Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTA NAPOLI, 19 GIU - Resta ricoverata in gravi condizioni, in pericolo di vita, nel reparto di Terapia intensiva dell'Ospedale del mare di Napoli, la donna di 76 anni rimasta ferita a Somma Vesuviana dopo una colluttazione con un uomo di 36 anni entrato di notte nella sua abitazione e successivamente bloccato dai Carabinieri contro i quali si è scagliato, ferendoli. ANSA
INSERITO DA MORENA MOTTA Una donna di 38 anni, Donatella Miccoli, è stata uccisa con una coltellata da suo marito che, dopo alcune ore, è stato trovato morto. L'omicidio è avvenuto la scorsa notte nella loro abitazione a Novoli (Lecce), poco prima delle 2. In casa non c'erano i loro figli che sarebbero stati portati dal marito a casa della nonna.
INSERITO DA MORENA MOTTA Inseguimento per le vie della Capitale tra una Bmw e auto della polizia e dei carabinieri. Per fermare il fuggitivo, un 39enne albanese che aveva forzato un posto di blocco vicino al Vaticano, è stato sparato anche un colpo in direzione delle ruote dell'auto. L'uomo si è comunque dato alla fuga ed è stato fermato dopo un breve inseguimento dalla polizia che per bloccarlo ha usato il taser. L'auto ha proseguito la sua corsa in direzione di via Gregrorio VII dove è stato intercettato da una auto della polizia. L'uomo però ha proseguito nella sua corsa. Nel corso della sua fuga avrebbe lanciato dal finestrino un portafogli e un orologio. Per bloccarlo, un un mezzo del polizia si è posto di traverso sulla strada ed è stata centrata dalla Bmw del fuggitivo che è rimasto chiuso nell'auto tanto che per estrarlo dalla macchina è stato necessario rompere un vetro del finestrino. Dopo averlo fermato, anche grazie all'utilizzo del teser, il 39enne è stato portato in ospedale così come due agenti rimasti feriti nel rocambolesco inseguimento. ANSA
INSERITO DA MORENA MOTTA All'interno del salone degli affreschi di Palazzo Mezzacapo i due giovani hanno festeggiato con amici e parenti: il matrimonio sarà a settembre In un caldo e ventilato sabato di metà giugno, Marco Cestaro con la fidanzata Marina Rumolo, si sono recati nel Salone degli affreschi di Palazzo Mezzacapo a Maiori per sugellare la loro promessa di matrimonio. La loro storia d'amore è iniziata più di 10 anni fa quando, giovanissimi, si sono riconosciuti come anime affini. Momenti di grande euforia all'uscita dello storico portone, con amici e parenti che hanno applaudito la giovane coppia, visibilmente emozionata, per poi brindare tutti insieme sotto il meraviglioso pergolato di limoni del Reginna Palace Hotel. Il matrimonio si terrà il 26 settembre nella Collegiata dedicata a Santa Maria a Mare, sempre a Maiori.
