Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le scosse di terremoto, avvertite ad Anagni come nel resto dell’Italia Centrale, erano state anticipate dall’irrequieto abbaiare di cani.
In particolare un apprezzato sottufficiale dei Carabinieri della città dei papi, oltretutto buon cinofilo, nell’effettuare un servizio poco prima della mezzanotte aveva notato l’abbaiare insolito ed insistente dei cani della zona. Aveva confidato la cosa al suo collega, parlandone con le persone vicine.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sul posto ad estrarre l’automobilista ferito dalle lamiere contorte della vettura i Vigili del Fuoco. I medici dell’ambulanza del 118 hanno prestato le prime cure all’uomo e lo hanno trasportato presso l’ospedale Fabrizio Spaziani in codice rosso; le sue condizioni sarebbero serie ma non tali da pregiudicarne la vita.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA GUARDA Date e linee - La Brianza in tram celebra i suoi anniversari tondi: 130 anni fa l’inagurazione della tratta Seregno-Carate Brianza sulla Milano-Desio-Seregno, dieci anni prima era toccato alla Milano-Monza. Da strumento della modernità all’inizio secolo a “ferrovecchio” negli anni Cinquanta: ma ora il tram rinasce. Sono passati 130 anni dall’inaugurazione della tratta Seregno-Carate Brianza. I tram a vapore cominciarono a circolare sul prolungamento della linea Milano-Desio-Seregno l’8 agosto 1886 (o una settimana prima, secondo altre testimonianze), coprendo un tracciato di quasi 3,6 chilometri nel cuore della Brianza. Se di anniversari bisogna parlare, tuttavia, non si può omettere quello della regina delle tratte: la Milano-Monza, aperta l’8 luglio del 1876. Originariamente a trazione ippica, fu la prima linea tranviaria milanese in assoluto (tra le mura della città meneghina circolavano solamente omnibus).
Sono sono trascorsi ben 130 anni dal primo viaggio, i ricordi non sono completamente sbiaditi. Perché le ultime corse tra Desio e Carate sono datate 25 aprile 1982, mentre correva l’anno 2011 quando i tram furono messi definitivamente in pensione sull’intera tratta, dopo una graduale contrazione chilometrica tra i capolinea.
Eppure a guardare gli scatti delle prime locomotive, dei binari che rasentavano le abitazioni, della folla scura di pendolari diretti a Milano per una giornata di lavoro, si coglie uno spaccato di vita d’altri tempi. Tempi che hanno segnato la storia del territorio, che hanno plasmato il tessuto urbano, che hanno lasciato segni indelebili sebbene apparentemente invisibili.
Verso Carate - «Il 28 novembre 1878, fu la società inglese “The tramways & general works company” a ottenere dalla Deputazione provinciale di Milano la concessione per la costruzione di una tranvia che, su progetto dell’ingegnere Berani, collegasse Milano a Giussano passando per Desio e Seregno, lungo la strada Valassina. Fu inaugurata nel 1881» ha raccontato Mauro Anzani, appassionato di storia dei tram e membro dell’associazione “Utenti del trasporto pubblico”.
Nel 1886 venne inaugurata la diramazione Seregno-Carate, a cui fu associata anche la costruzione di 2 raccordi merci con le stazioni di Desio e di Seregno: «Assieme a quello di Milano, questi testimoniano l’importanza che il trasporto merci avesse per le tranvie a vapore» ha spiegato Anzani. Perché «il valore delle nuove linee interurbane fu certamente quello di collegare paesi fino a quel momento completamente sguarniti di mezzi di trasporto pubblico. Un legame essenziale non solo per la mobilità dei passeggeri, ma anche per lo scambio di merci. I commercianti erano i maggiori sostenitori delle tranvie. Il peso economico del traffico di prodotti era talmente importante che, con l’avvento dei camion, furono solo le linee molto frequentate dai passeggeri a resistere».
Un’immagine storica del tram a Monza, di passaggio sotto l’arengario
(Foto by Redazione online)
I cambi di gestione - La Milano-Carate / Giussano ebbe una vita ricca di avvicendamenti. Nel 1889 subentrò alla società inglese la “The lombardy road raylways Co. Ldt”, che a sua volta venne soppiantata dalla STEL (Società trazione elettrica lombarda) nel 1919. Nell’ambito del programma di acquisizione ed elettrificazione delle linee, la STEL cominciò subito ad aprire i cantieri per sostituire i tram a vapore con quelli mossi tramite energia elettrica.
