, iniziano a soffiare venti più umidi dai quadranti meridionali. La giornata trascorrerà con il lento aumento della nuvolosità su gran parte delle regioni. E' attesa della pioviggine sulla Toscana settentrionale. Nubi irregolari in Abruzzo, Molise e Sardegna. Le temperature non subiranno sostanziali variazioni, mari calmi.
Temperature
Valori massimi compresi tra i 14 e i 18 gradi su tutte le città
SUD e SICILIA
La pressione per ora è ancora stabile sulle nostre regioni per cui la giornata sarà caratterizzata da generali condizioni di bel tempo con il cielo che si presenterà sereno o al massimo poco nuvoloso dappertutto. I venti soffieranno debolmente dai quadranti meridionali. Le temperature subiranno dei locali aumenti di giorno. Il clima sarà gradevole. Mari poco mossi. Temperature Valori massimi attesi tra i 14 e i 18 gradi su molte città
A CURA DI ANGELA CECERE Santa Luisa de Marillac Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 7,1-2.10.25-30. In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più andare per la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, detta delle Capanne; Ma andati i suoi fratelli alla festa, allora vi andò anche lui; non apertamente però: di nascosto. Intanto alcuni di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, e non gli dicono niente. Che forse i capi abbiano riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure io non sono venuto da me e chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io però lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Allora cercarono di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettergli le mani addosso, perché non era ancora giunta la sua ora.