INSERITO DA MORENA MOTTA Alla guida di una sede Google in Spagna partendo da... Vimercate. Questa la bella storia di successo che ha per protagonista Danilo Colnaghi, classe 1981. Il vimercatese ora lavora e vive in Spagna in una delle sedi di Google e da pochi giorni ha portato a compimento l’apertura di un importante sede a Barcellona, dove avrà il ruolo di responsabile. La storia di successo di Danilo Da «Pierino» a manager Google Una carriera scolastica tra alti e bassi a causa di un carattere esuberante, un po’ da «Pierino». Poi la svolta nel 2005, dopo poco aver conseguito la laurea in Commercio Estero all’Università Bocconi di Milano. A quel punto un bivio e una scelta da compire per svolgere un primo stage: Decathlon o l’Óreal. «Da una parte Decathlon rappresentava il mondo dello sport, parte fondamentale della mia vita” - ha spiegato Danilo - E dall’altra l’Óreal, un enorme brand, per questo fu una scelta difficile a quel tempo». Danilo scelse l’Óreal. «Adoravo andare in giro per l’Italia - ha continuato - Vedevo tantissimi posti nuovi, conoscevo persone diverse». Nel 2007 poi, lo spostamento in Henkel ricoprendo vari ruoli: venditore, area manager, national account manager e mantenendo sempre l’amore per viaggiare, ma questa volta per tutta Italia. «L’esperienza con Henkel è stata una grande scuola di vita», ha continuato Poco dopo, Danilo si è trasferito in Salento. E proprio da qui si sono aperte le porte per l’estero, con lavori con Groupon e Google. «Sono stati proprio Groupon e Google che mi hanno fatto spiccare definitivamente il volo - ha raccontato ancora dalla Spagna - Questa volta però, viaggiavo per l’Europa, l’America e l’Asia, dove ho potuto incontrare persone incredibili che in questi 10 anni sono diventati amici e confidenti stretti». Google, è rimasta l’azienda che ha permesso a Danilo di essere sé stesso, ed è questo che secondo lui è fondamentale per dare il massimo nel lavoro senza finzioni, falsi atteggiamenti o ipocrisie. «Oggi, gestisco l’ufficio Google Barcellona che abbiamo aperto da poco - ha spiegato - Mi occupo di strategia ed operazioni in uno dei canali di business di Google per una parte di Europa». Un cammino intenso e molto evolutivo Il cammino non è stato semplice, anzi è stato faticoso, intenso, ma molto evolutivo. «Ho seguito veramente ciò che ho sempre sentito fino in fondo - ha concluso il 41enne vimercatese - La voglia di viaggiare, scoprire, vivere differenti vite in una sola: tutto ciò mi ha portato un’enorme ricchezza di esperienze che mi hanno fatto crescere sia come persone sia professionalmente. Dall’altro però ho dovuto accettare i sacrifici, come la mia famiglia e gli affetti più importanti, ma questo mi ha anche insegnato ad apprezzare molto di più i piccoli momenti e ciò che prima davo per scontato- Vimercate però è la mia terra, sono fiero delle mie origini. Qui abitano ancora i miei genitori a cui sarò eternamente grato per i valori che mi hanno insegnato e per avermi sempre supportato. Oltre alle mie cugine e ai miei amici, che nonostante non vedo quasi mai, rimangono come se non fossi mai andato via. Chissà, magari un giorno tornerò19». PRIMA MONZA
INSERITO DA MORENA MOTTA Attacco ad una colonia felina comunale in via Tommaseo: un micio ucciso, un altro ferito e uno scomparso. Un gatto ucciso, uno ferito e un’altra che non si vede da giorni e per la quale si teme il peggio. C’è in giro qualcuno che spara ai mici e, purtroppo, li ammazza. C’è in giro qualcuno che ammazza i gatti con un'arma ad aria compressa E’ accaduto nei giorni scorsi nella zona di via Tommaseo, a Moriano, a ridosso della Bananina. A finire letteralmente nel mirino di un fucile o di una pistola ad aria compressa sono stati i felini di una colonia regolarmente registrata ad Ats, e di fatto di proprietà del Comune come prevede la normativa, ospitata all’interno del cortile di un’azienda. A prendersene cura è Antonella, gattara e volontaria dell’associazione «Amico gatto», che da anni opera in collaborazione con l’Amministrazione comunale. «A distanza di giorni siamo ancora sconvolti e non riusciamo a darci una spiegazione per quanto accaduto - ha raccontato - Alcuni giorni fa recandomi sul posto