SPORT NEWS E SPORT LOCALE Calcio, dal Sorrento solo umiliazioni

Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.


Contromano in tangenziale, ritirata la patente a un uomo di 80 anni che a bordo della sua auto ha imboccato lo svincolo di BN-Santa Colomba contromano nella direzione di Montesarchio.
Sulla carreggiata opposta, fortunatamente, c’era una pattuglia della Polizia Stradale di Benevento intenta ad effettuare alcune misurazioni. I due poliziotti, accortisi in tempo della pericolosa situazione, scavalcavano immediatamente il Guard-Rail centrale. Nonostante l’intenso traffico, il primo provvedeva a rallentare la circolazione deviandola sulla corsia di sorpasso mentre il secondo collega, con non poche difficoltà, riusciva a bloccare la Kia Picanto guidata dall'anziano.
In tutto 191 sono state le violazioni registrate per il superamento dei limiti di velocità e ben 319 i punti patente decurtati.
IL MATTINO.IT
Cadono massi sulla statale 88, Vigili del fuoco e Carabinieri sul posto Il tratto interessato dallo smottamento è lo Stretto di Barba nel punto in cui la statale costeggia il fiume Sabato. Massi si sono staccati dal costone roccioso che sovrasta la Statale. Sul posto controlli dei vigili del fuoco e dei carabinieri, la strada è stata sottoposta a verifiche. Non c'è stata però la chiusura al traffico, ma solo un restringimento della carreggiata.
IL MATTINO.IT
Beni per circa 10 milioni di euro sono stati sequestrati dalla DIA di Napoli a tre persone ritenute vicine al clan dei Casalesi, coinvolte nelle indagini sulla gestione degli appalti nell'azienda ospedaliera «S. Anna e S. Sebastiano» di Caserta la cui direzione generale è stata sciolta, lo scorso aprile, per infiltrazioni mafiose. Si tratta dell' imprenditore Raffaele Donciglio, di Antonio Magliulo, quest'ultimo ex consigliere provinciale Pdl-FI a Caserta e di Elvira Zagaria, sorella dell'ex boss Michele Zagaria. I tre provvedimenti di sequestro emessi dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura Antimafia di Napoli, riguardano quote societarie, fabbricati e terreni nella province di Caserta e Napoli, e diversi beni mobili e rapporti finanziari, riconducibili ai tre indagati, ritenuti prestanome del clan. Lo scorso 21 gennaio, nell'ambito della stessa inchiesta, 10 indagati finirono in carcere e altri 14 agli arresti domiciliari con l'accusa, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e abuso d'ufficio. A tutti viene contestata anche l'aggravante del metodo mafioso. Gli inquirenti ritengono che, nel corso delle indagini, durate oltre due anni, è stata fatta luce sulle infiltrazioni della fazione Zagaria del clan nell'azienda ospedaliera e sulla rete di collusioni tra imprenditoria, pubblica amministrazione e politica. Grazie a questa rete la famiglia camorristica dei Zagaria controllava in regime di monopolio appalti e affidamenti diretti dei lavori nell'ospedale. A ricoprire il ruolo centrale, sempre secondo gli inquirenti, sarebbe stata Elvira Zagaria, sorella dell'ex boss Michele, che, dopo l'arresto del fratello e la morte del marito, gestiva i capitali e gli affari del clan. L'ospedale. Il Sant'Anna e San Sebastiano è stata la prima azienda ospedaliera in Italia ad essere sciolta per infiltrazioni camorristiche. La decisione del Governo è arrivata il 21 aprile scorso, poco più di due mesi dopo i 24 arresti tra funzionari e politici in cui emersa con evidenza la prova dei condizionamenti dei clan Zagaria e Iovine nella gestione degli appalti dell'ospedale casertano. Lo stesso ministro dell'Interno Alfano sottolineò l'eccezionalità dello scioglimento. L'arrivo della commissione prefettizia ha messo fine ad un vero e proprio «calvario gestionale» per l'importante struttura sanitaria casertana, iniziato nel novembre del 2013 con l'arresto dell'allora direttore generale Francesco Bottino per appalti concessi ad un imprenditore colluso con il clan Belforte di Marcianise. La Regione nel gennaio 2014 nominò il commissario Paolo Sarnelli, rimasto in carica per sei mesi fino al giugno dello scorso anno, quando venne designato direttore generale Luigi Muto; in quel periodo all'ospedale erano in corso le verifiche antimafia della commissione d'accesso inviata dalla prefettura di Caserta, che però non accertò le infiltrazioni camorristiche, emerse solo mesi dopo grazie al lavoro della Dda di Napoli. Degli appalti «inquinati» all'ospedale si è interessato anche il presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone, che qualche giorno dopo gli arresti del gennaio scorso si recò dal direttore generale Muto per occuparsi di alcuni appalti sospetti concessi dall'azienda e ancora in corso; poche settimane dopo, il prefetto di Caserta Carmela Pagano, aderendo proprio alla proposta di Cantone, ha poi commissariato l'appalto per il servizio di gestione e manutenzione degli ascensori dell'ospedale gestito dalla ditta Komè s.r.l. che se l'era aggiudicato pochi mesi prima. Nelle intercettazioni, ambientali e telefoniche, tra le due delle persone indagate nell'ambito dell'indagine sugli appalti illeciti nell'ospedale «S. Anna e S. Sebastiano» di Caserta - che oggi ha portato al sequestro di beni per circa 10 milioni di euro nei confronti di tre persone ritenute vicine al clan dei casalesi - vengono fatti i nomi dei politici che avrebbero ricevuto appoggio elettorale dalla fazione Zagaria del clan, quando era reggente Francesco Zagaria (deceduto), marito di Elvira Zagaria, sorella del boss Michele Zagaria. In una conversazione del 3 dicembre 2012, registrata dalle microspie installate su una Mercedes, Magliulo (detenuto) e Donciglio (sorvegliato speciale), tra l'altro, parlano di Antonio Fantini (Udeur) e di Massimo Ianniciello, consigliere regionale del Pdl, arrestato il 20 dicembre del 2012 per truffa aggravata. La conversazione è incentrata su un'ingente quantità di denaro del clan di cui sono perse le tracce. Magliulo avverte Donciglio della possibilità di essere intercettati, in particolare in due bar, da parte delle forze dell'ordine. A turbare i due è anche una notizia apparsa sulla stampa locale, poi risultata falsa, del pentimento di Raffaele Bidognetti, uno dei figli del boss Francesco Bidognetti, detto «cicciotto e' mezzanotte». I due si mostrano preoccupati del fatto che il figlio del boss possa fare il loro nome. Parlando con Donciglio, inoltre, Magliulo elenca con precisione anche i paesi del Casertano sotto l'influenza criminale dei Bidognetti.