E qui ci sono altri 2 anniversari da inserire nel calendario 2016: il 14 agosto 1926 l’elettrificazione arrivò fino a Desio. A Seregno arrivò 3 anni più tardi, da Seregno a Carate/Giussano 10 anni più tardi (nel 1936). Con la sostituzione della forza motrice, a Seregno cambiò anche il percorso urbano dei binari. Tra le modifiche effettuate ci fu la collocazione del “bivio” tra le due diramazioni (verso Carate e verso Giussano): da via Verdi si spostò dopo piazza Prealpi. Nel luglio 1939, la gestione della tranvia passò in definitiva ad Atm (Azienda trasporti milanesi). Che la gestisce ancora oggi.
L’attualità - «Hanno vinto i conti della serva, ma togliere i tram è stato un depauperamento».Mauro Anzani, membro dell’Associazione utenti trasporto pubblico (Utp), sulla questione non ha alcun dubbio.
«Negli anni ’60, il futuro si identificava con la sostituzione degli autobus ai tram – ha spiegato – Il trasporto su gomma veniva visto come un ammodernamento: una modalità di trasporto innovativa, su mezzi di trasporto nuovi. Al contrario, le tranvie erano considerate vecchie e troppo vincolate».
Con l’andare degli anni, tuttavia, lo scenario è cambiato. «L’aumento sproporzionato del traffico ha fatto perdere completamente i vantaggi del trasporto pubblico su strada, perché anche prendendo il bus resti imbottigliato. Negli anni ’60 bisognava ammodernare, e non togliere le linee su ferro».
Ecco perché la notizia della metrotranvia Milano-Desio-Seregno (un progetto di circa 230 milioni di euro, i cui cantieri sono già stati aperti sul versante milanese e rispetto al quale non sono mancate polemiche) viene accolto da Anzani con favore.
«Anche se esiste già il treno: la metrotranvia ha una funzione diversa, e in particolare collega i paesi che si trovano sulla linea». A dettagliare gli accorgimenti da mettere in campo perché la nuova infrastruttura faccia bersaglio sui vantaggi sperati, è stato l’ingegnere Agostino Fornaroli, che oltre ad essere segretario nazionale Utp è un “mobility manager”.
«Il trasporto pubblico locale dà grandissimi vantaggi. Bastano poche regole per rendere il servizio efficiente e appetibile agli utenti – ha spiegato – Per esempio dando la precedenza sempre ai mezzi pubblici, sul percorso e agli incroci: si raddoppia la velocità e si dimezzano i costi (anche in termini commerciali). Ma anche sincronizzando gli arrivi e le partenze delle diverse linee e stabilendo frequenze chiare». I bus elettrici? «Possono essere linee di adduzione al tram, ma non sostitutivi: condividono la carreggiata con il traffico privato e hanno una capacità di trasporto 100 volte inferiore».
La storia di “Ul Carletu tranviè” - Ha scalfito così a fondo la memoria storica del territorio, quel “bianco tram” che attraversava la Brianza, da guadagnarsi un posto irrinunciabile nell’immaginario collettivo: il passo ritmato della corsa lungo i binari, il fischio acuto che si perde nel cielo fumoso, il vociare dei pendolari e le grida del conducente che corrono assieme ai convogli. Immagini e ricordi che il duo seregnese dei Viganò Brothers ha inserito nel repertorio popolare fermando tra le righe del pentagramma la storia de “Ul Carletu tranviè”. Un brano nato in collaborazione con Mario Galimberti e portato in sala di incisione 2 anni fa.
«Il tram che collegava le cittadine brianzole non solo tra di loro, ma anche a Milano, aveva un enorme valore – ha raccontato Valter Viganò, che assieme a Massimo canta storie in dialetto – Si trattava dell’unico mezzo di comunicazione alla portata di tutti. Su questo tram si svolgeva la vita. Per i pendolari che passavano ore delle loro giornate a bordo del mezzo, salire sul tram significava tessere relazioni. C’erano incontri, dialoghi, scambi di idee. Si concludevano affari, si creavano crocchi e compagnie. Si incontrava l’amore». Mentre la rete sociale si muoveva veloce sulla rotaia, il tranviere svolgeva un ruolo essenziale non solo come conducente, ma «come intermediario di mille azioni, emozioni, fatti».
La portata storica e sociale del tram trova piena rivelazione nell’uso del dialetto. Che come forma espressiva già plasma le proprietà della sostanza: «Abbiamo scelto di cantare i nostri brani in dialetto per valorizzare l’ambiente e i costumi del nostro territorio» ha spiegato Valter. E se è vero che la lingua è già di per sé un aspetto della località da apprezzare (anche a prescindere dalle storie che si raccontano), nel caso del tram si mette in pieno risalto un pezzo di storia che esprime tratti identitari di un territorio. Il progresso che cancella - Così decisivi che il Carletu è “un tranviè deluso”, perché “il tram è sparito e il grande amore è finito”. Non solo quello per “la bionda” conosciuta al capolinea, ma anche quello per il convoglio bianco intessuto di storie ed emozioni. Immagini racchiuse in “anni spariti ormai, cancellati dal progresso”: la modernità ha detto “addio ai sogni di gloria” e «ha perso un mare di possibilità – ha specificato Valter – Sarebbe stato bellissimo tenere questo tram. Se non più utile per il trasporto, lo si poteva almeno valorizzare come attrattiva».