come faccio due volte al giorno per dare da mangiare e accudire i gatti della colonia, ho notato che Jerry, il micio storico del gruppo e anche quello più “domestico”, rintanato nella cuccia. Un comportamento insolito. Mi sono avvicinata e ho visto che era molto sofferente» La volontaria si è anche accorta di alcuni segni sul corpo. Lo ha quindi preso e subito portato dal veterinario. E’ bastata una radiografia per scoprire che Jerry aveva in corpo, all’altezza del petto, un piccolo proiettile e altri piombini nelle zampe. Chi ha sparato, quindi, lo ha fatto più volte e con il preciso intento di uccidere. Il medico ha tentato di tutto per salvarlo ma dopo cinque giorni di agonia il gatto è morto. Nel frattempo Antonella è riuscita ad avvicinare altri componenti della colonia scoprendo che un altro micio, Tommy, presentava uno strano segno in testa, tra i peli, conseguenza probabilmente di un colpo di striscio: mentre la micia Mammina sembrava avere una ferita al collo. «Brioche invece non si vede ormai da giorni - ha aggiunto la volontaria - Speriamo che anche a lei non sia accaduto il peggio». La volontaria ha fatto denuncia Antonella ha subito presentato denuncia ai carabinieri, ma non si dà pace di quanto accaduto. Anche perché non si spiega come l’autore del terribile gesto abbia avuto accesso al cortile dell’azienda. Dalla strada, infatti, la zona in cui i gatti sono ricoverati, non è visibile. «E’ incredibile e inaudito che nel 2022 succedano questi gravi fatti - ha scritto in un volantino che è stato affisso su alcuni pali e distribuito per mettere in guardia i possessori di gatti e in generale di animali domestici - Speriamo solo di rendere giustizia al nostro Jerry, un gatto buono, coccolone e dolcissimo. Se avete animali in giardino vi consigliamo di stare molto attenti perché solo individui non sani di mente possono aver fatto una cosa simile». PRIMA MONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un uomo in evidente stato di alterazione psicofisica urla improperi nei confronti di un cittadino residente in Corso Reginna Un sabato decisamente alternativo, quello iniziato fin dalle prime ore del mattino per i cittadini residenti in Corso Reginna a Maiori. Un uomo, poco dopo le 4:00, ha iniziato ad urlare frasi sconnesse e minacce di morte nei confronti di un cittadino residente. Inutili i tentativi da parte delle persone di calmarlo, qualcuno offrendogli anche un caffè nel vicino bar. Verso le 7:00 si è reso necessario l'intervento delle forze dell'ordine in quanto l'uomo, in evidente stato di alterazione psicofisica, sembrava irremovibile continuando ad urlare minacce di morte. Prontamente intervenuti, gli uomini dell'Arma, coadiuvati dai soccorritori della Croce Rossa, hanno dapprima tranquillizzato l'uomo, facendolo accomodare su una sedia e poi convinto a raggiungere con loro la locale caserma, in attesa di alcuni parenti. L'uomo, non avrebbe danneggiato cose o persone. IL VESCOVADO
INSERITO DA MORENA MOTTA Il tragico ritrovamento è avvenuto nel tardo pomeriggio di giovedì 16 giugno nella centralissima via Casati, ad Arcore Tragico ritrovamento quello avvenuto nel tardo pomeriggio di giovedì scorso 16 giugno ad Arcore. Poco prima delle 19, nella centralissima via Casati, è stato ritrovato privo di vita il corpo di un giovane trentenne che si trovava all'interno di un appartamento. Sul luogo del ritrovamento ambulanza, automedica, pompieri e carabinieri Nel luogo dove si è consumato il dramma sono arrivati i sanitari del 118 con una ambulanza e una automedica, i vigili del Fuoco che hanno sfondato la porta di ingresso dell'abitazione dove si trovava il giovane e i carabinieri della stazione di Arcore, intervenuti per fare luce sulla dinamica. Forze dell'ordine e sanitari del 118 messi in allerta dai parenti del trentenne, preoccupati per le sorti dell'arcorese. Le indagini dei carabinieri I sanitari, una volta entrati nell'abitazione dove si trovava il trentenne, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane. Le forze dell'ordine hanno subito dato il via alle indagini per capire i contorni della vicenda. Dagli accertamenti effettuati dai carabinieri è emerso che si è trattato con tutta probabilità di un gesto estremo del giovane. PRIMA MONZA
