Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTA L'uomo ha minacciato anche i vicini e si è scagliato contro i carabinieri; ora è in carcere. Minacce di morte alla compagna e danni a porte e finestre di casa, colpite ripetutamente. I Carabinieri della Compagnia di Monza hanno tratto in arresto un uomo ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Minacce di morte alla compagna E' accaduto nelle scorse sere in un condominio di Villasanta. I militari sono intervenuti sul posto a seguito di numerose richieste di intervento fatte tramite il 112 dai vicini di casa. Giunti sul posto, i Carabinieri hanno notato l'uomo intento ad inveire contro la propria compagna, minacciandola di morte poiché colpevole, secondo lui, di essere responsabile dei suoi problemi. Danni agli infissi di casa Mentre pronunciava queste frasi, colpiva gli infissi dell’abitazione della donna, danneggiandoli. Non contento, ha tentato anche di colpire i militari, salvo essere prontamente immobilizzato e messo in sicurezza. Aggrediti anche i carabinieri E ancora, più volte durante il trasporto in caserma ha tentato di divincolarsi, oltraggiando e minacciando i Carabinieri, tanto da rendere necessaria la presenza di più pattuglie per contenerlo. Minacce anche ai vicini: "Sono calabrese, vi sparo" Prima dell’arrivo dei militari, diversi vicini avevano provato a intervenire per scongiurare conseguenze peggiori, venendo spintonati e minacciati a loro volta con frasi del tipo: “Sono calabrese, prendo un fucile e vi sparo!”. Portato in carcere L'uomo, arrestato, è stato trasferito nel carcere di Monza a disposizione della locale Autorità Giudiziaria. A tutela della donna veniva attivato il codice rosso contro i maltrattamenti. PRIMAMONZA
INSERITO DA MORENA MOTTA Lo ricorderanno come il consiglio comunale dei brogli elettorali. I giorni per proclamare il sindaco sono stati 3 mentre 10 sono stati le giornate per proclamare il consiglio comunale. Porcherie, broglie, nomine pilotate, seggi militarizzati. Questa volta si è assistito al più grande schifo mai visto ad Agropoli. Il sistema di potere che “comanda” la città di Agropoli, ancora una volta, ha fatto la voce grossa. Gli eletti: PARTITO DEMOCRATICO Marciano, Lampasona, Di Filippo, D’Arienzo LISTA MUTALIPASSI SINDACO Comite, Apicella LISTA CI SIAMO PER AGROPOLI Santangelo, Pizza , PARTITO SOCIALISTA ITALIANO Di Biasi INSIEME PER AGROPOLI Russo UNITI CON MUTALIPASSI Pesca In consiglio anche i tre sindaci non eletti, ovvero La Porta, Pesce e Serra oltre a Santosuosso e Bufano. LE SOSTITUZIONI Apicella, Lampasona, Di Filippo e D’Arienzo in giunta, porterà alla loro surroga. Entreranno in assise Abagnale, Crispino, Bruno e Cammarota. AGROPOLINEWS
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il carapace quasi intonso, la testa intatta come la coda e una delle zampette. E' una piccola tartaruga di terra, incredibilmente conservata con il suo uovo mai deposto, l'ultima sorpresa di Pompei,che l'ANSA documenta in anteprima.
Gli archeologi l'hanno trovata a mezzo metro di profondità sotto il pavimento in terra battuta di una bottega della centralissima Via dell'Abbondanza, dove una ricerca condivisa tra l'Università Orientale di Napoli, la Freie Universitat di Berlino e l'università di Oxford sta indagando i resti di una casa di gran lusso che dopo il terremoto del 62 d.C fu demolita e annessa alle Terme Stabiane. "Pompei scrigno di storia che affascina il mondo", applaude il ministro della cultura Dario Franceschini. Si tratta di un ritrovamento importante, spiega il direttore del Parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel, "che apre una finestra sugli ultimi anni di vita della città", quelli successivi al terremoto, appunto,"nei quali l'intera Pompei si era trasformata in un grande, pulsante, cantiere edilizio". In questa situazione cambia l'ecosistema della cittadina, sottolinea il direttore, con animali selvatici che trovano il loro spazio nei locali in lavorazione o in botteghe come questa, in pieno centro. La testuggine si era evidentemente introdotta nella taberna " e lì, in un angolo protetto, si era scavata una tana dove deporre il suo uovo", fa notare l'antropologa Valeria Amoretti, "cosa che non le è riuscita e che potrebbe averne causato la morte".
