News Italia e dal Mondo Vive in aeroporto: uno svedese smemorato fermato a Capodichino

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Di Michele Pappacoda
Come Tom Hanks in The Terminal, ma è una storia vera.
Si fa chiamare Daniel, dice di avere 25-30 anni, di essere svedese. Da oltre un mese vive nell'aeroporto di Napoli Capodichino, dormendo sulle panchine, tra i gate e i negozi del terminal. Non ha documenti, non ha denaro, dice di non ricordare nulla.
La sua presenza era diventata familiare a dipendenti e commercianti dello scalo, che lo hanno adottato portandogli cibo e vestiti.
Il suo racconto è sempre lo stesso, frammentario: arrivato in Italia da turista, sarebbe stato picchiato e derubato a Roma di passaporto e soldi, poi arrivato a Napoli senza sapere come. Non ricorda il cognome, non ricorda la famiglia.
Ora il caso è diventato urgente: Capodichino è chiuso dal 1° al 30 novembre per il rifacimento della pista, con voli dirottati su Salerno. Daniel perderà così anche il suo rifugio.
Segnalato il 15 ottobre, è intervenuto il consolato svedese: il console onorario a Napoli Pierluigi Petrone gli ha comprato una giacca a vento, ha informato l'ambasciatrice Karin Höglund a Roma. Sul posto anche la Polizia di Frontiera. La foto del giovane è stata inviata a tutti i consolati svedesi in Italia per l'identificazione.
Secondo alcuni testimoni, il giovane è a Napoli già da sei mesi, chiede solo "un paio di scarpe nuove" e non vorrebbe tornare in Svezia. Altri parlano di presunti guai lasciati a casa.
Intanto resta l'appello: chi lo riconosce, contatti il consolato svedese o la Polizia di Frontiera di Capodichino.
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