NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Ricattati per lo spogliarello on line
PAVIA. Le chat a luci rosse possono diventare molto pericolose per gli amanti del sesso on line. Ne sanno qualcosa due 40enni pavesi che si sono spogliati davanti ad una webcam (ovviamente «convinti» da ragazze molto avvenenti) e sono rimasti vittima di un’estorsione. Sullo schermo del computer sarebbe infatti apparsa la richiesta di 500 euro per evitare che il loro spogliarello finisse in rete. Loro, secondo quanto hanno raccontato alla polizia, si sono spaventati ma non avrebbero ceduto al ricatto. Non hanno pagato e, nei giorni successivi, sono andati in questura dove hanno sporto denuncia contro ignoti. Una di queste segnalazioni sarebbe poi passata alla polizia postale, l’organismo competente per i reati commessi on line. Le indagini sono in corso ma, per il momento, sembra difficile ricostruire il meccanismo preciso dell’estorsione e risalire ai responsabili. Probabilmente si tratta di organizzazioni di livello internazionale. In ogni caso l’inchiesta è aperta. Le estorsioni, sembra che negli uffici della questura di Pavia siano state presentate due denunce in pochi giorni, sono avvenute qualche giorno fa. Si tratta di storie che sono la fotocopia l’una dell’altra e che devono essere considerate un campanello d’allarme per i numerosi amanti del sesso sul web. I due pavesi di notte sono rimasti incuriositi da siti pornografici che forse conoscevano già. Davanti alla webcam hanno visto donne molto avvenenti. La conoscenza, come succede sempre in questi casi, è diventata sempre più intima. I due pavesi incuriositi ed eccitati si sono lasciati convincere a spogliarsi davanti alle video camere. Non si sono resi conto che gli ideatori dell’estorsione li stavano riprendendo solo per ricattarli e spillare loro del denaro. E’ successo diverse altre volte. «Sono reati in continuo aumento – spiegano gli investigatori che si occupano di questi reati - le organizzazioni criminali usano donne molto avvenenti per attirare uomini che, nella maggior parte dei casi, sono soli». Al termine dello spogliarello in entrambi i casi le vittime si sono viste apparire sullo schermo la richiesta di 500 euro. «Dovete pagare entro pochi giorni - è la sintesi del ricatto - altrimenti manderemo in rete le vostre immagini. Le vostre moglie e i vostri amici si accorgeranno di quello che avete fatto».I due pavesi si sono resi conto di essere finiti in trappola. Nei giorni successivi sono andati in questura dove hanno raccontato i particolari della loro vicenda. «Non abbiamo pagato nulla - si sono affrettati a dire - era solo un gioco innocente. Non abbiamo dato un euro a quella gente».
LA PROVNCIA PAVESE
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Un marito violento, un 45enne italiano, muratore, stato arrestato dai carabinieri per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. I militari della Stazione di Mirandola sono intervenuti ieri sera su una richiesta formulata da una donna di 40anni che, piangendo, chiedeva aiuto perch il marito la stava picchiando. Giunti sul posto, i militari hanno accertato la presenza in casa anche del figlio di 10 anni. Raccolta la denuncia, emerso che gi in passato, in diverse occasioni, l'uomo l'aveva percossa, provocando lesioni guaribili in alcuni giorni. Ieri, in particolare, l'aveva colpita con dei pugni sul volto provocandole un trauma contusivo facciale giudicato guaribile in 15 giorni al pronto soccorso di Mirandola dove era stata accompagnata dai Carabinieri. Questa mattina il giudice ha convalidato l'arresto disponendo il divieto di avvicinamento alla donna fino al dibattimento in giudizio, che si terr a fine mese.

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