Le ricerche ora proseguiranno in laboratorio, ma intanto, con l'aiuto sul campo degli studenti dell'università napoletana, stanno tornando alla luce pavimenti e decorazioni della magnifica casa che in origine occupava quegli spazi. Una dimora di assoluto pregio, sottolineano Marco Giglio dell'Orientale e Monika Trumper dell'Università di Berlino, che tra saloni e cortili si estendeva per oltre 900 metri quadrati in un quartiere centralissimo della città. Con tappeti di mosaico che per la loro complessità e bellezza, fanno notare i professori, possono essere paragonati a quelli della Villa dei Misteri o della Casa di Cerere, resi preziosi da disegni raffinati e rari che in alcuni casi riproducono le meraviglie dell'architettura romana, come il lungo acquedotto apparso sul pavimento del tablinio. Una meraviglia che gli scavi di queste settimane hanno restituito anche attraverso frammenti di quello che fu: zoccoli in marmo policromo, una piccola, bellissima maschera in terracotta, persino una conchiglia dipinta che doveva fare bella mostra di sé da qualche parte. Delle pareti rimangono purtroppo solo due frammenti, piccoli ma di forte impatto, con elaborate e coloratissime pitture parietali in II stile, quello in voga nel I sec. a C. E non solo: in un altro angolo della bottega dove è stata trovata la tartaruga, là dove in origine doveva essere l'entrata della domus, gli archeologi hanno trovato una fossa votiva, in pratica una buca scavata in occasione della fondazione della casa, con resti di legni bruciati e offerte di buon auspicio per gli dei. Una pratica molto diffusa nel mondo romano, sottolinea Giglio, ma che a Pompei è stato possibile indagare poco. Tra i carboni c'era ancora l'olla spezzata che aveva contenuto le offerte insieme ad una piccola lucerna. E proprio da questa, che risale agli inizi del I secolo a.C., spiega Giglio, "è arrivata la prova che questa casa fu effettivamente costruita nella prima metà del primo secolo a. C.". Forse subito dopo l'80 a.C., aggiunge, quando dopo l'assedio di Silla la città subì l'onta della trasformazione in colonia romana. Resta il mistero su chi ne sia stato il ricco proprietario: forse un maggiorente romano, un alto ufficiale dell'esercito o magari un pompeiano che aveva fatto il tifo per Silla? Il professore non si sbilancia: "Di certo un personaggio eminente della vita pompeiana", risponde. "Di più ora non si può dire, speriamo nella prossima campagna di scavi, nel 2023, di capirne di più". Così come rimane da capire perché, 150 anni dopo la sua costruzione, questa splendida dimora sia stata rasa al suolo.
Anche in questo caso si può ragionare solo su ipotesi: forse il terremoto l'aveva danneggiata al punto da renderne poco conveniente la ristrutturazione; o forse, com'è documentato in altre situazioni a Pompei, la paura vissuta con terremoto ha convinto i proprietari a trasferirsi in una situazione ritenuta più sicura. Senza contare che la famiglia che l'aveva fondata poteva nel frattempo essere decaduta. Di certo al momento c'è solo che tutto quel fasto, complice i prezzi del mercato immobiliare crollati dopo il terremoto, passò nella proprietà dell'amministrazione cittadina che lo mise a disposizione delle terme sulle quali si decise di investire molto costruendo una nuova grande piscina dotata di acqua corrente, scenografici ninfei, ambienti per l'epoca modernissimi e super tecnologici. Monika Trumper, l'archeologa esperta di terme che guida il gruppo tedesco non ha dubbi: "Qui si costruiva senza sosta e si guardava con fiducia al futuro. Nessuno davvero aveva idea della catastrofe che di lì a poco sarebbe arrivata su Pompei".
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ridurre l’orario dell’illuminazione pubblica per contenere i costi: l’ha deciso la Giunta comunale, che punta a risparmiare, su base annua, circa 228.000 chilowattora, ossia 45mila euro, considerando 187 ore di maggior spegnimento per le 12mila fonti luminose presenti sul territorio comunale (5.000 led e 7.000 tradizionali). Tale risultato si otterrà spegnendo i lampioni un po’ prima al mattino, e accendendoli un po’ dopo la sera: precisamente, 40 minuti prima dell’alba e 25 minuti dopo il tramonto quand’è in vigore l’ora legale; 20 minuti prima al mattino e 15 minuti dopo la sera con l’ora solare.