INSERITO DA MORENA MOTTA Concluse le sedute di commissione Urbanistica sui dettagli del progetto, la riqualificazione sarà per lotti. Prime opere già nel 2023 con completamento di buona parte del comparto in cinque anni: si comincia con l’area commerciale e il supermercato sulla Comasina, poi riqualificazione del fronte su via Umberto I. Sono a grandi linee le prima tappe del piano di recupero della ex area Snia emerse durante la commissione Urbanistica di giovedì sera, l’ultima delle sette in programma nell’ultimo mese per illustrare i vari aspetti del progetto di riqualificazione. Ora la convenzione Il sito industriale dismesso sarà suddiviso in ambiti, ognuno avrà il suo piano attuativo e i lavori di rigenerazione partiranno appena conclusa la bonifica del singolo lotto, le opere di interesse pubblico e privato andranno di pari passo. Ora Amministrazione comunale e privato dovranno approntare la convenzione «madre» e poi man mano quelle relative ai singoli ambiti. Il masterplan del progetto verrà quindi approvato in Consiglio comunale nelle prossime settimane. Il progetto Il progetto presentato dalla proprietà per riqualificare i circa 350mila metri quadrati dell’ex sito industriale prevede l’abbattimento di buona parte dei fabbricati dismessi per creare tre comparti: un polo commerciale nella zona che affaccia sulla Comasina, residenziale nell’area centrale e a ovest, produttivo-artigianale a sud, vicino alla futura vasca di laminazione. Il progetto è frutto della collaborazione tra l’Amministrazione comunale e proprietari del sito industriale industriale chiuso nel 2003. Si stima una riduzione del 50 per cento dell’attuale edificato in favore di aree verdi, sono previsti 875 nuovi residenti e 1.562 posti di lavoro tra polo artigianale-produttivo e commerciale. I dubbi dell’opposizione Sandro Vitiello di Siamo Varedo (unico esponente di opposizione presente) ha contestato l’idea di procedere con la riqualificazione per lotti: «La suddivisione del comparto in più ambiti per la riqualificazione non consentirà uno sviluppo unitario, si rinuncia così a una regia progettuale e si sminuisce il ruolo dell’Amministrazione pubblica». Nel suo lungo intervento, il consigliere ha elencato una serie di criticità del progetto: «Il quartiere è privo di servizi essenziali, non ci sono spazi di ritrovo, sembra una zona dormitorio, l’area residenziale avrà edifici fino a nove piani vicino all’area della logistica, operativa 24 ore su 24, e non vediamo interventi mitigatori per l’impatto acustico. Housing sociale e studentato sono citati ma on ben definiti nel progetto. I tre blocchi di palazzine sono privi di verde, il parco lungo il Seveso non è sufficiente, servono un’idea di forestazione urbana e aree di drenaggio sostenibile». Vitiello ha chiesto di convocare nuove commissioni per discutere i singoli contenuti del progetto di rigenerazione, con la presenza degli enti superiori preposti al controllo nei vari ambiti di competenza affinché abbiano un «ruolo propositivo e possano dare un ulteriore riscontro» a quanto illustrato finora dai tecnici incaricati dalle società proprietarie dell’area. La replica dell’Amministrazione La proposta di Vitiello di convocare altre commissioni è stata rispedita al mittente dal sindaco Filippo Vergani e dal vicesindaco «Percepisco quando l’opposizione vuole tirare in là ma noi non permetteremo. Abbiamo fatto un percorso lungo, gli enti non vengono in commissione ma parlano attraverso gli attirare - ha tagliato corto il vicesindaco - Le commissioni con oggi sono terminate, ci sarà solo quella per la convenzione quadro, che ora si inizierà ad approntare con l’aiuto di un legale e si porta il Consiglio comunale il masterplan per l’approvazione, poi procederemo con il primo piano attuativo». Figini ha quindi puntualizzato che quanto approvato in Consiglio il 6 agosto dell’anno scorso è una prima ipotesi di applicazione delle linee guida di rigenerazione urbana e rifunzionalizzazione dell’area: «Non è un atto vincolante ma siamo stati la prima Amministrazione a presentare un masterplan preciso». Pienamente soddisfatto del lavoro svolto finora, il sindaco Filippo