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COSTIERA AMALFITANA NEWS Costiera Amalfitana, emergenza pediatri e futuro del San Michele di Pogerola: la Conferenza dei Sindaci incontra l’ASL

19 Settembre 2026, 16:13pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Il Vescovado - La storia incredibile dell'ospedale "fantasma" di Pogerola

DI MICHELE  PAPPACODA Doppia emergenza sanitaria al centro del dibattito in Costiera Amalfitana. Da un lato la carenza di pediatri di libera scelta, dall’altro il futuro dell’ex ospedale San Michele di Pogerola, struttura pubblica mai entrata in funzione e oggi a rischio alienazione. Due temi che hanno portato la Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi a chiedere un confronto urgente con l’ASL Salerno.EMERGENZA PEDIATRI: UNA COSTIERA SENZA MEDICI PER I PIÙ PICCOLILa situazione più critica riguarda Minori e i comuni centrali della Costiera. Dopo la cessazione dell’incarico del pediatra di Minori, decine di famiglie sono rimaste senza medico di riferimento.Al momento, su tutta la Costiera, sono rimasti operativi solo due pediatri: il dott. Alberto Corona ad Amalfi e il dott. Luca Astarita a Positano, entrambi con disponibilità di posti.Per tamponare l’emergenza, su proposta della Conferenza dei Sindaci, l’ASL ha attivato una soluzione temporanea: i due medici garantiscono visite settimanali anche presso la Casa di Comunità Hub di Maiori, in via Pedamentina, per venire incontro alle famiglie di Minori e dei comuni limitrofi.Una toppa, però. I sindaci chiedono ora all’ASL Salerno una soluzione stabile: nuovi bandi per incarichi, incentivi economici, alloggi di servizio e rimborsi per attrarre medici in un territorio difficile per orografia e viabilità.SAN MICHELE DI POGEROLA: DA RIGENERARE, NON DA LIQUIDAREIntanto si riaccende la battaglia per il futuro dell’ex ospedale San Michele di Pogerola, costruito nel 1992 con 12 miliardi di vecchie lire, dotato di attrezzature e con oltre 100 unità di personale assunto, ma mai aperto. Oggi è in degrado, usato in parte solo come deposito.L’ASL Salerno, con delibera n.954 del 23 giugno 2025, lo ha inserito tra gli immobili non strumentali disponibili e con delibera n.990 del 31 maggio 2026 ha avviato l’iter per chiederne l’autorizzazione alla vendita alla Regione Campania.Un percorso che ha fatto scattare l’allarme del Comitato “Tuteliamo la Costiera Amalfitana” e di diversi sindaci.Il sindaco di Atrani, Michele Siravo, è stato tra i primi a intervenire: "Un patrimonio pubblico nato per rispondere a un bisogno della collettività non può essere valutato soltanto per il ricavato della sua vendita. Un bene alienato è, quasi sempre, perso per sempre. Non basta preservare la Costiera per chi la visita, dobbiamo garantirle un futuro per chi la abita".Siravo propone di trasformare il San Michele in RSA per gli anziani della Costiera e sede territoriale per gli uffici dell’Azienda Speciale Consortile Cava-Costa d’Amalfi (ASCCCA), oggi decentrati a Cava de’ Tirreni.Sulla stessa linea anche il sindaco di Maiori e il Comune di Amalfi, proprietario territoriale dell’immobile, che chiedono di bloccare la vendita e aprire un progetto condiviso di rigenerazione sanitaria e sociosanitaria.I sindaci evidenziano però un nodo istituzionale: la Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi, luogo naturale di confronto, non dispone ad oggi di uno statuto o di un regolamento formale che ne disciplini composizione e decisioni, come denunciato da Atrani con delibera n.43 del 2025.Il confronto con l’ASL è ora decisivo. L’iter di alienazione non è ancora concluso e manca l’autorizzazione regionale. È questo, per i sindaci, il momento per intervenire, prima che una scelta reversibile diventi definitiva.

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