I tecnici comunali stanno intervenendo sulle centraline che governano la rete dell’illuminazione pubblica comunale, in particolare sugli orologi astronomici o gli interruttori crepuscolari che determinano accensione e spegnimento. Tecnicamente, per citare la delibera, si parla di « modifica dei profili di accensione della pubblica illuminazione » finalizzata « alla riduzione dei consumi e dei costi di approvvigionamento energetico. »
I timer fin qui erano programmati per spegnere le luci 10 minuti prima dell’orario d’alba e accenderli 10 minuti dopo l’ora di tramonto, impostazioni appunto modificabili.
« Il nostro limite – spiega Marco Truzzi, assessore ai Servizi pubblici energetici – è che una direttiva regionale del 2015 prevede l’obbligo di almeno 4.000 ore annue di accensione, quindi al momento possiamo intervenire soltanto sulle ore eccedenti, che abbiamo stimato in circa 190 l'anno, considerato il tempo di funzionamento attuale. »
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cercarsi cameriere di sala e bartender. Il Matinée Cocktail bar di Maiori allarga la propria squadra. In vista della stagione estiva sono numerose le occasioni di lavoro in Costiera Amalfitana.
Figure professionali caratterizzate da flessibilità, capacità di lavorare in un team di esperti del settore e altre competenze relazionali per completare una squadra di grande successo. Oltre, naturalmente, a quelle del comparto, maturate nel corso degli anni. Il Matinée Cocktail bar di Maiori, attività sita sul Lungomare Gaetano Capone, ricerca collaboratori per ampliare il proprio organico e affacciarsi con rinnovato entusiasmo alla stagione estiva.
Quella di quest’anno, infatti, si preannuncia un’estate caldissima. Numeri alla mano, i dati del turismo sono ritornati al livelli prepandemici. E se la domanda è in aumento, le attività del territorio non vogliono assolutamente farsi trovare impreparate. Maiori, in particolare, ha già accolto un numero importante di turisti in occasione del Carnevale tenutosi a maggio, dimostrandosi già pronta a lavorare a pieno regime.
Il Matinée Cocktail bar, dicevamo, sta ampliando il proprio team di lavoro. Nello specifico, l’attività è alla ricerca di un cameriere di sala e un bartender. L’assunzione prevede, inoltre, la disponibilità di alloggio in loco. Gli assunti lavoreranno part-time: sarà necessario coprire unicamente il turno serale.
Per altre informazioni rivolgersi in loco e/o contattare Andrea Ferrigno o tramite contatto telefonico:3920082439 o, in alternativa, mezzo mail: andrea.ferrigno@hotmail.com
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Lutto nel mondo dello sport. Il 19enne Antonio Marino, medaglia di bronzo agli Europei under 21 di canoa polo disputati lo scorso settembre in Normandia, è morto a seguito di un incidente stradale avvenuto in viale Antonio Dohrn a Napoli. Il giovane è caduto dal motorino ed è morto dopo dieci giorni di coma indotto.
"Profondo cordoglio" viene espresso dal Circolo nautico Posillipo "a nome del presidente Filippo Parisio, del Consiglio direttivo, dello staff tecnico, dirigenziale e di tutti gli atleti". Il circolo rossoverde esprime vicinanza "alla famiglia di Antonio, ai suoi compagni di squadra e alla sua allenatrice Francesca Ciancio in questo terribile momento".
Anche la Federazione italiana Canoa Kayak ha espresso "cordoglio alla famiglia di Antonio Marino, canoista diciannovenne del Circolo Nautico Posillipo e atleta azzurro della nazionale Under 21 di canoa polo". Il presidente Luciano Buonfiglio dichiara: "E' scomparso un giovane e promettente atleta ma soprattutto un ragazzo che amava lo sport e la vita. Ci mancherà profondamente la sua vitalità ed il suo sorriso. Che possa arrivare alla famiglia e ai suoi cari tutto l’affetto del mondo canoa".
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un decreto che arriverà la prossima settimana (non prima) stabilirà i parametri per lo stato di emergenza idrica. Governo e Protezione civile sono al lavoro, il tema è oltremodo delicato, oltre che urgente, perché di mezzo ci sono indennizzi e razionamenti. I tempi a dire il vero sono fumosi: è stato affidato alle Regioni il compito di individuare i criteri da far pervenire alla Protezione civile che predisporrà il testo del Dpcm per poi trasmetterlo al Consiglio dei Ministri. Diversi attori, non sempre in sintonia. E tempi che inevitabilmente si allungano.
