INSERITO DA MORENA MOTTA Firenze si è svegliata incredula dopo il vero e proprio uragano che ha spazzato mezza città. All'alba riparati i danni sui binari.
Il giorno dopo la sensazione è una e una sola: è un miracolo che non ci sia scappato il morto. La devastazione a Firenze, soprattutto nella zona sud, è impressionante e ricorda quella della bufera di vento del 5 marzo: decine di pini crollati, molti sulle facciate dei palazzi, auto distrutte, sottopassi allagati, treni fermi e blackout dell'erogazione di acqua potabile e energia elettrica, milioni di euro di danni. L'alba del giorno dopo è baciata da un bel sole che però illumina danni gravissimi. Il cuore dell'uragano (perché tra grandine e pioggia orizzontale sembrava proprio una tempesta tropicale) che per 45 minuti ha spazzato Firenze nel pomeriggio di sabato è la zona di lungarno Colombo-lungarno Moro. Tre quarti d'ora durante i quali sono caduti 3mila fulmini sulla città (28mila sulla Toscana) e 35 millimetri di pioggia, il che significa 35 litri d'acqua per ogni metro quadrato di terreno: è oltre la media dell'intera pioggia che di solito cade in tutto il mese di luglio nella Piana fiorentina.
Tutta la notte al lavoro: così vigili del fuoco (di Firenze, ma con l'aiuto dei colleghi di Prato, Pistoia, Lucca, Siena Arezzo e Pisa), protezione civile e tutti gli enti preposti al soccorso hanno cercato di porre rimedio alle situazioni più gravi. Rimangono dei sottopassi allagati nella zona sud e lungarno Colombo e lungarno Moro sono chiusi al traffico. Lo resteranno per un po' di tempo: sono irriconoscibili e completamente invasi dai pini crollati. Una buona notizia riguarda la circolazione ferroviaria: sabato sera era stata completamente interrotta la linea per e da Roma, con tremila passeggeri bloccati a bordo dei convogli. Questa mattina all'alba i tecnici di Rfi hanno completato i lavori di ripristino dell'infrastruttura ferroviaria tra Firenze Campo Marte e Rovezzano, dove un tetto scoperchiato aveva travolto il traliccio che sostiene l'energia elettrica, paralizzando il traffico. I treni diretti a sud erano stati deviati sulla linea Tirrenica, via Grosseto, mentre quelli diretti a nord erano stati riportati a Roma nel corso della notte. L'ultimo dei quattro binari interrotti è stato riattivato stamani poco prima delle 7.
Nel pomeriggio di sabato c'era stato anche l'allarme per un ragazzino che era stato per disperso in Arno: per fortuna era stato ritrovato poco dopo a casa sua sano e salvo. Ci sono anche due persone portate all'ospedale di Ponte a Niccheri in codice rosso dopo essere state colpite da rami caduti. Fra questi, un vigile del fuoco, che però non sarebbe in gravi condizioni.
Il maltempo aveva coinvolto anche l'impianto idrico dell'Anconella, che rifornisce d'acqua Firenze, la Piana e anche Prato. Tra allagamenti interni e alberi che impedivano ai tecnici di entrare nella struttura, è stato piuttosto laborioso intervenire. Alla fine l'impianto è stato riattivato velocemente ma a regime di emergenza e non a pieno ritmo, per cui anche ggi potrebbero esserci disagi nell'erogazione idricasoprattutto nelle zone più distanti fra quelle servite dall'Anconella, come Prato e il Chianti. Tra le altre zone della città coinvolte, impressionante il tappeto di grandine al Gignoro, mentre in viale Belfiore la strada è diventata un fiume in piena. A Calenzano alcune auto erano rimaste bloccate in un sottopasso: i vigili del fuoco hanno salvato gli automobilisti.
FONTE di Luca Boldrini LA NAZIONE
02/08/2015 09:39