COSTIERA AMALFITANA NEWS LE PROBLEMATICHE CHE ATTANAGLIANO AMALFI

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DI MICHELE PAPPACODA Un nostro carissimo amico scrive sul suo profilo facebook: CON IL SENNO DI POI
Il quadro descritto contiene certamente problemi reali e che nessuno può negare: dissesto idrogeologico, viabilità, sanità, depurazione, sicurezza stradale e pianificazione territoriale sono questioni che da anni attendono risposte adeguate.
Tuttavia, per essere credibile fino in fondo, un'analisi dovrebbe accompagnare le critiche con un minimo di autocritica.
Chi oggi denuncia l'assenza della politica e l'immobilismo delle istituzioni non è un semplice osservatore esterno. Ha ricoperto ruoli importanti come Sindaco e Consigliere Regionale, partecipando direttamente a quei livelli decisionali che avrebbero potuto incidere su molti dei problemi oggi evidenziati.
La domanda quindi sorge spontanea: se questi problemi sono presenti da decenni, quali risultati concreti sono stati raggiunti quando si avevano responsabilità amministrative e politiche dirette? Quali battaglie sono state portate avanti in Regione per modificare il PUT, potenziare la sanità costiera, migliorare la mobilità o affrontare il dissesto idrogeologico?
È facile condividere l'elenco delle criticità. Più difficile è spiegare perché, dopo anni di incarichi pubblici, molte di quelle stesse criticità siano ancora lì.
Questo non per sminuire le questioni sollevate, che meritano attenzione e confronto serio, ma perché la memoria istituzionale vale per tutti. La politica non può essere giudice severo del presente dimenticando le proprie responsabilità nel passato.
Se davvero si vuole un dibattito costruttivo, allora occorre partire da un principio semplice: le responsabilità non iniziano con l'amministrazione di oggi e non finiscono con quella di ieri. Sono il risultato di decenni di scelte, omissioni, ritardi e occasioni mancate che coinvolgono amministratori locali, Regione, Stato e rappresentanti politici di ogni colore.
Più che cercare colpevoli, sarebbe utile che chi ha governato ieri e chi governa oggi si confrontassero pubblicamente sui risultati ottenuti, sugli errori commessi e sulle soluzioni concrete da adottare. Perché la Costiera Amalfitana non ha bisogno di nuove diagnosi: quelle le conosciamo da anni. Ha bisogno, finalmente, di cure efficaci.
E su questo, forse, dovremmo tutti essere d'accordo.
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