Nel Nord Italia la situazione è molto grave quasi ovunque, Liguria esclusa: secondo una prima analisi degli esperti, in attesa di stabilire i parametri con precisione, nell'area "rossa" dell’emergenza ci dovrebbero finire il Piemonte, la Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna, praticamente tutta la Pianura Padana. Ma al Centro in difficoltà ci sono anche le Marche e il Lazio. Sono queste le sei regioni più attenzionate.
Decreto siccità, stato di emergenza e calamità
In ogni caso lo stato di emergenza non servirà per interventi strutturali, bensì soprattutto per far avere i ristori alle aziende agricole che rischiano di perdere una parte cospicua del raccolto e per mettere a disposizione le risorse necessarie per far intervenire le autobotti laddove si dovessero seccare i rubinetti. "È stato riconosciuto che il Piemonte, che versa in condizioni difficili soprattutto dal punto di vista idropotabile, ha tutti i requisiti per poter ottenere lo stato di emergenza" ha detto il presidente Alberto Cirio. Nel Nord-Ovest gli invasi sono infatti ai minimi storici, con una riduzione fino al 50% della loro portata, mentre un livello così basso del Po non lo si vedeva da poco dopo la seconda guerra mondiale. Si susseguono i comuni che firmano ordinanze per ridurre gli sprechi d’acqua.
Cosa ci sarà in concreto nel Dpcm a cui i tecnici stanno lavorando in questi giorni? Si procede in due direzioni: da una parte si deve salvare il comparto agricolo. Lo "stato di eccezionale avversità atmosferica" (che prevede indennizzi) sarà proclamato se il danno provocato dalla siccità supererà il 30% della produzione lorda vendibile. Uno scenario purtroppo realistico. Dall'altra parte c'è il problema dell’approvvigionamento idrico in aziende e abitazioni. Con lo stato di emergenza la Protezione civile potrebbe emettere ordinanze per attingere dagli invasi delle società idroelettriche ma nessuno si sente ormai di escludere del tutto misure di razionamento dell’acqua ad uso domestico, perlomeno di quello ritenuto non essenziale. L'obiettivo dell'esecutivo è lavorare con gli strumenti a disposizione sul doppio binario dello stato di emergenza e di quello di calamità per affrontare la contingenza e arrivare alla migliore gestione possibile della risorsa acqua. Il ministro Stefano Patuanelli ha detto al Sole 24 Ore: "Stiamo lavorando a un coordinamento per agevolare l’adozione dello stato di emergenza, misura che va oltre l’agricoltura e coinvolge anche altre attività economiche oltre che la popolazione. Cosa diversa è invece lo stato di calamità che viene decretato in agricoltura e prevede forme di ristoro solo per le aziende che abbiano subito danni superiori al 30% del valore della produzione".
Per lo stato di emergenza il perno è la Protezione civile. "È un dato di fatto - continua Patuanelli - che al momento nessuna regione ha ancora formalizzato lo stato di emergenza. È necessaria, infatti, la formalizzazione di una richiesta motivata e la definizione puntuale delle attività da affidare alla Protezione civile, tutto questo è in atto. Ma detto questo non vedo contrapposizioni. Stiamo remando tutti nella stessa direzione. E comunque ritengo che tanto nella gestione dell’emergenza quanto dello stato di calamità sarà importante una sintesi e un coordinamento a livello centrale".
Comuni e Regioni si muovono per ora in ordine sparso con ordinanze per ridurre l’utilizzo di acqua per cose non indispensabili, come pulire la macchina, innaffiare le piante o riempire le piscine. Il sindaco di Livorno ha fissato una multa da 100 e 500 euro per chi venga sorpreso ad utilizzare l’acqua per fini che non siano quelli strettamente domestici. Il sindaco di Ronzo-Chienis, in Trentino, ha chiuso i rubinetti delle case dalle 23 alle 6 e probabilmente è questa la via che molti altri sindaci seguiranno a breve.