Vergani: «Varedo subisce l’area Snia da decenni, finalmente siamo arrivati ad avere un unico interlocutore. Questo grande progetto ha portato a un grande risultato anche a livello elettorale, è sei anni che ci lavoriamo, abbiamo avuto tanti incontri con enti e professionisti, ora nessuno ci fermerà, dobbiamo risolvere il problema della Snia». Vitiello chiede la bonifica dell’intero sito, poi i lavori: «Preoccupati che poi l’intervento di recupero si fermi» Tra gli aspetti del piano di riqualificazione che maggiormente preoccupano l’opposizione spiccano le bonifiche. Per decontaminare il sito servono circa 7 milioni: si tratta principalmente di inquinamento da metalli pesanti e sono in corso i lavori per la rimozione dell’amianto nella zona dove sorgerà il polo della logistica. Già eliminato invece l’amianto dal tetto del capannone che era bruciato a settembre dell’anno scorso. «Ci sono carenze informative e chiediamo un incontro in commissione con i tecnici preposti al controllo – ha proposto Sandro Vitiello di SiAmo Varedo - Siete d’accordo a iniziare a costruire dopo che tutta l’area sarà bonificata?» Il geometra incaricato dalla società, presente in commissione, ha sottolineato che è impossibile fare prima tutta la bonifica dell’area e poi attuare l’intervento edilizio, poiché i costi della prima si sostengono proprio con la realizzazione delle opere. Anche il professionista che in commissione ha relazionato sullo stato di attività delle bonifiche ha specificato che il sito è di interesse regionale, quindi sindaco e funzionari del Comune non hanno l’autorità per emettere atti in questo ambito. Poi ha ricordato che le attività si svolgono sotto il controllo di vai enti oltre alla Regione, come Arpa, Ats, provincia di Monza e Brianza, Città metropolitana di Milano (perché l’area confina con Paderno) e anche i comuni esprimono un parere (oltre a Varedo e Paderno, anche Limbiate). Il vicesindaco Fabrizio Figini ha ribadito quanto previsto dalla norma e che per procedere con i lavori ci si atterrà ai pareri degli enti superiori: «Fino quando non ci sarà un certificato di corretta bonifica la concessione edilizia non si può dare». Vitiello ha ribadito le sue perplessità: «La mia preoccupazione è che dopo la terza o la quarta bonifica si fermi l’intervento di recupero dell’area, per i più svariati motivi». Definitiva la posizione di Figini: «Le bonifiche iniziano pezzo per pezzo, anche noi vogliamo tutto ma procedendo per parti, attualmente la bonifica dall’amianto si sta completando per tutta l’area. La regia è unica, ci sono diverse società che fanno capo ad un unico rappresentate che è il nostro interlocutore». A breve Regione Lombardia dovrà esprimersi sulla compatibilità progettuale di due opere che riguardano anche il comparto della ex area Snia: l’ampliamento della metrotranvia fino alla zona della stazione e il progetto di Ferrovie Nord per la realizzazione del terzo binario dalla stazione di Varedo. Quanto al piano di riqualificazione del sito dismesso, si porterà in Consiglio comunale per l’approvazione un masterplan con tutti i contenuti relativi allo sviluppo dell’area, oltre alla convenzione quadro che definirà gli interessi pubblici, con tempi e fasi di attuazione e relativi ambiti ben identificati. Ogni ambito sarà disciplinato da specifiche convenzioni che entreranno nel merito delle fasi attuative. PRIMAMONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Va in pensione il medico di famiglia e circa 7mila persone rischiano di essere assistite da un solo collega. È quanto potrebbe accadere nelle prossime settimane ai residenti della zona dei quartieri San Leonardo e Fuorni a Salerno, se non ci sarà un nuovo camice bianco a subentrare a Giorgio De Sanctis che, dopo decenni di onorato servizio, va in pensione. A segnalare il disagio per un’area della città che ancora oggi è in espansione urbanistica, è il consigliere comunale Dante Santoro. «Occorre risolvere subito il disagio che crea danno a migliaia di cittadini - afferma Santoro - Ho scritto anche al direttore dell’Asl Salerno per chiedere con urgenza che i residenti della zona possano continuare ad avere un medico di famiglia». Salvatore De Napoli LA CITTA