PRIMO PIANO E ANTEPRIMA «Adinolfi spregiudicato e pericoloso»: vittime fragili, intimidazioni, i 4,7 milioni e il piano B

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DI MICHELE PAPPACODA Non esiste un unico "Adinolfi" nelle cronache degli ultimi mesi, e questo crea confusione. Il titolo che circola rimanda a più vicende distinte: dal giornalista Mario Adinolfi, all’avvocato Luigi Adinolfi, fino al caso mai risolto del giudice Paolo Adinolfi.
Ecco cosa emerge dalle fonti disponibili.1. Mario Adinolfi: lo scontro con Mediaset e l’accusa di "metodi intimidatori"Negli ultimi mesi è tornato al centro del dibattito Mario Adinolfi, giornalista e fondatore de La Croce.
Mediaset e R.T.I. hanno avviato un’azione legale contro di lui per diffamazione, chiedendo la rimozione di 19 contenuti e il risarcimento danni. Al centro della contestazione le dichiarazioni di Adinolfi su casi come Giambruno e Corona e le accuse di "metodi ricattatori" rivolte al gruppo. youtube.comAdinolfi ha risposto parlando di "censura" e "metodo intimidatorio" dei Berlusconi. Lo scontro ha riacceso il dibattito su libertà di stampa e potere dei grandi gruppi televisivi. youtube.com2. Luigi Adinolfi: la denuncia archiviata a CasertaA Caserta l’avvocato Luigi Adinolfi è stato coinvolto in una denuncia per truffa presentata dall’ing. Franco Biondi, dirigente del Comune sospeso dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche.
Biondi sosteneva che Adinolfi e altri avessero "ingannato" il Tribunale omettendo una sentenza.
Il GIP ha però disposto l’archiviazione completa, definendo la denuncia "pretestuosa". casertace.net3. Paolo Adinolfi: il giudice scomparso nel 1994Resta aperto il cold case del giudice Paolo Adinolfi, scomparso il 2 luglio 1994. Uscì di casa per commissioni e non fece più ritorno.
Anni dopo le rivelazioni di un pentito hanno riportato l’attenzione sulla sezione Fallimentare in cui lavorava, descritta come un ambiente "ostile e durissimo" legato anche a interessi criminali.
Dietro la scomparsa, secondo ricostruzioni giornalistiche, ci sarebbe "una rete di servitori infedeli dello Stato, spie, faccendieri, depistatori e gruppi criminali". youtube.comI 4,7 milioni e le "vittime fragili": cosa c’èAl momento non risultano documenti ufficiali che colleghino un "Adinolfi" a 4,7 milioni di euro, a un "piano B" o a intimidazioni verso vittime fragili.
Gli unici dati recenti su ristori alle vittime riguardano il Comitato di Solidarietà per le vittime di mafia e reati violenti, presieduto dal commissario Castaldo: 3,5 milioni a maggio 2026 e oltre 2 milioni a giugno 2026. Le somme vanno a vittime di mafia, omicidio, femminicidio e violenza sessuale. interno.gov.itinterno.gov.itSul tema intimidazioni, un focus di Avviso Pubblico segnala come gli amministratori minacciati subiscano un "logorio lento e inesorabile" e chiedano sostegno economico e psicologico sul modello antiracket. lavialibera.itIl contesto: metodo mafioso e intimidazioniLa giurisprudenza ricorda che il "metodo mafioso" si configura anche senza appartenenza a un’associazione, quando si usa la forza intimidatrice per coartare le vittime. Proprio su questo si basa l’operazione ‘Contractus’ della DDA di Firenze: 11 arresti per estorsioni con metodo mafioso in subappalti, anche legati a fondi PNRR. giurisprudenzapenale.comitaliasette.itIn sintesi
L’espressione "spregiudicato e pericoloso" associata ad Adinolfi appare al momento legata soprattutto al dibattito mediatico su Mario Adinolfi e alle accuse incrociate con Mediaset. Non ci sono atti ufficiali pubblici che certifichino i 4,7 milioni o un "piano B" a suo carico.
Il caso del giudice Paolo Adinolfi resta invece uno dei misteri più dolorosi della magistratura italiana.
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