E poi ci sono le scintille tra le singole Regioni, non un gran bello spettacolo: il Piemonte ha chiesto più acqua alla Valle d’Aosta, il Veneto lo ha fatto con il Trentino, ma la richiesta è stata negata perché - sintetizziamo - a giugno i nevai sono già sciolti come ad agosto. Il presidente della Basilicata Vito Bardi ha annunciato di essere pronto a firmare un provvedimento per dare l’acqua alle imprese lucane prima che a quelle di altre regioni, come ad esempio la vicina Puglia. "Sicuramente per ora abbiamo gestito nel migliore modo possibile la situazione senza eccessivi danni, è chiaro che rischia di precipitare" se non arriverà la pioggia. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. La siccità è "di una gravità che in Lombardia non si era mai verificata". "Per l'uso civile la situazione è abbastanza sotto controllo, ma ogni giorno che passa peggiora, ci sono maggiori problemi per l'irrigazione, stiamo cercando di concordare da mesi il momento della semina con gli agricoltori per rilasciare l'acqua dai laghi nel momento in cui hanno bisogno, abbiamo sottoscritto accordi con i gestori di bacini idroelettrici per avere un maggiore rilascio di acqua. Per il lago Maggiore dobbiamo parlare con la Svizzera" ha aggiunto.
La lunga estate senz'acqua è solo all'inizio. Si segnalano le prime denunce per furti d'acqua: un agricoltore pavese di 43 anni avrebbe sottratto acqua da un canale di irrigazione per garantire maggiore portata alla sua azienda.
La mappa dettagliata della siccità
Dal Nord Italia la crisi idrica sta ampliandosi giorno dopo giorno al Centro Italia, dove l’epicentro sta caratterizzandosi nel Lazio: grave è la situazione nel territorio dei Castelli Romani, dove i due laghi vulcanici, non avendo immissari naturali, dipendono principalmente dagli apporti pluviali, calati localmente di oltre il 75%, segnando il dato peggiore da inizio secolo. Proprio nel territorio dei Colli Albani, alimentato dagli acquedotti Simbrivio e Doganella, circa 180000 persone rischiano turnazioni idriche. Per quanto riguarda l’acqua potabile, al momento le turnazioni riguardano 22 comuni in provincia di Frosinone, mentre altri 18 hanno avuto un abbassamento della pressione, interessando complessivamente 21.000 persone; si prevede che nel Viterbese, prossimamente, saranno 14 comuni e 60.000 abitanti ad avere problemi di approvvigionamento potabile, così come potrebbero essere 70.000 in provincia di Rieti (oggi ne sono toccate circa 10.000 persone). In linea con questo trend negativo è anche la provincia di Roma, dove attualmente la pressione idrica è stata ridotta nelle condutture di 5 comuni. Sulla regione ed in generale lungo la fascia tirrenica centro—settentrionale, l’indice SPI (Standardized Precipitation Index) fotografa una situazione peggiore di quella del siccitosissimo 2017, impattando negativamente anche sulle disponibilità d’acqua in falda. Continuano a calare vistosamente anche fiumi e bacini laziali: l’Aniene ha portata dimezzata, il Tevere è ai livelli minimi in anni recenti, il Sacco è sempre più a secco; il livello del lago di Nemi precipita a -1,88 metri (l’anno scorso era a +1,6 metri) ed anche il lago di Bracciano registra un’ulteriore decrescita. Marcato è il calo di precipitazioni sul Lazio: il record negativo è di Ladispoli (solo 83 mm caduti dall’inizio del 2022, quando la media si aggira su mm. 300), ma anche a Roma si registrano cali del 63%, che sfiorano il 100% a Maggio sull’Agro Pontino.
I grandi bacini del Nord sono ai livelli minimi: i laghi di Como (13,5% di riempimento) e d’Iseo sono ormai vicini al record negativo, già più volte superato invece dal lago Maggiore oggi riempito al 20%. L’anno scorso, già caratterizzato al Nord da una sempre più ricorrente siccità, i bacini settentrionali erano in questo periodo ancora oltre il 90% del riempimento e la neve sui monti era abbondante ben oltre la media. Il fiume Po continua a registrare una magra epocale lungo tutto il corso: al rilevamento finale di Pontelagoscuro, la portata si è dimezzata in 2 settimane, scendendo a poco più di 170 metri cubi al secondo, quando la soglia critica per la risalita del cuneo salino è fissata a mc/s 450. In Piemonte, ad eccezione della Stura di Lanzo, decrescono tutti fiumi ed il Tanaro è al 30% della portata di 12 mesi fa. In Valle d’Aosta, la Dora Baltea si attesta sui valori minimi in anni recenti ed è ormai siccità estrema nelle zone centro-orientali della regione. In Lombardia, le portate del fiume Adda, nel cui bacino idrografico le precipitazioni sono state finora di 270 millimetri contro una media di mm. 460, sono inferiori del 67% al consueto così come sono -54% sul Brembo, -63% sul Serio , -64% sull’Oglio; sciolta in anticipo tutta la neve in montagna, la riserva idrica regionale è il 60% della media. Non va meglio a Nord-Est dove, in Veneto, il fiume Adige ha un’altezza idrometrica, inferiore di 2 metri e mezzo rispetto all’anno passato (!!) e di circa 20 centimetri rispetto all’ “annus horribilis” 2017; anche la Livenza è a -2 metri rispetto al livello 2021. In Friuli, i serbatoi nei bacini della Livenza e del Tagliamento mantengono valori prossimi od inferiori ai minimi storici del periodo.
