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SALERNO E PROVINCIA NEWS Fonderie Pisano, scontro totale: incubo licenziamenti a un passo

3 Novembre 2026, 11:08am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

La svolta green delle Fonderie Pisano

DI MIKI PAPPACODA Salerno, si è rotto tutto. La vertenza storica delle Fonderie Pisano di Fratte precipita verso l'epilogo più drammatico.Dopo l'incontro di ieri mattina negli uffici della Regione Campania a Salerno, l'azienda ha annunciato l'apertura della procedura di licenziamento collettivo per 88 lavoratori. Da giovedì 30 ottobre, i dipendenti sono già senza reddito. Lo stabilimento è fermo dal 25 marzo, i cubilotti a carbone sono stati smantellati.Al centro dello scontro, un solo forno elettrico.LA POSIZIONE DELL'AZIENDA
L'amministratore delegato Ciro Pisano parla di "chiusura senza motivazioni" da parte della Regione. La richiesta era chiara: dare il via libera immediato alla Fase 1 della ripartenza, utilizzando un solo forno elettrico già presente, già autorizzato e giudicato positivamente nella VINCA del 2020. Poi, solo dopo, valutare gli altri due forni con le procedure VIA che richiedono oltre 12 mesi."Ci è stato detto di no preventivamente, senza nemmeno convocare una Conferenza dei Servizi. Mantenere lo stabilimento bloccato non tutela nessuno", attacca Pisano. Per l'azienda, i licenziamenti sono "riconducibili esclusivamente alla mancata azione della Regione". Costo stimato: oltre 500mila euro solo di ticket licenziamento, più TFR per operai con 30 anni di anzianità.LA REPLICA DELLA REGIONE
Immediata la replica dell'assessora regionale all'Ambiente Claudia Pecoraro:"La Regione non ha bocciato nulla, semplicemente perché non è stata presentata alcuna nuova proposta. Durante il tavolo, la proprietà si è limitata a confermare una soluzione già avanzata in precedenza, senza depositare nuova documentazione progettuale".E ancora: "La tutela dell'occupazione è una priorità, ma non può diventare uno strumento di pressione sulle istituzioni né giustificare scorciatoie amministrative".I LAVORATORI IN MEZZO
In mezzo restano 100 famiglie e un indotto di altre 200 persone. La Fiom Cgil ha proclamato sciopero per il 20 novembre e denuncia: "I lavoratori non possono essere ostaggio del contenzioso tra azienda e istituzioni".L'ipotesi di una cassa integrazione per cessazione attività, che avrebbe garantito 12 mesi di respiro, ora sembra superata. Il Mimit a Roma aveva provato a mediare proponendo la delocalizzazione in un nuovo sito green con Invitalia, ma al momento non c'è area né progetto definitivo.Scontro totale, fabbrica chiusa, buste paga ferme. L'incubo licenziamenti a Fratte non è più un'ipotesi.

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