SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 13.08.2026 A CURA DI MIKI PAPPACODA

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A CURA DI MIKI PAPPACODA Santo del giorno e Vangelo di giovedì 13 agosto 2026 Santi del giorno: Santi Ponziano e IppolitoLa Chiesa ricorda oggi San Ponziano, papa e martire, e Sant’Ippolito, sacerdote e martire.San Ponziano fu papa dal 230 al 235. Fu esiliato in Sardegna dall’imperatore Massimino il Trace a causa della fede e lì morì martire.
Sant’Ippolito era un sacerdote romano, teologo e scrittore. Fu condannato allo stesso esilio e morì martire insieme a Ponziano. Secondo la tradizione i due si riconciliarono in prigione dopo anni di contrasti dottrinali.
Entrambi sono venerati insieme il 13 agosto. Sono patroni invocati contro le divisioni nella Chiesa.Ricorre anche la memoria di San Cassiano di Imola, martire, e di Santa Euplia di Catania.Vangelo del giorno - Giovedì della XIX settimana del Tempo OrdinarioDal Vangelo secondo Matteo 18, 21 - 19, 1In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse:
«Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonarlo? Fino a sette volte?».
E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette».Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e che si saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone lo chiamò a sé e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.«Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano.Parola del Signore.Spunto di riflessioneGesù risponde a Pietro con la parabola del “servo spietato”. Il messaggio è chiaro: il perdono che riceviamo da Dio è la misura del perdono che dobbiamo dare agli altri. “Settanta volte sette” non è un numero, ma l’invito a perdonare senza limiti, di cuore.Buona giornata e buona festa ai Ponziani e agli Ippoliti!
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