Temperature anomale (+2 gradi sulla media del mese) fanno del mese di maggio 2022, il più caldo dall’800 nell’Italia centrale, con siccità estrema nei territori di Alto Tevere, Basso Tevere e Costa Tirrenica; il versante orientale degli Appennini, già in grave sofferenza idrica nel 2021, torna a mostrare sintomi di crisi. In Toscana, il livello nel bacino di Massaciuccoli (il lago di Puccini) cala di 4 millimetri al giorno ed è a soli 2 centimetri dal minimo storico (-13,1), mentre al confine tra Umbria e Toscana, il lago di Chiusi ha una quota idrometrica inferiore a quella (m. 248,5 s.l.m.), per cui è prevista la sospensione dei prelievi. Continuano a ridursi le portate dei fiumi Arno (ad Empoli mc/s 7,38) e Serchio, mentre nell’Ombrone scorrono appena malapena 640 litri d’acqua al secondo. Desta infine grande preoccupazione, la scarsità d’acqua nella falda costiera livornese, oggi al di sotto dei minimi storici. Nelle Marche, dove il deficit pluviometrico a Maggio ha raggiunto il 40%, i fiumi registrano cali, che li portano a valori simili, se non inferiori (Esino e Sentino, ad esempio) a quelli dell’anno scorso. Le dighe trattengono 47 milioni di metri cubi, volume sicuramente superiore al 2021, ma inferiore al triennio precedente. In Umbria, la portata del fiume Tevere è ben al di sotto della media storica, garantendo solo il deflusso minimo vitale così come il Chiascio e il Chiani, mentre è praticamente azzerata è la portata del Paglia.
Il deficit pluviometrico di maggio in Abruzzo arriva a toccare il 100% in diverse stazioni di rilevamento; da inizio anno, i record negativi si registrano nella Marsica, al confine con il Lazio: l’acqua caduta è stata tra i 280 ed i 350 millimetri in meno. In Campania calano i livelli idrometrici dei fiumi Volturno e Sele, ma soprattutto Garigliano, così come sono in discesa i volumi trattenuti nei bacini del Cilento, permanendo così il rischio di siccità. In Basilicata, questa settimana, dai bacini sono stati distribuiti 11 milioni di metri cubi d’acqua (12 mesi fa furono 8 milioni e mezzo). Infine, in Calabria, è in media con gli anni scorsi, la quantità di risorsa idrica, stoccata nell’invaso della diga di monte Marello, mentre il bacino Sant’Anna ad Isola Capo Rizzuto registra la peggiore performance degli ultimi 7 anni.
Non resta che pregare?
Dopo la preghiera per la pioggia dell’arcivescovo di Milano, ieri anche l'Ucoii invitava i musulmani a pregare affinché piova in abbondanza sull'Italia ormai a secco. Un po' di acqua dal cielo è effettivamente in arrivo. Per oggi, venerdì 24 giugno, è allerta meteo gialla in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e settori di Piemonte e Trentino Alto Adige.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Salgono ancora l'incidenza e l'indice di trasmissibilità Rt, che torna sopra la soglia epidemica dopo due mesi e mezzo in cui si era mmantenuto sotto l'1. Non accadeva infatti dal 18 aprile.
Nel periodo 1 giugno - 14 giugno, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,07 (range 0,76-1,48), in aumento rispetto alla settimana precedente, quando era pari a 0,83.