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INSERITO DA MORENA MOTTA L’associazione Circolo Culturale Vimercatese ripropone l'evento “Vimercate e Vino” giunto alla quarta edizione e che si svolgerà il 2-3-4 settembre 2016 all'interno del cortile di Villa Sottocasa, Must e Parco Trotti.
Vimercate e Vino nasce dall'idea di sviluppare un evento ad hoc per la città di Vimercate.
Il suo scopo è infatti duplice: da un lato la divulgazione del concetto “bere meno, bere meglio“, più che mai rilevante soprattutto tra le giovani generazioni, e dall'altro la valorizzazione del vino Made in Italy, uno dei prodotti di maggiore rappresentanza del nostro Paese in ambito internazionale.
Tre giorni per saperne di più del vino, ma anche per fare un salto indietro nel tempo. Filo conduttore della manifestazione sarà infatti il Medioevo, a cui è stata dedicata l’edizione 2016. In particolare durante la tre giorni i partecipanti potranno acquistare un pass, con bicchiere incluso, che darà diritto ad un tour per assaggiare dieci diversi vini di altrettante regioni.
Questa edizione è patrocinata, oltre che dall'assessorato alle politiche culturali del Comune di Vimercate anche dalla provincia di Monza e Brianza. Media partner sono il Giornale di Vimercate e Radio Lombardia. Il programma completo dell’evento è visibile sul sito www.vimercatevino.it.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Il “Labirinto di Mezzago” è sempre più un luogo di incontri per chi vuole divertirsi e passare una serata diversa dal solito in mezzo alla natura.
Inaugurato sabato 9 luglio, è diventato in poche settimane un luogo frequentato da decine di brianzoli e anche teatro di spettacoli ed incontri. Ideato dall’artista Maria Mesch si sviluppa per circa un ettaro all’interno di un campo di mais: perdersi è molto semplice e allo stesso tempo anche divertirsi. Grazie al successo ottenuto oggi è la location ideale per una serie di eventi in programma dal 25 al 28 agosto.
Come per molte opere di Land art, anche per il labirinto il tempo per visitarlo è limitato: in questo caso il taglio del granoturco alla sua maturazione sarà il limite massimo. Il primo evento in programma, gioved’ 25, è la serata Disco 70/80, con apertura del Labirinto alle 17 con ingresso a tre euro: la cucina aprirà alle 19.30 e la musica inizierà alle 21.00. Venerdì 26 invece è all’insegna del relax con un incontro per fare Yoga alle 18.45, seguito dalla meditazione e bagno sonoro di campane tibetane. Ingresso a tre euro comprensivo di un piatto tibetano e un the alle spezie.
Sabato 27 invece sarà la “Serata greca” e la sua cultura ad essere al centro del Labirinto: musica greca live con i “Baba Mara” e piatti tipici dalle 19.30. Ingresso a tre euro, gratuito se ci si veste a tema. Il pomeriggio, dalle 16 di domenica 28, invece è dedicato alle letture per bambini e ragazzi con la lettura animata liberamente tratta dal libro “il Mago di Oz”, seguito dal laboratorio che aiuterà i più piccoli a realizzare degli spaventapasseri.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA
Un terremoto di magnitudo 6.0 ha colpito il centro dell’Italia nella notte del 24 agosto. Alle 3.36 la prima scossa con epicentro tra Amatrice e Accumuli, in provincia di Rieti, e poi uno sciame sismico che ha interessato le province di Perugia, Ascoli Piceno, L’Aquila e Teramo. I comuni più vicini all’epicentro sono: Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto. Ma è stato sentito in diverse regioni, anche a Rimini, Roma e Napoli. Alle 7 erano state registrate numerose repliche con 39 eventi sismici localizzati di magnitudo pari o maggiore di 3.0. I più forti sono avvenuti nella zona di Norcia (PG) con magnitudo 5.1 e 5.4, alle 4.32 e alle 4.33, rispettivamente.
Il terremoto della notte ha provocato danni e vittime e persone disperse. Un primo bilancio parla di dodici morti, ma il numero è destinato a salire.
Mobilitati i soccorsi, difficoltosi in alcune zone proprio a causa dei crolli.