IL MATTINO.IT
INSERITO DA ANGELA CECERE Sgominato gruppo criminale dedito ad attività di usura REGGIO CALABRIA ,Un'operazione del Comando provinciale di Reggio Calabria e dello Scico della Guardia di finanza ha consentito di disarticolare, con l'esecuzione di 18 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip su richiesta della Dda, un gruppo criminale dedito all'usura. Il gruppo che è stato sgominato, secondo gli investigatori, gravitava nell'orbita della cosca di 'ndrangheta dei Commisso. Sequestrate anche società, terreni, appartamenti ed autovetture.
ANSA
26.05.2015. 16.27
Ercolano. Crolla un solaio di un edificio all'altezza del civico 60 di via Pugliano, a poca distanza dal mercatino dell'usato. Panico tra i residenti, due ragazzi restano feriti. Immediato l'intervento dei vigili del fuoco, che stanno operando sul posto per mettere in sicurezza l'area.
DI MAURIZIO CAPOZZO IL MATTINO.IT
INSERITO DA ANGELA CECERE Arezzo, lei incinta di 6 mesi faceva palo e lo attendeva in auto AREZZO, Marito e moglie arrestati per aver assalito un'anziana ed averle strappato la catenina d'oro: la donna, incinta di sei mesi, faceva da 'palo' al marito, pronta a fuggire con lui in auto. E' accaduto ad Arezzo, dove l'anziana è stata assalita alle spalle: i due sono stati arrestati dagli agenti delle volanti della questura di Arezzo. L'episodio è l'ennesimo verificatosi negli ultimi giorni con questa dinamica Gli arrestati sono un 38enne e la moglie una 35enne residenti ad Arezzo.
ANSA
26.05.2015. 16.15
INSERITO DA ANGELA CECERE Legale, 'Era pronto per Isola dei Famosi, non è un criminale CAGLIARI, 26 MAG - A processo per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e altri reati, Graziano Mesina è comparso in aula per difendersi dalle accuse Il suo legale ha spiegato che l'ex primula rossa del banditismo sardo doveva andare per sei mesi all'Isola dei Famosi e svolgeva attività lecite di intermediazione per la vendita di immobili in Costa Smeralda, circostanze incompatibili col fatto che guidasse una banda criminale. Contestata anche la traduzione dal sardo di un'intercettazione.
ANSA
26.05.2015. 16.07
INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO - Alexander Boettcher e Martina Levato aggredendo con l'acido il 22enne Pietro Barbini hanno agito spinti da «ragioni di rivalsa, di spirito punitivo, di morboso desiderio di 'purificarè o 'lavarè la coppia da precedenti rapporti amorosi».
Lo si legge nelle 45 pagine di note scritte depositate dal pm di Milano Marcello Musso che oggi ha chiesto 15 anni di carcere per la cosiddetta 'coppia diabolicà nel primo dei due processi che li vede imputati. Il pm nella requisitoria scritta, che è servita da canovaccio per l'intervento in aula, dopo aver evidenziato la «manifestata espressione da parte degli imputati di malvagità umana», ha spiegato che i motivi che hanno spinto i due sono anche «espressione di un sentimento spregevole». E ciò che hanno messo in atto è stata una «azione criminosa che appare ancor più riprovevole se si considera che la vittima è un compagno di scuola ed un amico della Levato, con il quale la stessa ha pure intrattenuto un rapporto sessuale, oltre che una lunga corrispondenza: dunque vi è il voltafaccia sull'amicizia - scrive il pm - sentimento fondamentale della vita sociale». Nulla, secondo il pm, nemmeno il fatto che Barbini minacciasse, a detta della ragazza, di «'rovinarè l'immagine pubblica» della bocconiana diffondendo «aspetti non solo riservati, ma intimi» dei loro rapporti, può giustificare «l'aggressione da lui patita».Nessuna attenuante, quindi, nè per il broker nè per la bocconiana, i quali, pur avendo avuto ruoli diversi nell'aggressione con l'acido, per la Procura meritano la stessa pena: oltre 22 anni di reclusione, ridotti a 15 anni per lo sconto di un terzo sulla pena previsto dal rito abbreviato.
LEGGO.IT
26.05.2015. 15.57