Cresce anche l'incidenza settimanale a livello nazionale, che registra un +62%: 504 ogni 100.000 abitanti (17/06/2022 -23/06/2022) contro 310 ogni 100.000 abitanti (10/06/2022 -16/06/2022). Lo evidenzia il monitoraggio settimanale Iss-ministero della salute sull'andamento dell'epidemia di Covid-19.
Aumentano i ricoveri per Covid-19, sia nei reparti ordinari sia in terapia intensiva. Il tasso di occupazione in terapia intensiva sale al 2,2% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 23 giugno) rispetto all'1,9% della settimana precedente (rilevazione giornaliera Ministero al 16 giugno).
Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 7,9% (rilevazione giornaliera al 23 giugno) rispetto al 6,7% della scorsa settimana (rilevazione giornaliera al 16 giugno). Lo evidenzia il monitoraggio settimanale Iss-ministero della salute sull'andamento dell'epidemia di Covid-19.
Sempre in base al report, nessuna Regione e Provincia autonoma (Pa) è classificata a rischio basso questa settimana. Dodici Regioni/Pa sono classificate a rischio moderato, mentre 9 Regioni/PA sono classificate a rischio alto per la presenza di molteplici allerte di resilienza; 2 di queste sono ad alta probabilità di progressione.
Nel dettaglio, l'incidenza dei casi di Covid sale sopra 500 per 100mila abitanti in 8 Regioni: Abruzzo (533,1), Emilia Romagna (512,0), Friuli Venezia Giulia (552,4), Lazio (672,7), Sardegna (680,7), Sicilia (563,2), Umbria (560,9) e Veneto (623,0). Il valore più alto è dunque quello della Sardegna. Rispetto all'occupazione dei reparti ordinari ospedalieri, questa settimana due Regioni superano la soglia di allerta fissata al 15% per l'occupazione di posti letto da parte di pazienti Covid: la Sicilia (al 17,6%) e l'Umbria (al 17,7%). Emerge dalla scheda sugli indicatori decisionali allegata al monitoraggio settimanale, che l'ANSA ha visionato.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È di un morto e sei feriti il bilancio di un incidente avvenuto la scorsa notte, intorno alle 4, sull'autostrada A1 Milano-Napoli nel tratto tra Modena Sud e Valsamoggia, poi chiuso in entrambe le direzioni. Coinvolti, al chilometro 183, un'auto e due mezzi pesanti.
Nello scontro, a una prima ricostruzione, uno dei camion si è ribaltato perdendo parte del suo carico - candeggina - e innescando un principio d'incendio spento da squadre dei vigili del fuoco di Bologna e Modena. La vittima è il conducente di uno dei mezzi pesanti mentre i feriti erano negli altri due veicoli. Oltre ai pompieri sono intervenuti i soccorsi, sanitari e meccanici, la Polizia stradale e il personale della direzione 3ø tronco di Bologna di Autostrade per l'Italia.
L'ondata di calore peggiora la situazione del traffico in A1. Autostrade per l'Italia informa che risulta riaperto il tratto in direzione Milano, mentre quello verso Bologna è ancora chiuso e sta determinando code anche di dieci chilometri. Ai viaggiatori incolonnati si stanno distribuendo bottigliette d'acqua.
A causa del danneggiamento delle barriere centrali il traffico in direzione Milano circola comunque su tre delle quattro corsie disponibili e si registrano tre chilometri di coda. Sono invece ancora in corso le operazioni di recupero dei mezzi pesanti e il ripristino della viabilità nel tratto in direzione Bologna - nell'impatto dei veicoli è stato disperso un carico di candeggina - dove ci sono code di nove chilometri in corrispondenza dell'uscita di Modena Nord e di dieci chilometri in corrispondenza dell'uscita di Modena Sud. Autostrade invita a chi viaggia verso Bologna di percorrere strade alternative.
A CURA DI MICHELE PAPPACODA Nord: Nuvolosità in aumento, specie dal pomeriggio, con temporali talvolta intensi su Alpi e Prealpi, in propagazione alle medie e alte pianure. Temperature stabili, massime tra 31 e 36. Centro: Più nubi sulla Sardegna con qualche debole pioggia sulla zona settentrionale, rovesci pomeridiani sull'Appennino, meglio altrove. Temperature stabili o in lieve calo, massime tra 33 e 37. Sud: Cieli sereni o poco nuvolosi ovunque. Qualche cumulo pomeridiano in Appennino. Temperature in lieve calo, massime tra 34 e 39.