Drammatiche le parole del sindaco di Amatrice, a SkyTg24: “Amatrice non c’è più”.
Sono attivi i numeri del contact center della Protezione Civile: 800 840840 e della sala operativa della Protezione Civile Lazio: 803 555.
Soccorsi mobilitati anche dalla Brianza: mezzi e una decina di uomini del distaccamento dei Vigili del fuoco di Monza sono partiti nella notte e in mattinata per Rieti e verso la zona colpita con il Comando provinciale di Milano. La Centrale di Coordinamento nazionale della Protezione Civile ha chiesto ad Areu, l’Azienda regionale di emergenza urgenza, l’invio delle unità cinofile di ricerca persone. È in partenza l’elicottero di Milano con a bordo due unità e l’equipe sanitaria. In stand by i moduli sanitari grandi emergenze. Areu opera con il coordinamento della Protezione Civile di Regione Lombardia.
Appello dell’Avis di Rieti a donare sangue di tutti i gruppi sanguigni.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Gattini avvelenati e uccisi a Capri nella zona di Vanassina. Per l'ennesima volta. A darne notizia è l'associazione animalista "I migliori amici" che ha diffuso una lettera aperta che riportiamo integralmente.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Caserta. Il grido, il primo gemito della bambina tirata fuori dal suo grembo, Roberta non lo ha sentito. Ed è stato subito buio. La sua bimba era nata morta, probabilmente soffocata durante una prima fase di travaglio, ma lei, ha sperato fino all'ultimo momento che non fosse così. Attorno alla mamma, la trentenne Roberta di Pietravairano, venerdì 19 agosto, c’erano i medici che si affrettavano ad eseguire il massaggio cardiaco sul torace della piccola, nella stanza accanto alla sala parto. E poi, il tentativo invano di rianimazione. Infine, il silenzio e il brutto presentimento di Roberta, diventato reale quando il suo ginecologo, dopo qualche minuto, è entrato nella sua stanza di ospedale dicendo : «La bimba è nata morta». Il verdetto del medico ha scatenato il pianto e travolto «lo spazio bianco» dell'attesa in oscurità. Poi, a mente fredda, Roberta e suo marito Fabio, hanno pensato di sporgere denuncia. Subito è scattato il sequestro della cartella clinica e l’apertura di un fascicolo in Procura a Santa Maria Capua Vetere. La coppia aveva già scelto il nome per la loro primogenita, doveva chiamarsi Francesca. Il corredino era già pronto, la culla pure. Due giorni fa, la denuncia in Procura per negligenza e imperizia nei confronti dei medici dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.
Il primo verbale di denuncia è stato redatto nella caserma dei carabinieri di Pietravairano, ma i militari, di fronte a una situazione tanto delicata, hanno trasmesso d’urgenza gli atti in procura a Santa Maria Capua Vetere. Il fascicolo d’indagine è finito nelle mani del pubblico ministero Giorgia De Ponte. Il magistrato ha disposto il sequestro della cartella clinica nel reparto e disposto l’autopsia sul corpicino della piccola.
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DI MORENA MOTTA Oggi alle ore 18:00 nella chiesa Santa Maria di Loreto a Palinuro, verranno celebrati i funerali di Mauro Cammardella e Mauro Tancredi, due dei tre sub rimasti intrappolati lo scorso venerdì nella grotta della Scaletta. Il corpo di Silvio Anzola non è ancora stato recuperato.
Dopo l'autopsia, eseguita nell'ospedale di Vallo della Lucania, le salme sono state riconsegnate ai familiari. Il sindaco di Centola ha proclamato per oggi il lutto cittadino e le bandiere a mezz'asta.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ha creato imbarazzo e sdegno tra i bagnanti quella grossa chiazza marrone notata stamani a pelo d'acqua in corrispondenza della magnifica spiaggetta di Duoglio, nel comune di Amalfi. Quei residui fecali galleggianti hanno indotto i presenti ad allertare i Militari della Capitaneria di Porto di Amalfi che, prontamente intervenuti, hanno effettuato i rilievi del caso, informando l'Agenzia Regionale Protezione Ambientale di quella macchia anomala dal diametro di 12 metri circa. Prelevati alcuni campioni che sveleranno l'effettiva natura e la pericolosità degli elementi scaricati in mare chissà da quale punto. Già, perché dalle verifiche effettuare dai Militari agli ordini del comandante Antonino Giannetto, non è stato possibile individuare il luogo esatto dal quale provenisse lo scarico fognario. Il caso, però, resta aperto e le cause in via di accertamento: potrebbe esser e l'occasione ideale per verificare tutti gli scarichi abusivi insistenti lungo la nostra costa. Intanto si attendono i risultati delle analisi dei campioni da parte dell'ARPAC.